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PROFESSIONE

Equo compenso, dal M5S un ddl per tutelare i professionisti che lavorano con i privati

di Rossella Calabrese
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In arrivo l’obbligo per i committenti di dimostrare di aver pagato il professionista, pena il mancato rilascio del titolo richiesto

Vedi Aggiornamento del 17/07/2019
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21/06/2019 - “Quante volte i tecnici hanno completato la propria opera ma non sono stati pagati? Col disegno di legge a mia prima firma, si vuole tutelare la professione tecnica nelle attività con la committenza privata, allargando il perimetro di applicazione dell’equo compenso, e contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale”.
 
Così il senatore del Movimento 5 Stelle, Agostino Santillo, sui social network. “In particolare - spiega -, l’intervento normativo è preordinato a garantire ai liberi professionisti di incassare il compenso pattuito per le prestazioni professionali rese alla committenza privata, pena il mancato rilascio del titolo richiesto dal committente privato!”.
 
Il disegno di legge - prosegue Santillo - prescriverà che ogni istanza presentata alla pubblica amministrazione nell’ambito dello svolgimento di prestazioni professionali rese alla committenza privata nei settori nei quali le norme e i regolamenti statali, regionali e provinciali prevedono l’intervento del professionista, deve essere corredata da una copia della lettera di affidamento dell’incarico sottoscritta dal professionista incaricato e dal committente, in riferimento anche alle possibili fasi procedurali propedeutiche al rilascio degli atti a cui sono preordinate le istanze di cui al presente articolo.
 
Per il contrasto all’evasione fiscale, poi, si stabilisce che il committente, per ogni prestazione eseguita da professionista incaricato, trasmette all’ente pubblico preposto un’autodichiarazione attestante il pagamento da parte del committente dei compensi relativi alla prestazione resa, riportando gli estremi del bonifico bancario o, in mancanza dell’avvenuto integrale pagamento, attestante l’avvenuta corresponsione al professionista dell’anticipo del compenso pattuito, in misura non inferiore al 30%, nonché il relativo piano dei pagamenti.

Il disegno di legge, non ancora presentato in Senato, è pubblicato nella sezione Lex Parlamento della Piattaforma Rousseau per essere sottoposto a proposte di modifiche e integrazioni da parte degli iscritti, entro il 18 agosto 2019.
 

Equo compenso, gli scopi del disegno di legge

L’equo compenso, con riferimento ai rapporti dei liberi professionisti con i grandi committenti e la pubblica amministrazione - spiega la relazione - è stato introdotto dal Decreto Fiscale. Sulla materia è intervenuta anche la Legge annuale sulla concorrenza che ha stabilito in capo al professionista l’obbligo di rendere previamente nota al cliente, in forma scritta o digitale, con un preventivo di massima, la misura del compenso.
 
La proposta di legge - prosegue la relazione - si pone quale primo elemento di necessario ed essenziale completamento del disegno che il legislatore ha tracciato con le disposizioni richiamate e costituisce un primo passo per allineare il mercato privato a quanto il Correttivo Appalti ha previsto per il settore dei lavori pubblici, disponendo l’obbligatorietà per le stazioni appaltanti dell’utilizzo del decreto parametri al fine di calcolare gli importi da porre a base di gare degli affidamenti, cristallizzando in una fonte di rango primario la posizione già espressa da ANAC nelle proprie linee guida attuative del nuovo codice dei contratti pubblici.
 
Infine, con riguardo all’evasione fiscale, la relazione evidenzia come tale fenomeno, fortemente destabilizzante per l’economia e la giustizia sociale del Paese, sia purtroppo presente nel settore delle libere professioni e dell’edilizia, aggravando - per le conseguenze che determina, prima fra tutte l’aumento della pressione fiscale (in Italia superiore al 40%) - il periodo di grave crisi che ha visto ridurre drasticamente i redditi dei professionisti intellettuali.
 
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