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URBANISTICA

Urbanistica, alla Camera un ddl su rigenerazione, perequazione e compensazione

di Alessandra Marra
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Il provvedimento prevede il superamento del PRG e regola l'incentivazione urbanistica e i concorsi di architettura

Vedi Aggiornamento del 04/07/2019
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28/06/2019 – Fornire una disciplina urbanistica nazionale al passo con i tempi che, superando la rigidità del piano regolatore generale (PRG), possa favorire la riqualificazione urbana grazie a perequazione, compensazione e concorsi internazionali di architettura.
 
Questo a grandi linee il contenuto del ddl 113 in discussione alla Camera.
 

Pianificazione urbanistica: cosa prevede il ddl

Il provvedimento parte dal presupposto che la legge urbanistica di riferimento nazionale, la Legge 1150/1942 merita una profonda revisione, partendo dal superamento della centralità del PRG.
 
Il PRG, infatti, ha rappresentato per decenni lo strumento urbanistico generale per indirizzare la crescita e l’espansione nel territorio agricolo, conformandone in maniera prescrittiva sia i diritti edificatori privati sia le aree a destinazione pubblica. Ma poiché il contesto socio-economico è cambiato, e anche l’attenzione verso il consumo di suolo, è importante superare tale rigidità.
 
Il ddl prevede il superamento del PRG attraverso l’introduzione di tre livelli di pianificazione che consentono di definire in modo flessibile e non conformativo gli indirizzi di pianificazione strutturale del territorio affidando la fase attuativa a un piano operativo con durata pari al mandato del sindaco (cinque anni) e attribuendo così pari durata e opportunità alle destinazioni pubbliche e a quelle di valorizzazione privata.
 
Nello specifico è prevista:
a) pianificazione strutturale, relativa all'intero territorio comunale o intercomunale;
b) pianificazione operativa, relativa alle trasformazioni urbanistiche di rilievo;
c) pianificazione regolamentare, relativa ai sistemi insediativi esistenti, alle zone agricole e alle zone non soggette a trasformazione urbanistica.
 

Urbanistica: le norme su perequazione e compensazione

Il provvedimento, inoltre, regola e norma, nel rispetto del principio concorrente sancito dalla Costituzione, gli strumenti della perequazione, della compensazione e delle incentivazioni urbanistiche relativamente ad aree di trasformazione anche non contigue.
 
Il ddl vuole offrire alle regioni un quadro di riferimento nazionale, stabilendo un criterio di comprovato vantaggio pubblico nell’applicazione di tali strumenti: cessione di aree, contributi straordinari e cessione di quote di edilizia libera residenziale a fini sociali.
 
Ad esempio, per la perequazione urbanistica è prevista un'equa ripartizione dei costi e degli oneri tra tutti i proprietari interessati all'edificabilità delle aree oggetto di conformazione e il raggiungimento degli obiettivi di interesse pubblico, anche attraverso la cessione gratuita al comune di aree e di opere occorrenti per le dotazioni territoriali.
 
Sulla compensazione, la disposizione prevede che il ricorso da parte del Comune a tale pratica possa avvenire mediante attribuzione alle aree assoggettate da vincoli ablativi di edificabilità suscettibile di trasferimento in altri ambiti edificabili, previa cessione delle aree stesse all'amministrazione o con ulteriori forme di compensazione (che tuttavia il ddl non provvede ad esplicitare).
 
Infine, si prevede che il Comune possa applicare forme di incentivazione consistenti nell'attribuzione di premialità con il trasferimento dell'edificabilità in altre aree, ai seguenti fini: incentivare interventi di riqualificazione urbana, di rinnovo urbano e di edilizia sociale; risolvere problemi derivanti da precedenti scelte di pianificazione.
 

Trasformazioni urbanistiche e concorsi di architettura

Il disegno di legge, infine, definisce indirizzi utili per favorire l’utilizzo del concorso internazionale di architettura per le trasformazioni sia urbanistiche che edilizie nella convinzione che la qualità architettonica sia un fattore essenziale e non eludibile per lo sviluppo urbano e metropolitano e per accrescere la competitività internazionale dei territori.
 
In particolare, si prevede che le regioni possano prevedere incentivazioni urbanistiche, volumetriche o di superficie, in presenza di iniziative private condotte attraverso la procedura del concorso internazionale di architettura, d'intesa con gli ordini professionali territorialmente competenti.
 
È affidata ai Comuni, nel rispetto della pianificazione urbanistica strutturale, la determinazione dell'entità delle incentivazioni.
 
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