Carrello 0
PROFESSIONE

Equo compenso, insediato il tavolo con tutte le professioni

di Rossella Calabrese
Commenti 7088

Al Ministero della Giustizia partono i lavori con Ordini e Collegi per rivedere la normativa

Vedi Aggiornamento del 17/07/2019
Commenti 7088
04/07/2019 - Si è insediato ieri presso il Ministero della Giustizia il tavolo tecnico che delineerà il percorso per garantire l’equo compenso a tutti i professionisti. 

“Il dialogo con le professioni è imprescindibile per il contributo economico e sociale assicurato allo sviluppo della collettività - ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede -. I professionisti devono sentire lo Stato vicino. È un messaggio di concretezza e di operatività dell’azione del ministero”. Il Guardasigilli ha chiarito che la questione “non è solo economica ma chiama in causa la dignità e il rispetto del lavoro dei professionisti a sostegno dei cittadini e della società”.

Intendiamo imprimere un’accelerazione rispetto al passato per garantire l’effettività della normativa in materia”. “Vogliamo dare un messaggio concreto dell’intensa operatività con cui il ministero affronta questa tematica. Si può affermare che questo Tavolo è il cervello, ovvero l’unica sede a cui spetta l’elaborazione di questa materia a vantaggio di tutte le professioni”, ha ribadito il ministro.
 
Il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, ha spiegato che “l’obiettivo è valorizzare l’attività dei professionisti che hanno un peso importante e un ruolo di primo piano nella nostra società. Non è quindi più rinviabile una riforma che consenta alle libere professioni di recuperare la centralità che spetta loro nel sistema paese, assicurando un compenso proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, oltre che al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale”.

Morrone ha, infine, sottolineato l’importanza del lavoro svolto dal tavolo con tutte le professioni vigilate dal Ministero: “Occorre unità e compattezza da parte degli ordini per valorizzare le professioni. Da parte nostra stiamo lavorando per il compenso minimo garantito”. 
 
Tra le richieste formulate dagli Ordini ci sono:
- l’estensione dell’equo compenso alle pubbliche amministrazioni, all’Agenzia delle Entrate e alle aziende medio-piccole;
- la rivisitazione dei parametri;
- l’istituzione di un osservatorio nazionale permanente per tutte le professioni (due giorni fa è stato istituito per gli avvocati);
- l’esclusione della possibilità per le pubbliche amministrazioni di concludere accordi a compenso zero o irrisorio;
- l’estensione del regime delle clausole vessatorie;
- la class action dei consigli degli ordini.
 

Equo compenso, le iniziative in corso

Il processo di modifica della normativa nazionale sull’equo compenso procede su due binari: quello dell’interlocuzione tra il Governo e i rappresentanti di Ordini e Collegi professionali, e quello parlamentare.

Il Protocollo d’intesa firmato dal Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e dal presidente del Consiglio Nazionale Forense Andrea Mascherin, ha istituito due giorni fa il ‘Nucleo Centrale di monitoraggio della disciplina dell’equo compenso per la professione forense’. “Notizia per gli avvocati - ha commentato Bonafede - ma anche per tutti i liberi professionisti”.
 
In aprile, il vicepremier M5S e Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro e Politiche Sociali, Luigi Di Maio, prometteva alle associazioni dei professionisti che avrebbe “esaminato quanto prima la norma dell’equo compenso, partendo dall’aggiornamento dei parametri giudiziali fino a un compenso dignitoso per tutti i professionisti”. A quella riunione non sono seguiti nuovi incontri tra le associazioni firmatarie e il Ministro del Lavoro.
 
Il senatore M5S, Agostino Santillo ha pubblicato nella sezione Lex Parlamento della Piattaforma Rousseau, per essere sottoposto a proposte di modifiche e integrazioni da parte degli iscritti e poi presentato in Senato, un disegno di legge finalizzato a tutelare la professione tecnica nelle attività con la committenza privata, allargando il perimetro di applicazione dell’equo compenso.

In Parlamento giacciono almeno tre disegni di legge sul tema: il ddl 620 in materia di equo compenso e di responsabilità professionale nell'esercizio delle professioni regolamentate, presentato alla Camera nel maggio 2018 dalla deputata FI-BP Claudia Porchietto, il cui testo non è stato ancora diffuso; il ddl 326 che propone la reintroduzione delle tariffe, presentato dal senatore FdI Stefano Bertacco, il cui esame non è ancora iniziato; il ddl 1216 in materia di equità del compenso e responsabilità professionale delle professioni regolamentate, presentato dalla senatrice Roberta Toffanin (FI-BP), assegnato ma non ancora esaminato.
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
Lucernari e cupole per illuminare dall'alto, quali usi nei tuoi progetti? Partecipa