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LAVORI PUBBLICI

Appalti e sconto alternativo all’ecobonus, in Toscana doppio scontro col Governo

di Paola Mammarella
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Dopo l’impugnativa contro la legge che favorisce le Pmi locali, la Regione annuncia un ricorso contro il Decreto ‘Crescita’

Vedi Aggiornamento del 02/08/2019
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22/07/2019 – Mantenere la riserva a favore delle Pmi toscane negli appalti e abrogare gli articoli del Decreto Crescita che consentono alle imprese di praticare uno sconto immediato in fattura in cambio dell’ecobonus o del sismabonus.
 
È la linea portata avanti dalla Regione Toscana, che ha deciso di costituirsi in giudizio di fronte alla Corte Costituzionale.
 

Pmi e legge regionale sugli appalti

Tutto è iniziato con l’impugnativa della Legge Regionale 18/2019 per la valorizzazione della buona impresa negli appalti. La norma prevede, nel caso di appalti inferiori a 1 milione di euro, che le stazioni appaltanti possano chiamare a partecipare alle gare PMI toscane fino ad un massimo del 50% del totale degli invitati. Secondo l’Esecutivo, la disposizione è contraria ai princìpi della concorrenza.
 
“Non vogliamo che questa possibilità sia eliminata” ha affermato il presidente regionale, Enrico Rossi.
 
“La nostra motivazione – ha spiegato l’assessore alla presidenza Vittorio Bugli - è che esiste una disciplina europea che dice che va favorita la partecipazione della piccola e media impresa agli appalti pubblici. Tocca all'Europa stessa e ai Paesi membri poi tradurre la direttiva in atti concreti. Ad oggi però manca una precisazione di come concretamente si può agire. La possibilità che offre la legge toscana va esattamente in questa direzione. Noi vogliamo solo attuare la norma europea. Oltretutto abbiamo il dovere di tenere conto del fatto che in Toscana nel 2017 abbiamo registrato la presenza di 36.574 imprese edili, di cui 35.311 hanno meno di dieci dipendenti, il 96%. Capite che la nostra economia è fatta così, e nostro dovere è tenerne conto”.
 

Sconto alternativo all’Ecobonus, Toscana contraria

Il presidente Rossi ha illustrato anche la contrarietà della Regione alla norma del Decreto “Crescita” che consente alle imprese di praticare uno sconto immediato in fattura alternativo all’ecobonus o al sismabonus.
 
“La norma statale – ha illustrato - chiede alle imprese di anticipare ai cittadini il credito di imposta che possono vantare nel caso abbiano fatto effettuare lavori antisismici o per il risparmio energetico. Le aziende possono poi recuperare nei successivi 5 anni le somme anticipate. Se quelle grandi possono farlo più facilmente, le piccole hanno invece difficoltà. Si facilitano gli operatori di grandi dimensioni e si penalizzano i piccoli. E anche questo, nella realtà toscana, non può andare bene. Quindi in questo caso chiediamo alla Consulta che gli articoli che lo prevedono siano cancellati”.
 
Sulla base di questi motivi, la Regione ha chiesto l’abrogazione degli articoli 10 e 18 del Decreto “Crescita”. Il disaccordo sulla misura si aggiunge a quello già espresso da altri soggetti, come i rappresentanti delle industrie dei serramenti e del settore delle rinnovabili, realtà composte prevalentemente da piccole imprese, che con le nuove regole si troverebbero in difficoltà.

 
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