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NORMATIVA

Sblocca Cantieri, imprese: ‘si faccia in fretta’. Molto critici i sindacati

di Rossella Calabrese
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Le Commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato ascoltano Confindustria, CNA, Confcommercio, Finco, Cgil, Cisl, Uil, cooperative, Confedilizia

Vedi Aggiornamento del 15/05/2019
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06/05/2019 - Giornata fitta di audizioni quella di oggi per le Commissioni riunite Lavori pubblici e Ambiente del Senato: sono oltre 15 i soggetti - tra associazioni imprenditoriali, sindacati, cooperative, associazioni del settore immobiliare, professionisti, enti locali - in audizione oggi nell’ambito della conversione in legge del decreto Sblocca Cantieri (DL 32/2019).
 
Ecco, in tempo reale, le posizioni espresse:
 

Confedilizia: ‘favorire gli interventi sugli immobili privati’

L’Italia ha un patrimonio immobiliare notevolissimo: 75milioni di unità. Se si favorissero gli interventi su questi beni che sono spesso datati ma bellissimi, borghi e centri storici, si avrebbe un miglioramento sia estetico che in termini di sicurezza. Lo ha detto il presidente di Confedilizia in Senato. “Pensavamo e pensiamo ancora ma con minori speranze che questa fosse una sede importante per intervenire, speriamo che in sede di conversione si possa fare qualcosa” ha concluso.
 

Cooperative: ‘misure positive ma servono correttivi al testo’

“Il decreto Sblocca Cantieri contiene misure positive, ma nell’iter di conversione serviranno adeguati correttivi al testo se non si vuole correre il rischio di vanificare l’obiettivo di rilanciare gli investimenti pubblici e, addirittura, di produrre risultati indesiderati”. Così l’Alleanza delle Cooperative in Senato, che esprime dubbi, ad esempio sul ritorno al massimo ribasso “che rischia di produrre non un’accelerazione della realizzazione delle opere, ma solo una velocizzazione (tutta da verificare) del momento dell’affidamento, con rischi invece per la fase realizzativa e la qualità dell’occupazione, con possibilità di alimentare dumping contrattuale e favorire accordi di cartello, perché manca un efficiente meccanismo anti-turbativa”.
 
Anche la soppressione del limite del 30% al peso del prezzo in caso di utilizzo del metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, nella versione rapporto qualità/prezzo, rischia di produrre, secondo l’Alleanza delle Cooperative, effetti analoghi, interrompendo oltretutto un primo positivo andamento degli affidamenti con riferimento ai ribassi”. Critiche anche sulla figura dei Commissari Straordinari: “un’eccessiva diffusione di questo istituto provocherebbe il rischio di un’ingiustificata compressione della concorrenza, mentre la fase su cui incidere è quella precedente alla esecuzione dei lavori, che rappresenta ben il 70% dei tempi complessivi di realizzazione delle opere pubbliche”.
 

Sindacati: ‘servono politiche industriali, finanziarie, urbanistiche’

“Lo Sblocca Cantieri non farà ripartire le opere in stallo. Per sbloccare i cantieri servono interventi su più livelli, le sole modifiche sul Codice degli Appalti non sostituiscono politiche industriali, finanziarie ed urbanistiche, di cui c’è invece un assoluto bisogno”. È quanto hanno ribadito i rappresentanti di Feneal Filca Fillea, secondo i quali il decreto stabilisce regole per i bandi futuri, che rappresentano un arretramento, a partire dalla minor trasparenza.
 
Contrari anche al ritorno del massimo ribasso, considerato “uno degli elementi che maggiormente hanno determinato il fallimento degli impianti normativi previgenti in tema di qualità delle opere, di tempi e costi di realizzazione, di qualificazione di impresa nonché di tutela dei diritti dei lavoratori”, alle modifiche in ordine al subappalto, “fortemente lesive delle tutele e delle garanzie dei lavoratori, perché aumenta il ricorso al dumping contrattuale”, e alla possibilità che i Comuni non capoluogo siano stazioni appaltanti per appalti anche di medie e grandi dimensioni. Forti dubbi anche sul ruolo dei Commissari di nomina governativa e l’idea di “tornare ad un Regolamento attuativo della norma per i tempi che tale processo potrebbe richiedere in contrasto con l’urgenza di avere quanto prima una normativa applicativa”.
 
