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NORMATIVA

Sblocca Cantieri, progettisti: ‘no ad appalto integrato e incentivo 2% ai tecnici delle PA’

di Rossella Calabrese
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Rete Professioni Tecniche: ‘il DL non conferma le promesse che l’hanno preceduto e non accelera le gare e i cantieri’

Vedi Aggiornamento del 16/05/2019
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07/05/2019 - La lettura del testo del decreto Sblocca Cantieri non conferma le promesse che l’hanno preceduto e non consente, di fatto, molte accelerazioni e semplificazioni delle gare e dei ‘cantieri’, agendo di nuovo più sulla fase di selezione del contraente che dell’esecutore.
 
Inizia così l’audizione della Rete Professioni Tecniche - rappresentata dal Coordinatore Armando Zambrano e dai consiglieri Maurizio Savoncelli, Francesco Peduto, Mario Braga e Rino La Mendola - presso le Commissioni Lavori Pubblici e Ambiente del Senato nell’ambito della conversione in legge del decreto Sblocca Cantieri (DL 32/2019).
 
Le più evidenti criticità riguardano le disposizioni su offerta economicamente più vantaggiosa, incentivo ai dipendenti tecnici P.A., estensione dell’ambito di applicazione della procedura aperta, e, in particolare, consente di effettuare interventi di manutenzione, anche straordinaria, di opere pubbliche in mancanza di una adeguata progettazione e deroga al divieto di ricorrere all’appalto integrato.
 

Appalto integrato, professionisti fortemente contrari

Sul tema dell’appalto integrato, che prevede l’affidamento di progettazione ed esecuzione ad un unico soggetto, RPT ricorda che da tempo i professionisti esprimono le loro forti contrarietà. Tanto per cominciare, ogni appalto per l’esecuzione di opere pubbliche non può prescindere da una propedeutica redazione di un progetto esecutivo di qualità, redatto da un progettista qualificato secondo criteri precisi, incaricato dalla pubblica amministrazione e redatto sotto il controllo di quest’ultima.
 
L’appalto integrato - prosegue RPT - è una procedura anomala, che relega il progettista ad un ruolo marginale nel processo di esecuzione delle opere pubbliche, dovendo spesso basarsi su un progetto definitivo non sempre adeguato, redatto direttamente dalla P.A. Infatti, alimenta nuove varianti in corso d’opera, contenziosi, extracosti, allungamento dei tempi e, in definitiva, opere incompiute, come avvenuto purtroppo nel passato, tanto da essere ampiamente ridimensionato dal vigente codice.
 
RPT ha quindi proposto l’abbandono di questa procedura, peraltro temporanea, che collide chiaramente con le auspicate politiche di rilancio della qualità del progetto nei processi di trasformazione del territorio. I professionisti della RPT sono fermi nella loro convinzione, dettata dall’esperienza, che tutti i lavori debbano essere affidati sulla base di un progetto esecutivo di qualità.
 

Incentivo 2% ai tecnici della P.A., RPT chiede la soppressione

Il Decreto reintroduce l’incentivo del 2% per i dipendenti delle amministrazioni aggiudicatrici. Nell’attuale versione, l’incentivo potrà essere assegnato esclusivamente per le attività di progettazione, di coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, di verifica preventiva della progettazione e non più per le attività di programmazione della spesa per investimenti, di valutazione preventiva dei progetti, di predisposizione e di controllo delle procedure di gara e di esecuzione dei contratti pubblici, come sarebbe più corretto.
 
Per la Rete Professioni Tecniche, tale impostazione travisa il ruolo dei dipendenti pubblici, che non dovrebbero ricevere incentivi extrastipendiali per attività ordinarie, ma dovrebbero semmai essere valorizzati soprattutto nell’ambito del controllo dell’intero processo di esecuzione delle opere pubbliche, riservando prioritariamente la progettazione ai liberi professionisti. Per tali ragioni i professionisti tecnici ne propongono lo stralcio ovvero la soppressione.
 

Sblocca Cantieri, le proposte di modifica della RPT

La Rete delle Professioni Tecniche ha avanzato alcune proposte migliorative in tema di sisma e testo unico dell’edilizia.
 
Per accelerare la ricostruzione pubblica nelle regioni colpite dai sismi, il DL prevede che le istruttorie per il rilascio delle concessioni di contributo e dei relativi adempimenti possano essere curate dai comuni, d’intesa con l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, procedura che - secondo la RPT - si presta a problematiche applicative complesse. La Rete propone una linea guida o una circolare unitaria dell’USR competente, al fine di evitare disomogeneità foriere di ritardi e contenziosi.
 
L’Articolo 3 del DL, infine, semplifica la disciplina degli interventi strutturali in zone sismiche e cita in più punti il Testo unico dell’edilizia anche in riferimento a materia edilizia generale. Le modifiche intervengono su articoli che trattano i delicati argomenti della denuncia delle opere strutturali, del collaudo statico, dell’autorizzazione sismica. L’intento della nuova norma è quello di semplificare le procedure per gli interventi più semplici.
 
A tal proposito, la Rete propone: maggiore semplificazione mediante l’eliminazione dell’autorizzazione per gli interventi su edifici esistenti; chiara distinzione tra interventi di minore rilevanza e quelli privi di rilevanza ma senza differenziarne poi la trattazione; eliminazione per le sopraelevazioni della certificazione del competente ufficio tecnico regionale; modalità di corretta definizione delle pratiche aperte nel caso di presentazione di eventuali varianti in corso d’opera.
 
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