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NORMATIVA

Sblocca Cantieri, è giallo sulle opere prioritarie

di Paola Mammarella
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La loro realizzazione sarà gestita dai Commissari straordinari, che opereranno in deroga al Codice Appalti

Vedi Aggiornamento del 18/06/2019
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14/06/2019 - Con la conversione in legge del Decreto Sblocca Cantieri, può partire il conto alla rovescia per individuare gli interventi prioritari e nominare i Commissari straordinari che dovranno garantire una realizzazione veloce e senza intoppi. Ma quali saranno effettivamente le opere prioritarie che si sbloccheranno? Su questo punto il dialogo politico sembra ancora in corso e stanno circolando diverse ipotesi.
 

Opere prioritarie, decreti entro 180 giorni

Durante la discussione alla Camera, la deputata PD Sara Moretto ha lamentato che non è chiaro se le opere prioritarie “siano quelle definite dagli attuali strumenti di programmazione o se ve ne siano altri e altri ancora che verranno discrezionalmente individuati". Effettivamente un elenco ufficiale delle opere da completare non c'è mai stato.

Lo Sblocca Cantieri prevede che, entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, siano adottati uno o più decreti per individuare gli interventi infrastrutturali ritenuti prioritari. Ipotizzando che il Governo tenga fede all’urgenza di far partire (o ripartire) i lavori, i decreti arriveranno al massimo entro la fine dell’anno. Entro il 31 dicembre 2020, potranno poi essere individuati ulteriori interventi prioritari. La norma regola inoltre una serie di iniziative relative ad alcuni interventi infrastrutturali grandi e piccoli, come il Mose di Venezia, il sistema viario della Sicilia, le opere contro il dissesto idrogeologico, il sistema idrico del Gran Sasso e la rete di infrastrutture di ricarica dedicate ai veicoli alimentati ad energia elettrica. Nel testo manca però un elenco preciso delle grandi opere da sbloccare o realizzare ex novo con procedure d'urgenza.

A fine aprile il Mef ha pubblicato uno schema con “Le grandi opere da completare”, in cui comparivano Gronda di Genova, TAV Torino-Lione, Terzo valico Genova-Milano, Pedemontana lombarda, TAV Brescia-Padova, Mose di Venezia, Tangenziali venete, Passante di mezzo di Bologna, Passante di Firenze, nuovo pista dell’Aeroporto di Firenze, Statale Jonica S.S. 106.
 Immagine: http://www.mef.gov.it/focus/article_0054.html 

 
Allo stesso indirizzo web, e senza cambiare data, lo schema è stato poi sostituito con un altro intitolato, in modo più neutrale, “Grandi opere - I cantieri aperti” in cui, oltre alle opere già citate, ne compaiono altre al Centro Sud. Si tratta della Metro C di Roma, Autostrada Roma-Latina, Strada Statale 372 Telesina, Tav Napoli-Bari, Linee Metro 1 e 6 di Napoli, Tav Palermo-Catania-Messina, Statale degli Scrittori S.S. 640, Autostrada Ragusa-Catania, S.S. 597/199 Sassari-Olbia.
Immagine: http://www.mef.gov.it/focus/article_0054.html

Nei giorni scorsi è circolato il "vecchio schema", cioè quello contenente meno opere, concentrate prevalentemente al Nord. Fatto che ha acceso qualche polemica. Quale sarà, quindi, lo schema corretto? Tutto lascia presagire che nei prossimi mesi il confronto politico sull'argomento resterà aperto.
 

Commissari straordinari

Per tutti gli interventi che saranno considerati prioritari, verranno nominati uno o più Commissari straordinari, individuabili anche nell’ambito delle società a controllo pubblico.
 
I Commissari, si legge nel testo dello Sblocca Cantieri, potranno assumere ogni determinazione ritenuta necessaria per l’avvio ovvero la prosecuzione dei lavori, anche nell’ambito della sicurezza delle dighe, delle infrastrutture idriche e delle opere contro il dissesto idrogeologico. Opereranno in raccordo con Investitalia.
 
Tra le determinazioni che i Commissari potranno assumere c’è l’eventuale rielaborazione e approvazione dei progetti non ancora appaltati, in raccordo con i Provveditorati interregionali alle opere pubbliche.
 
L’approvazione dei progetti da parte dei Commissari straordinari sostituirà ogni autorizzazione, parere, visto e nulla osta occorrenti per l’avvio o la prosecuzione dei lavori. Faranno eccezione i provvedimenti relativi alla tutela ambientale, per i quali i termini dei relativi procedimenti sono dimezzati, e le autorizzazioni per la tutela dei beni culturali e paesaggistici, per le quali il termine di adozione dell’autorizzazione sarà di 60 giorni, decorsi i quali scatterà il silenzio-assenso.
 
Per l’esecuzione degli interventi, i Commissari straordinari potranno assumere direttamente le funzioni di stazione appaltante e operare in deroga al Codice Appalti.
 
È prevista inoltre la nomina di Commissari ad-hoc per il MOSE di Venezia, per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, per l’ammodernamento della rete viaria in Sicilia, per il Nodo ferroviario di Genova e il collegamento dell’ultimo miglio tra il Terzo Valico dei Giovi e il Porto storico di Genova. 
 

Italia Infrastrutture SpA dal 1° settembre

La legge introduce un’altra arma contro il blocco dei cantieri. Si tratta della società pubblica Italia Infrastrutture Spa, che sarà operativa a partire dal 1° settembre 2019. Sarà gestita dal Mit e dotata di un capitale da 10 milioni di euro. Avrà la funzione di aiutare gli enti che rischiano di perdere i fondi statali, ottenuti per la realizzazione di un’opera, perché non li utilizzano facendo fermare i cantieri.
 

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