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NORMATIVA

Appalti, Matteo Salvini: ‘sospendiamo il Codice per due anni’

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Partito Democratico: ‘operazione di gravità inaudita’; Fillea Cgil: ‘è follia’. L’esame dello Sblocca Cantieri in Senato slitta al 4 giugno

Vedi Aggiornamento del 14/06/2019
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30/05/2019 - Un emendamento della Lega al ddl Sblocca Cantieri per la “sospensione del Codice Appalti per due anni e il rispetto della normativa europea vigente, come hanno fatto Germania e Gran Bretagna, quindi in totale adesione all’europeismo che vi affascina. Si tratta di una norma che da anni chiedono tutte le imprese italiane. Il codice degli appalti è vecchio e sta ingessando il Paese”. 

Lo ha annunciato il vicepremier Matteo Salvini ai cronisti al Senato, aggiungendo: “mi auguro che non ci siano preclusioni politiche né dalle opposizioni né dalla maggioranza a sbloccare i cantieri”.

Leggi l'emendamento

Immediate le reazioni.
 

Partito Democratico: ‘operazione di gravità inaudita’

“Mentre le due anime del Governo fanno una resa di conti post elettorale, il Governo distrugge quanto di buono fatto sonore e blocca il Paese”, commenta Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico. “Se è vero, come dice Grillo, che il Movimento 5 Stelle ha pagato la lotta alla corruzione, allora è evidente che hanno deciso di cambiare strada e si apprestano a votare l’eliminazione del Codice degli Appalti”.
 
“La settimana scorsa hanno innalzato le soglie per gli appalti senza gara da duecentomila a un milione di euro, Salvini oggi annuncia emendamenti per sospendere il Codice Appalti per due anni. Operazione di gravità inaudita. O la corruzione non è più un problema per l’Italia, ma l’ondata di arresti dimostra il contrario, o - sottolinea - i pentastellati hanno dismesso il loro cavallo di battaglia”.
 

Fillea Cgil: ‘è follia’

“Stiamo ufficialmente dicendo alla mafia di accomodarsi in ogni appalto” è il commento di Alessandro Genovesi, segretario di Fillea Cgil. “La proposta di Salvini non meriterebbe commento per non alimentarne mediaticamente la visibilità ma il fatto che ad avanzarla sia il Ministro degli Interni oltre che leader politico ci impone di prenderlo sul serio”.
 
“E allora questa proposta va chiamata con il suo nome: è pura follia, è un invito ad un gran gala per la peggior specie di imprenditoria, quella mafiosa, quella che con la concorrenza sleale ammazza le imprese serie e regolari, quella che considera il salario, i diritti dei lavoratori e la sicurezza semplici optional di cui potersi liberare. Chiunque di noi avesse fatto affermazioni simili in una assise del sindacato o dell'organo di rappresentanza dei costruttori, sarebbe stato immediatamente portato via da due nerboruti infermieri”. conclude Genovesi.

 

Appalti, esame del ddl Sblocca Cantieri rinviato al 4 giugno

E, come riferito in Aula dal presidente, Elisabetta Casellati, l’esame del ddl Sblocca Cantieri in Senato slitta da oggi al 4 giugno. Casellati ha annunciato la riformulazione dell'emendamento della Lega per la sospensione del Codice, emendamento sul quale è stata fissata alle 12 di domani la scadenza per la presentazione di sub-emendamenti.
  
Tra gli altri emendamenti all'attenzione dell'Aula, Italia Infrastrutture SpA, l’esclusione delle imprese per irregolarità fiscali gravi, anche se non definitivamente accertate, e l'alleggerimento dei controlli sui partecipanti alle gare.
 

Italia Infrastrutture SpA

Secondo uno degli emendamenti presentati dai relatori, dal 1° settembre 2019 sarà operativa Italia Infrastrutture SpA con l'obiettivo di velocizzare la cantierizzazione delle opere. La società opererà con un capitale sociale di 10 milioni di euro e potrà gestire direttamente le opere pubbliche di competenza del Mit che altrimenti, rischierebbero di bloccarsi. Italia Infrastrutture SpA dovrebbe potersi sostituire agli enti che, una volta ottenuti i finanziamenti per la realizzazione delle opere, non li utilizzano rischiando di perderli.

Tra i compiti della società figurano inoltre il supporto tecnico, amministrativo e gestionale alle direzioni generali in materia di programmi di spesa che prevedano il trasferimento di fondi agli Enti locali, il supporto tecnico amministrativo alle direzioni generali per la gestione delle gare.
 
La società si potrà avvalere di personale proveniente da altre Amministrazioni e di esperti di elevata professionalità.
 
Per lo svolgimento delle sue funzioni, la società dovrà stipulare delle convenzioni con le strutture competenti del Ministero delle Infrastrutture. Per le convenzioni sarà autorizzata una spesa pari a 3 milioni di euro per il 2019, 5 milioni per il 2020 e 8 milioni a decorrere dal 2021.

L’idea di creare una società pubblica era stata già formalizzata nei giorni scorsi con un emendamento al ddl “Crescita”  che è stato però considerato inammissibile. Secondo l'emendamento, poi bocciato, il nuovo ente si sarebbe dovuto chiamare Infrastrutture SpA, un nome identico a quello della società fondata nel 2002 per sostenere la realizzazione delle linee ferroviarie ad Alta Velocità, e poi chiusa nel 2013. Resta ora da capire se Italia Infrastrutture SpA  sarà considerata in linea con gli obiettivi dello Sblocca Cantieri.
 

Esclusioni per irregolarità fiscali e controlli in gara

L’esclusione delle imprese dalle gare per irregolarità fiscali non definitivamente accertate potrà avvenire solo per irregolarità gravi e contenute in atti amministrativi esecutivi.
 
L’emendamento ammorbidisce quanto previsto dal DL Sblocca Cantieri, che lascia alla Stazione Appaltante la possibilità di escludere un’impresa nel caso in cui sia a conoscenza e possa adeguatamente dimostrare che non ha ottemperato agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse o dei contributi previdenziali.
 
La possibilità di subire l’esclusione da una procedura per fatti non definitivamente accertati non piace agli operatori del settore. L’Associazione italiana Dottori commercialisti ha bollato la misura come illegittima perché in grado di attivare uno “Stato di polizia tributaria”
 
Nelle procedure aperte, le Stazioni Appaltanti potranno decidere di esaminare le offerte prima della verifica sul possesso dei requisiti. In questo modo si dovrebbero velocizzare le procedure perché tutti i controlli sarebbero svolti solo sull’operatore che ha presentato l’offerta migliore.
 
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