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RISPARMIO ENERGETICO

Diagnosi energetiche, attivo il nuovo portale ENEA per le imprese

di Alessandra Marra
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La documentazione relativa all’audit energetico degli impianti produttivi va inviata entro il 5 dicembre 2019

Vedi Aggiornamento del 29/07/2019
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15/07/2019 – È attivo il nuovo portale Enea, Audit 102, sviluppato per supportare le imprese che dovranno effettuare la diagnosi energetica dei propri impianti produttivi entro il 5 dicembre 2019.
 
Il nuovo portale, presentato lo scorso 11 luglio, è stato ideato per semplificare l’inserimento del rapporto di diagnosi e della relativa documentazione, con particolare attenzione al ruolo che imprese e consulenti rivestono nel processo di diagnosi energetica, garantendo la responsabilità, la proprietà e la riservatezza dei dati trasmessi.
 

Diagnosi energetica imprese: il portale Enea

Il portale Audit 102 è stato rinnovato rispetto all’edizione del 2015 per permettere alle imprese di ottemperare all’obbligo di trasmissione in maniera più semplice e veloce.
 
L’audit energetico e la relativa documentazione vanno inviati all’Enea che ha il compito istituzionale di effettuare i controlli sulla conformità delle diagnosi alle prescrizioni normative.
 
Ricordiamo, infatti, che il Dlgs 102/2014 (che ha recepito la Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica), prescrive un check-up energetico per le grandi imprese e per quelle energivore da realizzare ogni quattro anni, a partire dal 2015.  
 

Diagnosi energetiche: gli obblighi per le aziende

Il D.lgs. 102/2014 che ha introdotto l’obbligo per le grandi imprese o per quelle classificate come energivore di effettuare delle diagnosi energetiche, prevede anche che la diagnosi deve tenere in considerazione l’eventuale presenza nel sito di unità di produzione di energia. 

Il provvedimento, inoltre, prescrive che le imprese energivore adottino in tempi ragionevoli gli interventi che risultino necessari dopo l’esito della diagnosi energetica. Le grandi imprese non sono soggette all’obbligo, anche se la realizzazione degli interventi di efficientamento individuati dalla diagnosi è auspicabile. 

Le imprese che non ottemperano agli obblighi sono punite con una multa da 4mila a 40mila euro. Se invece la diagnosi non è effettuata in modo conforme alla normativa, è prevista una sanzione da 2mila a 20mila euro.
 

Diagnosi energetiche: i dati raccolti in 4 anni

Secondo i dati Enea, l’Italia si colloca al top della classifica Ue dei Paesi più virtuosi nell’attuazione della direttiva europea sull’efficienza energetica per i check-up nelle aziende.
 
Nel periodo 2015-18 sono state inviate 16.105 diagnosi energetiche da parte di 8.871 aziende, di cui 5.862 da grandi imprese e 2.913 energivore, con un risparmio di 896,3 Ktep/anno.
 
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