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NORMATIVA

Liguria schierata contro lo sconto al posto dell’ecobonus

di Paola Mammarella
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La Regione chiede al Governo la modifica del Decreto Crescita. Soddisfatta Confartigianato

Vedi Aggiornamento del 02/08/2019
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31/07/2019 – La Liguria si schiera contro lo sconto in fattura alternativo all’Ecobonus e, con un ordine del giorno approvato all’unanimità, chiede modifiche al Decreto ‘Crescita’.
 

Liguria: sconto alternativo all’ecobonus rischia di distorcere il mercato

Il documento approvato sottolinea come lo sconto in fattura al posto della detrazione fiscale sui lavori di riqualificazione edilizia rischia di distorcere il mercato perché le piccole imprese sarebbero tagliate fuori a favore delle grandi realtà che dispongono di una maggiore liquidità.
 
La Regione si è quindi impegnata a farsi parte attiva presso il governo affinché il Decreto Crescita possa essere cambiato in favore di un maggiore equilibrio concorrenziale sul mercato, secondo le indicazioni delle associazioni di categoria e di Agcm.
 

Confartigianato: ‘Liguria dalla parte degli artigiani’

“A nome delle piccole imprese che rappresentiamo – scrive in una nota Confartigianato, esprimiamo soddisfazione per l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale ligure e per tutte le attestazioni di attenzione e vicinanza ricevute in questi giorni”.
 
“Lo sconto in fattura per i lavori edili relativi a ecobonus – aggiunge Confartigianato -rischia di distorcere la concorrenza del mercato, a danno dei piccoli imprenditori, anche secondo l’Agcm, Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha recentemente riconosciuto e condiviso le ragioni espresse da Confartigianato in merito a quanto prevede l’articolo 10 del decreto Crescita”.
 
“La misura, fortemente contestata da Confartigianato, prevede che i cittadini che effettuano lavori di riqualificazione energetica o antisismici, possano chiedere, in alternativa alla detrazione fiscale dal 50% all’85% spalmabile in dieci anni, uno sconto immediato sulle fatture da parte dell’impresa che ha realizzato i lavori. Secondo il decreto, l’impresa potrà farsi rimborsare tale sconto dallo Stato tramite un corrispondente credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque anni. Per l’azienda è anche possibile cedere il credito così acquisito ai suoi fornitori di beni e servizi, ma non potrà cederlo a istituti di credito e intermediari finanziari”.
 

Ecobonus, Confartigianato fotografa il mercato

“Per esempio – illustra Confartigianato - per una ristrutturazione da 20 mila euro, il proprietario della casa avrebbe diritto a una detrazione fiscale del 65%, pari a 14.300 euro (da recuperare in dichiarazione dei redditi in 10 anni). In base al dl Crescita, tale cifra potrebbe essere subito scontata, cedendo il credito a chi ha eseguito i lavori: di fatto, il committente pagherebbe “solo” 5.700 euro, mentre i restanti 14.300 euro rimarrebbero a carico dell’impresa”.
 
“Nel 2018 in Liguria – chiude la nota - le detrazioni per ristrutturazioni ed ecobonus hanno incentivato investimenti per oltre un miliardo e 100 milioni di euro. Si tratta del settimo valore in Italia, su un totale di 28,6 miliardi di euro di investimenti nel Paese. Misure che hanno avuto un effetto positivo anche sull’occupazione nel settore edile”.
 
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