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The Challenge - Tadao Ando

Un mese alla chiusura della grande mostra presso Armani/Silos

Giorgio Armani and Tadao Ando - Photocredit Roger Hutchings
Armani Silos - The Challenge, Tadao Ando - photocredit Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti
Armani Silos - The Challenge, Tadao Ando - photocredit Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti
Giorgio Armani & Tadao Ando - photocredit SGP
28/06/2019 - Sarà aperta al pubblico fino al 28 luglio, negli spazi di Armani/Silos, la prima importante retrospettiva che il Centre Pompidou ha dedicato a Tadao Ando lo scorso anno a Parigi.

Figura fondamentale di una progettazione che predilige l’uso insolito della natura e la combinazione negli spazi di elementi come l’acqua e la luce, l’architetto giapponese si contraddistingue per la sua visione pura ed essenziale. La sensibilità profonda dell’architetto giapponese, la sua filosofia e l’estremo rigore hanno spinto Giorgio Armani ad affidargli già nel 2001 la creazione dell’Armani/Teatro di via Bergognone a Milano.

Nell’architettura di Tadao Ando vedo la straordinaria abilità di trasformare materiali pesanti, come il metallo e il cemento, in qualcosa di poetico ed entusiasmante. Mi piace come usa la luce, un elemento fondamentale che contribuisce a definire il carattere degli spazi”, dice lo stilista. 

The Challenge è la mostra che ripercorre la carriera di Tadao Ando attraverso le sue realizzazioni più significative da Row House a Sumiyoshi - Azuma House (1976), a Naoshima (1988 fino a oggi), fino al progetto ancora in corso per la Bourse de Commerce di Parigi (autunno 2019). Inoltre sarà esposto per la prima volta il progetto dell’Armani/Teatro (2001).

Il percorso narrativo - progettato da Tadao Ando con il suo studio e in collaborazione con il Centre Pompidou - si articola intorno a quattro temi principali: Forme primitive dello spazio, Una sfida urbana, Genesi del paesaggio, Dialoghi con la storia. 
Fanno parte della retrospettiva oltre cinquanta progetti, illustrati da schizzi, modelli originali, video installazioni, disegni tecnici, taccuini di viaggio e fotografie scattate da Tadao Ando stesso.
Tadao Ando è un maestro assoluto dell’architettura con un’impronta estetica inconfondibile e molto vicina al mio modo di sentire. Ammiro sinceramente tutto ciò che fa. Sono molto felice di questa nuova collaborazione e credo che Armani/Silos, con la sua atmosfera rigorosa e suggestiva, sia il luogo perfetto per esprimere tutta la poesia e la potenza del suo lavoro”, commenta lo stilista.

Sono molto grato a Giorgio Armani per avermi dato l’opportunità di mostrare il mio lavoro nel prestigioso Armani/Silos. La mostra abbraccerà il mio percorso negli ultimi cinquant’anni e spero che questo evento contribuisca al futuro del design e della cultura”, dichiara l’architetto.

Tadao Ando - vincitore del prestigioso Pritzker Prize per l’architettura nel 1995 - da genio autodidatta riflette in modo diverso su alcuni aspetti del suo lavoro.
Mi piacerebbe realizzare architetture che possano durare per sempre, non nella sostanza o nella forma, ma come un ricordo indelebile nel cuore degli uomini”, spiega. “Quando l’architettura si confronta con gli eventi, nuovi dialoghi prendono vita. Sono dialoghi che parlano all’anima delle persone. Come posso dar forma a questi dialoghi affinché siano fondamentali e proficui?Non c’è una risposta assoluta perché ogni progetto si sviluppa in un determinato contesto. Questo è ciò che rende l’architettura una sfida entusiasmante. Ancora oggi, dopo mezzo secolo, sono impaziente di affrontare la sfida infinita di creare architettura”, conclude Ando. È un linguaggio semplice, per una riflessione complessa.

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