Carrello 0
PROFESSIONE

Flat tax, Lega: ‘la estenderemo a tutti’. I professionisti temono ‘effetti collaterali’

di Paola Mammarella
Commenti 10364

Durante l’incontro al Viminale tra Salvini e parti sociali, i tecnici chiedono di ‘dare effettivo compimento all’equo compenso’

Vedi Aggiornamento del 02/08/2019
Commenti 10364
17/07/2019 – Dopo la flat tax per i professionisti, la Lega mira ad estenderla a tutti e c’è chi chiede di includere nel regime agevolato studi professionali, associati e società tra professionisti. Altri esponenti del mondo delle professioni evidenziano invece le criticità del sistema e chiedono invece misure per la tutela dell’equo compenso. Sono queste le posizioni emerse durante l’incontro tra il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e le parti sociali, svolto lunedì 15 luglio presso il Viminale.
 

Flat tax, le ipotesi in campo

La proposta della Lega è di applicare una aliquota al 15% ai redditi fino a 55mila euro. Non è chiaro se, nel caso in cui la misura passasse, la nuova tassa si applicherà subito a tutti o se si partirà con un avvio a scaglioni. In quest’ultima ipotesi, sarebbero tassati al 15% solo i redditi incrementali, cioè quelli aggiuntivi rispetto all’anno precedente. A beneficiarne sarebbero prevalentemente gli imprenditori, dato che i dipendenti non registrano grandi variazioni di reddito da un anno all’altro.
 
Ad ogni modo, sulle diverse ipotesi il dialogo è aperto.
 

RPT chiede equo compenso e partecipazione

All’incontro ha preso parte la Rete delle Professioni tecniche (RPT). Il presidente, Armando Zambrano, ha evidenziato “gli effetti collaterali che la flat tax ha sugli studi professionali e sulle società tra professionisti, favorendo la divisione ed annullando quindi gli sforzi messi in campo in questi anni per giungere a formule di collaborazione strutturata tra liberi professionisti”.
 
I professionisti tecnici hanno sottolineato inoltre “l'urgenza di dare effettivo compimento alle norme di principio sull'equo compenso allo scopo di dare piena tutela al lavoro di ogni libero professionista, ed in particolare dei più giovani”.
 
RPT ha infine rinnovato la disponibilità a farsi carico di determinati atti della pubblica amministrazione, come previsto dalle disposizioni in materia di sussidiarietà contenute nel Jobs Act dei lavoratori autonomi (Legge 81/2017).
 

Confprofessioni: ‘flat tax anche per studi e STP’

“La flat tax per professionisti e partite Iva si è rivelata di grande interesse per tutto il nostro settore, ma c’è un anello debole che frena gli investimenti, la produttività e l’occupazione delle strutture professionali” ha affermato durante l’incontro Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni.
 
“Così come impostata, infatti – ha continuato - la tassa piatta non incentiva la crescita dei nostri studi che devono invece diventare più forti e più strutturati per competere sul mercato europeo dei servizi professionali, dominato da colossi che rischiano di fagocitarci”.
 
“Riteniamo – ha concluso - che una flat tax estesa ai professionisti che operano attraverso società tra professionisti (STP) o studi associati (Associazioni Professionali) potrà spingere i nostri professionisti a investire nelle nuove tecnologie digitali, ma anche nello sviluppo di competenze “imprenditoriali” e a dare un nuovo impulso all’occupazione nel nostro settore”.
 

Flat tax per i professionisti, come funziona

Al momento, l’unica flat tax esistente è quella dalla Legge di Bilancio 2019. La norma ha portato da 30mila (per i professionisti di area tecnica) a 65mila euro il tetto dei ricavi per accedere al regime agevolato. Chi rientra in questi limiti viene tassato con un’unica imposta al 15%, sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap. 
 
I contribuenti che aderiscono al regime forfetario non addebitano l’Imposta sul valore aggiunto in fattura, non devono osservare gli obblighi di liquidazione e versamento dell’imposta né gli obblighi contabili e dichiarativi e non hanno l’obbligo di fatturazione elettronica.
 
Sono esclusi dalla flat tax gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che contemporaneamente all’esercizio dell’attività, partecipano a società di persone, associazioni o imprese familiari o che controllano società a responsabilità limitata che svolgono attività riconducibili a quella da loro svolta in regime forfetario.  Escluse anche le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ad esclusione degli “ex praticanti” che iniziano una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatorio ai fini dell'esercizio di arti o professioni.
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui