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Equo compenso, PD: ‘si allarghi la platea a tutti gli ordini professionali’

di Rossella Calabrese
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Il segretario Nicola Zingaretti ha incontrato gli Ordini. Architetti: ‘un compenso equo è obbligo morale verso i cittadini’ e presupposto di qualità

Vedi Aggiornamento del 02/08/2019
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15/07/2019 - Si è tenuto giovedì scorso a Largo del Nazareno l’incontro tra gli ordini professionali e il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti, il responsabile Imprese e professioni del PD Pietro Bussolati, il vicesegretario Andrea Orlando, e le deputate Chiara Gribaudo e Debora Serracchiani.
 

PD: ‘allargare la platea a tutti gli ordini professionali’

Nel corso della riunione, voluta dal PD “per dare attuazione alla riforma dell’equo compenso”, si è fatto il punto su una riforma che - secondo Bussolati - vede “il governo in forte ritardo”. “Bisogna dare piena applicazione e allargare la platea dell’equo compenso”, spiega Bussolati sottolineando che il PD “ha già fatto la riforma, ora occorre metterla in pratica”.
 
“Si tratta di una questione di dignità - prosegue il responsabile Imprese e professioni del PD -. L’attività di mappatura dei prezzi e delle tariffe avviata dal governo in carica stride con il fatto che negli uffici di alcuni ministeri chiedano consulenze gratuite ai professionisti”.
 
Il riferimento è al Nucleo di monitoraggio dell’equo compenso degli avvocati istituito all’inizio di luglio dal Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, d’intesa con il Consiglio Nazionale Forense.
 
“Noi non chiediamo la reintroduzione delle tariffe”, sottolinea ancora Bussolati, “ma la possibilità di dare risposta ai professionisti contro i mancati pagamenti”. Da questo punto di vista, conclude l’esponente dem, “il Lazio, e lo dico da lombardo, è una delle regioni che ha la legislazione più evoluta. Ed è uno dei modelli a cui fare riferimento”.
 
Il Lazio, ricordiamo, ha approvato in aprile la legge in materia di equo compenso e di tutela delle prestazioni dei professionisti, compresi quelli non ordinistici. Prima e dopo del Lazio, hanno legiferato sul tema le Regioni Calabria, Basilicata, CampaniaSiciliaAbruzzo, Puglia e in altre sono allo studio norme analoghe.
 
Per Chiara Gribaudo, vicecapogruppo PD alla Camera, quella fra PD e rappresentanti delle professioni è stata “una discussione densa e importante. Attuazione dell’equo compenso e piena attuazione del Jobs Act Autonomi (Legge 81/2017) rimangono la via maestra per le presenti e future battaglie per il lavoro autonomo di qualità”.
 
“Con il confronto e il lavoro collettivo negli scorsi anni abbiamo raggiunto risultati importanti, come la Legge 81, la prima norma sull’equo compenso, l’abbassamento delle aliquote Inps e altro ancora. Come ho avuto modo di dire oggi, mi auguro che il PD prosegua nel merito e nel metodo questo rapporto proficuo con il mondo delle professioni”.
 
“Abbiamo bisogno di posizioni radicali e battaglie forti, riconoscibili per il mondo del lavoro che fortemente è cambiato e cambierà - scriveva Gribaudo su Facebook il giorno prima dell’incontro -. Serve dunque radicalità anche qui, nuovi diritti, nuove proposte da costruire e tracciare insieme evitando di ricadere in una visione antica e superata del lavoro autonomo come questo governo in parte sta facendo”.
 

Architetti: ‘un compenso equo è obbligo morale verso i cittadini’

“L’introduzione effettiva dell’equo compenso a livello nazionale, oltre a riguardare la dignità dei professionisti italiani ed il riconoscimento del loro ruolo, rappresenta un obbligo morale soprattutto nei confronti dei cittadini. È, infatti, il presupposto fondamentale per garantire una concorrenza che abbia come riferimento primario, in tutti i settori, la qualità della prestazione professionale”.
 
Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori in occasione dell’incontro con il PD, convocato - ricorda il Cnappc - dopo l’avvio del tavolo tecnico presso il Ministero della Giustizia.
 
“Per quanto riguarda la nostra professione - sottolinea il Presidente degli architetti italiani, Giuseppe Cappochin - non possiamo che ribadire il rilevante interesse pubblico della progettazione di qualità capace di generare plusvalore economico e sociale, non solo in riferimento all’opera progettata, ma a tutto l’ambiente circostante”.
 
“La qualità ha, infatti, un costo che è di gran lunga inferiore al plusvalore che è in grado di generare. E la valorizzazione nel campo dell’architettura deve avvenire, come negli altri grandi Paesi europei, attraverso concorsi di progettazione aperti in due gradi”.
 
“Da un punto di vista più generale - conclude Cappochin - è ormai tempo che venga riconosciuto l’importante contributo economico e sociale che i professionisti italiani, vero motore dello sviluppo, assicurano alla collettività. Va infatti sottolineata la peculiarità della loro attività, l’unica in grado di mettere insieme il valore della conoscenza, la necessità dell’approccio etico e il perseguimento dell’interesse pubblico”.
 
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