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AMBIENTE

L’acqua come elemento strutturante del progetto di rigenerazione urbana

di Rosa di Gregorio
Commenti 2079

Le risposte dei progettisti alla sfida sempre più incombente dell’adattamento ai cambiamenti climatici

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08/07/2019 - “Quanto più fedelmente l’uomo riesce a riprodurre l’ambiente naturale in un suo progetto, tanto maggiore sarà la salute dell’ambiente nella sua totalità” (John Lyle)

L’osservazione della natura e dei suoi processi funzionali può essere la risposta alla sfida sempre più incombente dell’adattamento climatico? In questo articolo si propongono dei casi studio, alcuni ancora allo stadio progettuale altri già realizzati, in cui i progettisti, chiamati ad affrontare il tema della rigenerazione urbana strettamente legato al problema della gestione delle acque e all’adattamento ai cambiamenti climatici, hanno ribaltato queste debolezze in punti di forza utilizzando la risorsa acqua come elemento strutturante dell’intero iter progettuale.

La progettazione in ambiti fortemente antropizzati, come le città, richiede oggi un approccio sempre più integrato e multidisciplinare. Architettura, urbanistica, ingegneria e paesaggio, non possono essere più temi scollegati tra loro o introdotti in fasi diverse del processo, ma devono coesistere in tutte le fasi, dall’idea alla progettazione, in tutta la realizzazione fino alla gestione. I progetti che seguono ne sono una testimonianza significativa.

 

La rigenerazione urbana come risposta all’adattamento climatico

1) STORKEENGEN, un parco come protezione dal rischio idrogeologico.

Foto: Archilovers - C.F. Møller Architects

Storkeengen dello studio C.F. Møller Architects è il progetto paesaggistico di un parco artificiale, che unendo urbanistica, architettura e ingegneria, avrà il compito di proteggere la città di Randers (Danimarca) dal rischio idrologico. Il parco verrà realizzato esattamente tra Randers e Vorup (sobborgo industriale che si trova a sud di Randers, sull’altra sponda del fiume Gudenå, ma posizionato ad una quota più alta). Le precipitazioni intense causano un allagamento della città di Vorup che poi incontra il fiume per arrivare impetuosamente a Randers. Il progetto consiste nella realizzazione di un parco di 83 ha al cui interno ci saranno una diga, delle zone umide artificiali e bacini di depurazione, oltre che spazi fruibili per svariate attività en plein air.

Foto: Archilovers - C.F. Møller Architects

Questo sistema permetterà alla città di Randers di rimanere completamente asciutta durante gli eventi di piena. Il parco Storkeengen fungerà da una vera e propria zona filtro, infatti i bacini di depurazione avranno il compito di trattenere e filtrare l’acqua la quale verrà poi condotta ad intervalli regolari nel fiume Gudenå, che quindi non si ingrosserà, la diga invece garantirà una buona depurazione dell’acqua piovana e proteggerà anche le parti basse di Vorup da inondazioni, invece le zone umide artificiali avranno il compito di mantenere l’equilibrio idrogeologico del sistema: raccogliendo le acque durante le piene ne rallenteranno il deflusso e ridurranno il rischio di alluvioni, in seguito restituiranno l’acqua all’ambiente circostante durante i periodi di magra.

2) Parco della pace a Vicenza, un progetto che fa dell’acqua un elemento fondamentale di strutturazione del paesaggio.


Parco della Pace. Team di progetto: PAN Associati, EMF Estudi Marti Franch, ITS S.r.l., arch. Franco Zagari

“Sarà il simbolo di una rinascita che inizierà dall’acqua, emblema di vita, parte costitutiva e fondante del paesaggio, del luogo di vita, di lavoro”, con queste parole il Dr. Forestale Benedetto Selleri dello studio PAN associati (capogruppo del team di progettazione) parla del progetto che trasformerà l'ex aeroporto Dal Molin, per metà trasformato in base militare americana, in un grande parco urbano di nuova generazione, concepito come luogo di convivialità, spazio di attività ed eventi, ma anche come luogo di osservazione e fruizione della natura. Questo progetto, tra l’altro premiato con l'EcoTechGreen Award nel 2018, è meritevole di attenzione, poiché esprime quanto una progettazione partecipata tra amministrazione, cittadini e tecnici possa portare a risultati lodevoli.

