Carrello 0
NORMATIVA

Umbria, illegittimo il divieto di recinzione

di Paola Mammarella
Commenti 4327

I giudici spiegano quando una recinzione è edilizia libera e ricordano che la Regione non può interferire con la classificazione del TU Edilizia

Commenti 4327
23/07/2019 - La classificazione degli interventi edilizi è definita a livello nazionale dal testo Unico dell’edilizia e le Regioni non possono stravolgere questo sistema. Con questa motivazione, la Corte Costituzionale ha giudicato illegittimo l’articolo 89, comma 2, della Legge Regionale 1/2015 dell’Umbria sul governo del territorio.
 

Legge regionale e divieto di recinzione, il caso

Il caso è sorto quando il Tar è stato chiamato a pronunciarsi sul ricorso contro l’ordine di demolizione di una recinzione elettrificata realizzata in zona agricola a difesa dalla fauna selvatica. I giudici Amministrativi si sono interrogati sulla costituzionalità del divieto di installare recinzioni e hanno rimesso la questione alla Corte Costituzionale.
 

Recinzione, no al divieto assoluto

Secondo i giudici della consulta, il divieto di installare recinzioni compromette il diritto di proprietà e comprime una libertà oggetto di competenza statale. Il diritto di proprietà, si legge nella sentenza, sarebbe indebitamente sacrificato, senza che ricorrano le condizioni previste dall’ordinamento in funzione di superiori interessi pubblici.
 
Ma non solo, perché la norma regionale sembra in contrasto con i princìpi contenuti nell’articolo 6 del Testo Unico dell’edilizia (Dpr 380/2001).  “Di regola – scrivono i giudici - le recinzioni senza opere murarie rientrerebbero nel novero degli interventi edilizi liberi e il legislatore regionale, vincolato alle categorie edilizie tracciate dallo Stato, non potrebbe introdurre regimi particolarmente restrittivi non giustificati da superiori interessi pubblici”.
 
Se la recinzione ha uno scarso impatto visivo e si configura come un intervento di dimensioni ridotte, privo di opere murarie di sostegno, può essere riconducibile alle manifestazioni del diritto di proprietà. Quando invece la recinzione, per le modalità costruttive prescelte, determini un’apprezzabile alterazione ambientale, estetica e funzionale, è indispensabile il rilascio di un idoneo titolo abilitativo. 
 
I giudici hanno concluso che il legislatore umbro ha “travalicato i limiti della competenza concorrente in materia di governo del territorio, che riconosce la potestà regionale di dettare prescrizioni di dettaglio sugli interessi legati all’uso del territorio in conformità con i princìpi fondamentali enunciati dalla legislazione statale.
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui