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URBANISTICA

Rigenerazione urbana, perché non tornare ai ‘contratti di quartiere’?

La proposta del professor Giovanni Caudo per superare gli ostacoli normativi al recupero dell’esistente

Vedi Aggiornamento del 26/02/2020
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Foto tratta da: urbanistica.comune.roma.it
11/06/2019 - “Un’esigenza radicale di miglioramento”. Il professor Giovanni Caudo, che oltre a essere docente di Urbanistica a Roma Tre è stato assessore alla Trasformazione urbana di Roma Capitale e svolge attualmente il ruolo di presidente del terzo Municipio, abbinando quindi l’esperienza di amministratore a quella di docente e tecnico, non ha dubbi quando deve definire il quadro complessivo delle norme che nel nostro Paese regolano la rigenerazione urbana.
 
Per questo, interverrà il prossimo 13 giugno a Roma, all’ex Mattatoio, al terzo evento (dopo Bari e Firenze) del ciclo ZEROISMORE che l’associazione TES (Transizione Ecologica Solidale) sta portando in tutta Italia per presentare, e contestualmente implementare con il contributo dei territori, il disegno di legge di rango nazionale su consumo di suolo e rigenerazione urbana.
 

Caudo: ‘le norme rendono difficile il recupero dell’esistente’

In questo senso, la visione e le indicazioni di Caudo appaiono piuttosto nette: “Nel nostro Paese abbiamo norme che agevolano e favoriscono la nuova costruzione e l’ulteriore consumo di suolo, ma al contrario rendono difficile il recupero dell’esistente”. Gli esempi riguardano i settori e i campi più svariati, dalle norme urbanistiche e ambientali passando per quelle fiscali.
 
L’ex assessore di Roma Capitale, da questo ultimo punto di vista afferma: “Chi realizza nuove costruzioni ha la possibilità di non pagare l’Imu. Se ristrutturo un immobile non godo invece delle stesse agevolazioni”. O ancora, per quanto riguarda il settore dell’ambiente, Caudo richiama la situazione della demolizione, e dell’assenza di normative che agevolino la dismissione dei materiali: “Allo stato attuale, al contrario, esistono ostacoli”.
 
Per non parlare delle norme che impediscono di avviare lavori di recupero nei condomìni davanti alla presenza di un solo diniego tra i molteplici proprietari: circostanza frenante dirompente in un Paese in cui la proprietà immobiliare è molto diffusa, e in capo in grande prevalenza a soggetti “fisici”, persone. 
 

La proposta: un ‘libro bianco’ degli ostacoli al recupero

Caudo rileva, inoltre, che “l’attività legislativa in Italia ha molto insistito su come misurare e limitare il consumo di suolo, ma poco ha ragionato per rimuovere gli ostacoli al recupero e alla rigenerazione” che quindi sono molti, e importanti. Tra l’altro gli aspetti sono connessi: orientarsi verso la rigenerazione significa anche scoraggiare il consumo di territorio e l’espansione urbana.
 
Cosa fare, allora? Quali sono gli interventi necessari, le indicazioni per il miglioramento nella direzione della costruzione di una normativa che oltre a limitare il consumo di suolo favorisca la rigenerazione urbana, e quindi a beneficio di un percorso come ZEROISMORE, promosso da TES?
Primo passo, per Caudo, è la realizzazione di un “libro bianco” che raccolga ed elenchi tutti gli ostacoli, a cominciare da quelli normativi, alla rigenerazione urbana. Un vero e proprio riferimento, per poi passare a sgombrare il campo da quanto impedisce e rallenta le operazioni di recupero.
 

Perché non tornare ai ‘contratti di quartiere’?

Poi, scendendo nel campo operativo, Caudo auspica il ritorno a un modello già sperimentato in passato nel nostro Paese, ma poi di fatto abbandonato: i contratti di quartiere. Per Caudo si tratta di “un dispositivo che consentiva di mettere insieme tutti i progetti, di diversa provenienza, che agiscono in un territorio. Potrebbe essere una modalità operativa concreta, peraltro già sperimentata, ovviamente da perfezionare”.
 
In Francia esiste e funziona uno strumento simile, i contratti di città, che si basano su un doppio livello. Lo Stato ha individuato circa 500 aree sensibili in cui intervenire con operazioni di rigenerazione, e di queste un centinaio sono dichiarate di rilevanza nazionale: qui è lo Stato a condurre le operazioni, fermo restando il coinvolgimento degli altri soggetti”.
 
Queste ed altre questioni saranno trattate nel corso della giornata di giovedì prossimo 13 giugno all’ex Mattatoio a Roma, e potranno essere discusse nel dibattito che si aprirà dopo gli interventi dei relatori. 

Fonte: ufficio stampa Associazione TES
 

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