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La 'Visione Unica' di Studio Formafantasma
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La 'Visione Unica' di Studio Formafantasma

'Culture di manipolazione ambientale' per Matera2019

24/06/2019 - È stata inaugurata presso Cava Paradiso la mostra Visione Unica: Cultures of Environmental Manipulation, a cura dello studio FormafantasmaSi tratta del secondo appuntamento di I-DEA, un progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019.

Attingendo da una varietà di archivi locali e risorse non ortodosse che implicitamente mettono in crisi l’idea stessa di archivio e di cosa significhi conservare informazioni, Visione Unica è una installazione formata da 5 proiezioni, 10 schermi digitali ed una ristretta selezione di oggetti vernacolari.

Distribuiti nello spazio come a comporre un panorama percepibile nella sua totalità, e posti all’ingresso della mostra, gli schermi ed i loro contenuti possono essere letti dal visitatore sia in maniera individuale sia come parte del tutto. Materiali estremamente eterogenei tra loro come fotografie, cartografie di tipo scientifico, documentari, documenti storici e interviste, sono esposti utilizzando un medium unico, quello filmico.

Se a primo sguardo i documenti selezionati possono apparire eterogenei con il passare del tempo emerge un tema costante: l’antropizzazione del territorio. La selezione dei materiali però osserva tale fenomeno accostando tra loro strategie contemporanee, moderne, vernacolari, scientifiche e magiche. Il tentativo non è tanto quello di mostrare l’approccio scientifico o tecnico come una evoluzione più’ efficace di sistemi primitivi, quanto di vedere la relazione dell’uomo con l’ambiente che lo circonda come estremamente complessa e necessitante di costante monitoraggio e rivalutazione.

Lo Studio Formafantasma è composto da Andrea Trimarchi (1983) e Simone Farresin (1980), un duo di designer italiani con sede ad Amsterdam, Paesi Bassi. Dopo aver conseguito un master nel 2009 alla Design Academy di Eindhoven, hanno sviluppato un lavoro di indagine su materiali sperimentali affrontando i problemi della relazione tra tradizione e cultura locale, sostenibilità e significato culturale dell’oggetto. I loro progetti fanno parte delle collezioni permanenti del Victoria and Albert Museum, Metropolitan, MoMA, Mak Museum , Art Institute of Chicago, Centre Pompidou, Stedelijk Museum etc. La critica di design Alice Rawsthorn li ha segnalati tra gli studi che definiranno il futuro del design internazionale. Andrea e Simone tengono conferenze e laboratori oltre che insegnare presso la Design Academy Eindhoven. Nell’ambito della propria ricerca sulla relazione che intercorre tra artigianalità e industria, oggetto e fruitore hanno lavorato per Flos, Fendi, Max Mara, Hermes, Droog, Nodus Rug, J&L Lobmeyer, e Established and Sons.

L’allestimento della mostra è stato disegnato e concepito da Elisa Giuliano, Martha Schwindling e Antonio Elettrico con l’Open Design School che ha previsto un sistema aperto e modulare, che accompagna l’intero progetto I-DEA in maniera fluida. Proprio per questo i visitatori hanno potuto seguire le fasi di trasformazione dalla mostra “Le Due Culture. Artefatti e Archivi”, curata dall’artista e fotografo con un rapporto speciale con la città di Matera Mario Cresci, conclusasi il 7 giugno, e l’allestimento di Visione Unica a cura di Studio Formafantasma. Questa fase di “transizione” assume, dunque, un valore partecipativo che permette agli spettatori di seguire, con un approccio totalmente innovativo, il processo creativo che porta alla costruzione di un’installazione, così come il lavoro di ricerca e studio che consente la formazione di un archivio. L’allestimento, corpo pulsante e vivo del progetto si trasforma, mantenendo alcuni elementi della mostra precedente e cambiando in altri casi pelle per accogliere il nuovo percorso.

© Riproduzione riservata

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