I sindacati delle costruzioni di Cgil, Cisl, Uil hanno consegnato le loro proposte per il rilancio del settore, tra cui: sistematizzazione degli incentivi; premialità negli appalti verdi per l’utilizzo di materiali di costruzioni a forte tasso di innovazione e a basso impatto ambientale; norme di raccordo in materia urbanistica per favorire manutenzione profonda e rigenerazione dei quartieri; norme e strutture sussidiarie in materia di dissesto idrogeologico o edilizia scolastica in caso di lentezza o difficoltà di messa in esecuzione da parte di Enti Locali.
 

FINCO: ‘dubbi sul limite del 50% al subappalto

Finco, la Federazione industriale che raggruppa 40 associazioni e 13.000 aziende che si occupano di opere specialistiche e superspecialistiche, condivide molti contenuti del DL ma è critica su altri, tra cui l’aumento del limite del subappalto perché il passaggio dal 30 al 50% implica una maggiore possibilità di infiltrazioni malavitose e un abbattimento della qualità delle opere.
 
Altri dubbi riguardano la possibilità che le commissioni giudicatrici possano essere integrate da membri interni delle stazioni appaltanti e l’abolizione dell’albo dei direttori dei lavori e dei collaudatori per il general contractor che, secondo Finco, è una garanzia di terzietà. Nel Regolamento Unico - secondo Finco - ci sono cose non opportune, come la regolamentazione secondaria dei beni culturali che è una materia a sé e dovrebbe continuare ad essere regolata in maniera specifica.
 
Gli aspetti che Finco condivide, infine, sono: l’anticipo del 20% per tutti i tipi di appalto, l’eliminazione dell’obbligo di indicare la terna dei subappaltatori, il pagamento diretto ai progettisti e la riduzione dei casi in cui applicare l’offerta economicamente più vantaggiosa, limitandola ai casi di particolare difficoltà tecnica.
 

Confcommercio: ‘manca l’elenco delle opere prioritarie’

La Confederazione ha espresso “apprezzamento e favore” per il decreto Sblocca Cantieri ma ha sottolineato la presenza di “profili di criticità” legati in particolare “ai rinvii ai procedimenti attuativi, alla mancanza di una lista già nel decreto di opere prioritarie” e alla “tempistica del regolamento unico (180 giorni)”. Lo riporta Askanews. Secondo Confcommercio, “il passaggio dal vecchio al nuovo regime rischia di rinviare troppo i benefici sui quali le imprese confidano”.
 

CNA: ‘il DL introduce modifiche di carattere peggiorativo’

“Il decreto Sblocca Cantieri, al di là dell’enfasi nominalistica, non scioglie i nodi sulla regolamentazione della materia, limitandosi ad interventi mirati, non sempre idonei a conferire un nuovo e più appropriato assetto alla disciplina degli appalti. Per di più, si introducono modifiche di carattere peggiorativo, su tutte il ripristino a 40 mila euro dell’affidamento diretto e l’incremento al 50% della possibilità di subappaltare”. Così la Confederazione Nazionale dell’Artigianato (CNA) nella sintesi di ANSA.
 
Gli artigiani ritengono prioritarie e indifferibili misure come la “suddivisione in lotti degli appalti, senza la quale, di fatto, le piccole e micro imprese vengono escluse”, e “la valorizzazione delle imprese sul territorio”. In questi anni, spiegano, “numerosi affidamenti sono avvenuti attraverso maxi-gare con suddivisione in lotti di importo talmente elevato che di fatto le micro e piccole imprese sono state ab origine escluse dal mercato”.
 

Confindustria: ‘necessario riaprire subito i cantieri fermi’

Secondo la Confederazione degli industriali, è “necessario riaprire subito i cantieri fermi, completare i lavori sospesi e utilizzare le risorse già stanziate”. “L’ambito di intervento più urgente - riporta Adnkronos - era e rimane lo sblocco delle opere già programmate e finanziate e che, tuttavia, risultano bloccate”. Per Confindustria, gli effetti del decreto Sblocca Cantieri sull’economia “dipenderanno molto dall’efficacia e dalla semplicità delle misure, nonché dai tempi della loro effettiva attuazione”.
 
“Sui tempi - aggiunge la confederazione - ribadiamo la centralità di quella che abbiamo definito la ‘questione temporale’, vale a dire quanto impiega il Paese a realizzare ciò che programma. Ciò è particolarmente rilevante nell’ambito delle politiche infrastrutturali e non solo per la fase esecutiva delle opere, ma anche per quella della programmazione finanziaria”. Confindustria ritiene, infine, “necessario evitare il rischio che modifiche ampie e profonde in tema di appalti pubblici producano interruzioni a un percorso di ripresa delle gare ormai in atto”.
 
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