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NORMATIVA

Indici di affidabilità fiscale, ecco il software per il calcolo

di Alessandra Marra
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Il programma consente di preparare la posizione da allegare alla dichiarazione dei redditi. I Commercialisti chiedono che quest’anno sia opzionale

Vedi Aggiornamento del 21/06/2019
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12/06/2019 – L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione di professionisti e imprese la versione definitiva del software “Il tuo Isa che consente di calcolare il proprio indice sintetico di affidabilità fiscale e beneficiare, in funzione del valore raggiunto, di una serie di vantaggi.
 
Tra questi vantaggi c’è l’esclusione dagli accertamenti di tipo analitico-presuntivo, la riduzione dei termini per l’accertamento e l’esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta.
 

Indici di affidabilità fiscale: ecco come funziona il software

Il programma, che calcola l’indice sintetico di affidabilità fiscale per tutti gli Isa approvati, consente di: caricare i dati forniti dall’Agenzia, creare una nuova posizione (o aprire una posizione precedentemente salvata), inserire i dati necessari per il calcolo e preparare la posizione da allegare alla dichiarazione dei redditi.
 
I dati forniti dall’Agenzia potranno, non appena disponibili, essere consultati e acquisiti sia in modalità puntuale, tramite il cassetto fiscale, direttamente dal contribuente o dall’intermediario delegato, sia in modalità massiva, attraverso il servizio Entratel, da parte degli intermediari per i propri clienti.
 
Una volta valorizzati i quadri l’applicazione fornisce un riscontro trasparente - espresso con un punteggio da 1 a 10 - sul livello di affidabilità raggiunto. Il software mette anche a disposizione delle funzionalità aggiuntive, come per esempio il salvataggio archivi.
 

ISA 2018: i benefici per i contribuenti affidabili

Per il periodo d’imposta 2018 viene attribuito un grado di affidabilità fiscale espresso in una scala che varia da 1 a 10. Come stabilito dal Provvedimento 10 maggio 2019, per le imprese e i professionisti che raggiungono un punteggio almeno pari a 8 è previsto l’esonero, entro i limiti fissati, dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione dei crediti d’imposta, nonché la riduzione di un anno dei termini per l’accertamento dei redditi di impresa e di lavoro autonomo e dell’IVA.
 
I contribuenti con Isa almeno pari a 8,5 sono esclusi, inoltre, dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici; coloro che ottengono un punteggio da 9 in su sono esclusi anche dall’applicazione della disciplina delle società non operative e dalla determinazione sintetica del reddito complessivo, laddove il reddito complessivo accertabile non ecceda di due terzi quello dichiarato.
 

Applicazione ISA, i Commercialisti chiedono applicazione facoltativa

Prima del lancio del software definitivo, il Consiglio Nazionale dei Commercialisti aveva chiesto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di rendere facoltativa l’applicazione degli ISA e della compilazione dei relativi modelli per quest’anno.
 
Secondo il Presidente dei Commercialisti, Massimo Miani, il ritardo nella messa a disposizione degli strumenti necessari all’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e il ritardo nella diffusione del software (messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate solo lo scorso 10 giugno) avrebbe creato disagi nei contribuenti.
 

Indici di affidabilità fiscale al posto degli studi di settore: la storia

Ricordiamo che partire dall’anno di imposta 2018, gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (introdotti con il DL 50/2017 convertito nella Legge 96/2017) sostituiscono definitivamente gli studi di settore.
 
Il nuovo strumento, costruito con una metodologia statistico-economica che si basa su dati e informazioni relativi a più periodi d’imposta, punta a fornire a lavoratori autonomi e imprese un riscontro accurato e trasparente sul proprio livello di affidabilità fiscale nell’ottica di incrementare la tax compliance.
 
Con gli Isa gli operatori economici possono quindi valutare autonomamente la propria posizione ed eventualmente correggere i dati comunicati al Fisco, oltre a dichiarare ulteriori componenti positivi per migliorare la propria “pagella” di affidabilità.
 
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