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NORMATIVA

Crescita, per le scuole procedura negoziata fino a 5,5 milioni di euro

di Paola Mammarella
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In arrivo anche incentivi per la valorizzazione edilizia, sconto alternativo a Ecobonus e Sismabonus e assunzione di 80 tecnici

Vedi Aggiornamento del 27/06/2019
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17/06/2019 – Appalti semplificati per la messa in sicurezza delle scuole, con la possibilità di ricorrere alla procedura negoziata per l'affidamento di lavori di importo fino a 5,5 milioni di euro. Lo prevede uno degli ultimi emendamenti approvati durante la discussione del disegno di legge “Crescita”, che questa settimana sarà all'esame della Camera.

Nel testo sono inoltre confermati gli incentivi per la valorizzazione edilizia, lo sconto al posto di Ecobonus e Sismabonus, le assunzioni di professionisti, la maggiore deducibilità Imu per i beni strumental e il Fondo “salva opere”.

Tra gli emendamenti presentati, che devono ora essere esaminati, spiccano i tentativi di estendere ai professionisti le stesse tutele previste per le PMI.


Edilizia scolastica, procedura negoziata per lavori fino a 5,5 milioni

Per garantire la messa in sicurezza degli edifici scolastici pubblici, gli Enti Locali beneficiari di finanziamenti e contributi potranno, nel triennio 2019 – 2021, affidare le gare di importo fino alle soglie comunitarie con procedura negoziata con consultazione, nel rispetto del criterio di rotazione degli inviti, di almeno 15 operatori economici. Per le gare di lavori, la soglia comunitaria è fissata a 5,5 milioni di euro. 

Si tratta di una deroga notevole, mentre, lo ricordiamo, lo Sblocca Cantieri ha appena ribadito che la procedura negoziata (con consultazione di 15 operatori) può essere utilizzata per le gare di importo fino a 1 milione di euro.
 
Contro questa disposizione si è già espressa l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) che lamenta uno scenario caratterizzato da poca trasparenza.
 

Incentivi per la valorizzazione edilizia

Le imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che acquistano interi fabbricati per demolirli e ricostruirli o effettuare interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, per poi rivenderli entro i successivi 10 anni, pagheranno l’imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro 200 ciascuna. Per ottenere il beneficio, l’edificio dopo i lavori dovrà essere conforme alla normativa antisismica e classificato in classe energetica NZEB, A o B, così come definiti dalle Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici (DM 26 giugno 2015). In caso di mancato rispetto dei requisiti, si dovranno pagare le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché una sanzione del 30% delle stesse imposte e gli interessi di mora a decorrere dall'acquisto dell'immobile.
 

Sconto al posto di Ecobonus e Sismabonus

Il soggetto che effettuerà gli interventi di efficientamento energetico o messa in sicurezza antisismica potrà ricevere un contributo, anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento, sotto forma di sconto sul corrispettivo spettante. Il contributo sarà recuperato dal fornitore sotto forma di credito d'imposta, di pari ammontare, da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo, senza l’applicazione dei limiti di compensabilità.
 

Assunzione di 80 professionisti tecnici per velocizzare le gare

Prevista l’assunzione di 80 unità di elevata professionalità tecnica tra ingegneri (ingegneria stradale, strutturale, edile e idraulica), architetti, geologi, dottori agronomi e dottori forestali, oltre a 20 giuristi, esperti di gare e contratti pubblici, per accelerare l’affidamento delle gare d’appalto. I professionisti saranno destinati ai Provveditorati interregionali alle Opere pubbliche. Un decreto interministeriale del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti e della Funzione Pubblica, da adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, definirà i livelli di ingresso e le modalità di selezione.
 

Deducibilità Imu sui beni strumentali

Professionisti e imprenditori potranno dedurre l’Imu sui beni strumentali dal reddito. La percentuale di deducibilità crescerà col passare degli anni. Si inizierà con il 50% per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018, per poi passare al 60% e 70%.
 

Fondo Salva Opere

Lo strumento, proposto dal Ministero delle infrastrutture per tutelare le piccole imprese operanti nei cantieri in subappalto, e inizialmente inserito nell'ambito del ddl Sblocca Cantieri, non era piaciuto perché prevedeva una tassa a carico dell’aggiudicatario. 

La maggioranza è quindi tornata sui suoi passi, promettendo che il Fondo non avrebbe gravato sulle imprese vincitrici. 
 
Il nuovo emendamento approvato prevede che, in caso di crisi dell’impresa aggiudicataria, sia coperto il 70% dei pagamenti a favore delle Pmi subappaltatrici. Il Fondo sarà alimentato con un contributo dello 0,5% del valore del ribasso offerto dall’aggiudicatario delle gare di appalti pubblici ”di importo pari o superiore a 200mila euro, a base d’appalto, in caso di lavori, e a 100mila euro in caso di servizi e forniture”.
 

Ai liberi professionisti le stesse tutele delle PMI

I relatori hanno proposto, con l’emendamento 7.016, che Il Fondo di garanzia per le PMI, nato per sostenere le imprese in difficoltà con la restituzione dei finanziamenti, ma contemporaneamente titolari di crediti nei confronti della PA, offra garanzie anche alle PMI del settore edile.

Con un altro emendamento (19.012), i relatori hanno proposto che anche i professionisti possano accedere al Fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti

 
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