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NORMATIVA

Fattura elettronica, quando e come utilizzarla?

di Paola Mammarella
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Il Fisco spiega chi deve emetterla, chi è esonerato, cosa va fatturato e come gestire l’imposta di bollo

Vedi Aggiornamento del 01/07/2019
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20/06/2019 – La fattura elettronica continua a destare dubbi e richieste di chiarimento. L’Agenzia delle Entrate è quindi intervenuta in soccorso dei contribuenti con una nuova circolare (14/2019) sull’argomento.
 

Fattura elettronica, soggetti coinvolti

Dal 1° gennaio 2019 la fattura deve essere elettronica tramite Sdi. Non ha l’obbligo di emettere fattura elettronica chi rientra nel “regime di vantaggio”, in quello “forfetario” o che si avvale della legge, 398/1991 (come associazioni senza fini di lucro, pro-loco, associazioni sportive dilettantistiche, se nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito proventi fino a 65mila euro).
 
Se la fatturazione avviene tra die soggetti rientranti entrambi nel regime forfetario e il cedente/prestatore vuole procedere alla fatturazione elettronica via Sdi, senza preventivo accordo della controparte, potrà farlo, ma dovrà consegnarle una copia analogica.
 
Per il 2019 hanno il divieto di fatturare elettronicamente via Sdi coloro che erogano prestazioni sanitarie. In presenza del divieto, le prestazioni potranno comunque essere documentate tramite fattura analogica o elettronica extra Sdi.
 

Fattura elettronica, emissione e registrazione dei documenti

Uno dei chiarimenti del Fisco riguarda il termine di emissione che, dal 1° luglio 2019, in base all’articolo 21 del decreto Iva, potrà essere successivo (di non oltre 10 giorni) rispetto all’effettuazione dell’operazione, pena, tuttavia, la necessità di indicare in fattura, quando diverse, entrambe le date (prestazione ed emissione).
 
Per risolvere le difficoltà tecniche, l’Agenzia ha spiegato che la data da riportare, nel relativo campo “Data” della sezione “Dati Generali” del file, è sempre una sola, ossia quella di effettuazione dell’operazione, risultando l’emissione attestata dallo Sdi. Non c’è dunque bisogno di un’ulteriore autonoma indicazione (come deve avvenire, invece, per le fatture analogiche e per quelle elettroniche extra Sdi).
 
Qualora nel corso di un mese vengano effettuate più operazioni nei confronti dello stesso soggetto, documentate in un’unica fattura elettronica tramite Sdi, sarà possibile indicare una sola data, ossia quella dell’ultima operazione.
 
La possibilità di portare in detrazione l’Iva, qualora la fattura sia ricevuta e annotata entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, vale anche per coloro che liquidano l’imposta su base trimestrale. Per fare un esempio, per un’operazione del 29 giugno 2019, documentata tramite fattura emessa l’8 luglio 2019, ricevuta il 13 e annotata entro il 15 del medesimo mese, il diritto alla detrazione potrà essere esercitato con riferimento al secondo trimestre 2019.
 

Fattura elettronica e imposta di bollo

Per stabilire se una fattura o un documento vanno assoggettati al bollo, si legge nella circolare, bisogna fare riferimento al Dpr 642/1972. La fattura elettronica scartata dallo Sdi, e quindi non emessa, non è da sottoporre a imposta.
 
Il pagamento del bollo prescinde dal fatto che l’obbligato sia un soggetto passivo Iva; vige sempre la solidarietà tra tutte le parti (cedente/prestatore e cessionario/committente) coinvolte nell’emissione delle fatture o che ne fanno uso.
 

Consultazione e conservazione delle fatture emesse

L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione un servizio gratuito che garantisce per quindici anni, salvo revoca da parte del contribuente, una conservazione delle fatture elettroniche transitate dallo Sdi. Il sistema consente la consultazione delle copie conformi all’originale delle fatture transitate nello Sdi e di una parte dei dati fiscalmente rilevanti. La consultazione, possibile solo previa adesione al servizio stesso, potrà avvenire, all’interno dell’area riservata del sito dell’Agenzia, dal 1° luglio 2019 e sino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di ricezione da parte dello Sdi, con cancellazione entro i trenta giorni successivi.
 
A chi non ha aderito, la consultazione dei dati sarà consentita fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello in cui si presenta la dichiarazione di riferimento (quindi, aderendo nel 2019, per una fattura emessa e ricevuta nello stesso anno, il 2028). L’Agenzia ha spiegato anche che ciascuna delle parti ha una decorrenza legata alla propria dichiarazione di riferimento. Se la fattura via Sdi riguarda un’operazione effettuata il 30 dicembre 2020, ma il documento è emesso e ricevuto il 3 gennaio 2021, il cedente/prestatore potrà consultare i dati fino al 31 dicembre 2029 (ottavo anno successivo alla dichiarazione Iva per il 2020) e il cessionario/committente fino al 31 dicembre 2030 (ottavo anno successivo per la dichiarazione 2021).
 
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