Parco della Pace. Team di progetto: PAN Associati, EMF Estudi Marti Franch, ITS S.r.l., arch. Franco Zagari

La struttura di tutto il parco sarà definita e marcata dall’acqua, attraverso un sistema di canali, bacini, zone umide, boschi igrofili, prati umidi e aree wilderness che non solo disegneranno il paesaggio ma avranno anche una funzione protettiva di Vicenza dal punto di vista idraulico. Il parco, lavorando come una vera e propria macchina ecologica, sarà attraversato da una rete di canali che percorreranno le linee di drenaggio nord-sud. La presenza dell’acqua permetterà la formazione di habitat protetti, sarà un luogo ricco di biodiversità e spazi fruibili per svariate attività all’aperto. Dal punto di vista idraulico la città di Vicenza verrà aiutata grazie alla creazione di un bacino di laminazione che sarà utilissimo nei periodi di criticità del fiume Bacchiglione. L’acqua non sarà più una minaccia al contrario sarà possibile vederla, toccarla e percepire il suo movimento.
 

Macro-interventi a scala territoriale, un rimedio alla fragilità urbana

3) KOKKEDAL Climate Adaption, adattarsi ai cambiamenti climatici promuovendo un miglioramento della vita urbana.

Kokkedal Climate Adaptaion. Photo: Carsten Ingemann

Il Progetto, realizzato tra il 2016-2017 nel quartiere residenziale Kokkedal del comune di Fredensborg in Danimarca, copre un’area totale di 69 ettari. Originariamente Kokkedal era caratterizzato da una vasta zona umida trasformate nel tempo in un grande insediamento residenziale, con la conseguente perdita di permeabilità del suolo e della biodiversità che lo caratterizzava. La sfida progettuale è stata quella di sviluppare una soluzione mitigativa al cambiamento climatico. A seguito delle ingenti piogge negli ultimi anni Kokkedal ha subito gravi inondazioni e il problema dello smaltimento dell’acqua piovana è divenuto una vera e propria emergenza.

Kokkedal Climate Adaption. Photo: Thøger Sørensen

Espletato sotto forma di concorso di progettazione in due fasi lo studio Schønherr si è aggiudicato la vittoria presentando e realizzando un progetto che è espressione di come sia possibile trasformare il problema di gestione delle acque piovane in una risorsa per la riqualificazione di una vasta area andando ad integrare l’acqua negli spazi aperti. Questo progetto contiene un ampio ventaglio di soluzioni per l'adattamento ai cambiamenti climatici e i metodi di gestione dell'acqua, per questo è stato premiato nel 2017 con il Danva og Realdanias Klimapris.

Spazi aperti, come giardini, aree gioco, aree per lo sport, aree a parco naturale, diventano una “serie di giardini inondabili” ovvero dove l’acqua viene raccolta ed integrata per stimolare le varie attività, con una capacità di gestire volumi di pioggia straordinari (dimensionati con tempi di ritorno da 5 a 20 anni) questo evita che si possano causare gravi danni anche in caso di nubifragi. L’acqua piovana una volta captata dal terreno viene condotta attraverso un sistema di deflusso, realizzato da canali e trincee, a bacini di raccolta più piccoli, da questi passando poi per depressioni vegetate viene depurata fino ad essere condotta in grandi bacini e da qui fino al fiume Usserød.

4) Levanto Water Purification Plant, la realizzazione di un impianto di trattamento delle acque multifunzionale

Foto: Archilovers - MMAA Studio Manfroni & Associati

Un progetto dello studio MMAA Studio Manfroni & Associati che combina architettura, paesaggio e tecnologia. Un’unica soluzione progettuale che realizza interventi geotecnici per contrastare i dissesti idrogeologici in atto che interessano le zone di Levanto e Bonassola, che crea un impianto di trattamento delle acque reflue, e allo stesso tempo innesca una valorizzazione del waterfront creando una passeggiata pedonale che riqualifica un'area turistica e ambientale molto importante quella delle Cinque Terre.

Foto: Archilovers - MMAA Studio Manfroni & Associati

L’idea progettuale è stata quella di reinterpretare in chiave contemporanea il sistema dei terrazzamenti che caratterizza il paesaggio ligure.
Sviluppato su quattro livelli, due entro terra e due fuori terra, la costruzione di questo edificio, realizzata con forme e materiali proprie del territorio e del paesaggio circostante e con tecnologie avanzate, oltre a contribuire alla ricomposizione del versante (consolidamento della pendenza e riduzione il rischio di frana) determina un gradevole impatto visivo ottenuto attraverso un sapiente inserimento paesaggistico.
 

La gestione dell’acqua, alla piccola scala, può passare da dilemma ad opportunità

5) Science and Engineering Courtyard, la gestione delle acque piovane può diventare un elemento di design

Ayers Saint Gross ha redatto il progetto della sede dell’università di Delaware Newark, negli USA. Questo progetto è espressione di come un approccio integrato alla progettazione, che vede il costruito e lo spazio aperto come un sistema, come pensare in modo olistico al progetto, possa portare ad ottenere ottimi risultati.
Sin dalle prime fasi i progettisti si sono posti l’interrogativo di come risolvere il problema della gestione delle acque piovana, si è deciso di pensare ad esso come una vera e propria risorsa, di andare oltre una progettazione basata su standard normativi, cosi l’acqua è divenuta un vero e proprio elemento di design in cui tutti i sistemi di drenaggio diventano ecologicamente validi ed esteticamente interessanti.

Quelli che in superfice sembrano “solo” prati, giardini pensili, bordure e fioriere, sono invece parte di un virtuoso sistema di raccolta, depurazione e drenaggio dell’acqua piovana, la quale viene captata dai tetti giardini dell’edificio o dai rain gardens, convogliata in vasche vegetate con funzione di bioritenzione e da qui condotta presso fioriere a filo pavimento che fungono da trattamento e depurazione dell’acqua e poi incanalate nelle condutture sotterranee.
 

6) Zollhallen Plaza, un progetto a basso impatto manutentivo per favorire l’adattamento al cambiamento climatico e lo sviluppo sociale e culturale di un intero quartiere.

Ramboll Studio Dreiseitl è stato l’autore di questo raffinato progetto realizzato a Freiburg, in Germania. Con questo progetto si è colta l’occasione di riprogettare uno spazio aperto, un ex terminal ferroviario e poi luogo di abbandono, reinterpretandolo come una risorsa sociale multifunzionale integrata all’interno del quartiere residenziale in cui sorge e al tempo stesso come strumento di adattamento al clima.
Le città sono piene di spazi aperti per la maggior parte pavimentati ed impermeabili che contribuisco ad alimentare l’effetto isola di calore delle stesse. La sfida progettuale è stata quella di concretizzare il potenziale che uno spazio aperto, come una piazza, può avere all’interno della città ovvero quello di aumentare l'evaporazione e il raffreddamento della stessa, fornendo così una mitigazione micro - situazionale dell'effetto isola di calore.

Tutta la piazza, realizzata al 100% con materiali riciclati derivanti dalle demolizioni della vecchia ferrovia, è stata pensata come una superficie permeabile, dove la risorsa acqua è sapientemente usata come elemento di progettazione. In questo progetto l’intero sistema di drenaggio della piazza è scollegato dalle condutture fognarie sottostanti. Le bellissime fioriere a bassa manutenzione sono zone di infiltrazione e depurazione dell’acqua, mentre trincee ricoperte di ghiaia funzionano come un innovativo filtro. Tutto questo permette di trasferire l’acqua piovana direttamente alla falda freatica che ne risulta ricaricata, permettendo allo stesso tempo di alleggerire il peso idraulico del sistema fognario che invece è disconnesso dal sistema piazza.


Si può affermare che tutto ciò che è strettamente legato al cambiamento climatico è diventato un elemento cruciale della scena urbana. È dunque impensabile oggi, nella pianificazione moderna, non considerare temi come la gestione delle acque, strategie per l’adattamento ai cambiamenti climatici, contrasto all’inquinamento ecc. ecc. Gli esempi visti ci insegnano che una qualità progettuale e un globale miglioramento sono raggiungibili, attraverso un coinvolgimento collettivo, con impegno ed operosità, d’altronde Virgilio nell’Eneide diceva: “Hoc opus, hic labor est

 

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