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PROFESSIONE

Equo compenso, Ministro della Giustizia al lavoro. Ma i progettisti?

di Alessandra Marra
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Il ‘Nucleo di monitoraggio’ per gli avvocati è già operativo. Da Bonafede l’impegno per i giornalisti

Vedi Aggiornamento del 02/08/2019
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01/08/2019 - Il tema dell’equo compenso torna a catturare l’attenzione del Ministero della Giustizia ma ‘dando la precedenza’ ad alcune categorie di professionisti. 
 
Lo scorso 24 luglio, infatti, si è svolta la prima riunione del Nucleo centrale di monitoraggio della disciplina dell’equo compenso per gli avvocati, istituito il 2 luglio 2019. Il tema del compenso dei giornalisti, invece, è stato al centro di un incontro che si è svolto lo stesso giorno al Ministero.

Nessuna novità, invece, per il tavolo tecnico che delineerà il percorso per garantire l’equo compenso a tutti i professionisti, istituito lo scorso 4 luglio presso il Ministero della Giustizia.
 

Equo compenso avvocati per il diritto ad una difesa di qualità

Secondo il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, “l’impegno per il rispetto della disciplina dell’equo compenso, prima ancora che un problema economico, è una questione di dignità e di rispetto della professione forense” in quanto gli “avvocati garantiscono il diritto alla difesa di qualità dell’imputato”.
 
Il Nucleo, infatti, sta lavorando per incidere sugli aspetti quotidiani della vita degli avvocati in tempi celeri. Il Consiglio Nazionale Forense (CNF) ha già provveduto a consegnare agli uffici del Ministero una raccolta di segnalazioni di casi in cui risulta evasa la normativa in materia di equo compenso ma anche di esempi virtuosi.
 
Il presidente del CNF, Andrea Mascherin, esprimendo gratitudine al ministro per “l’apertura e la disponibilità al dialogo senza precedenti”, ha sottolineato la rapidità con cui si è reso operativo il Nucleo, a “riprova che le istituzioni forensi, rapportandosi con gli altri interlocutori coinvolti, sono in grado di costruire qualcosa di buono per gli avvocati”.
 

Equo compenso giornalisti per la libertà di informazione

Sul fronte del compenso dei giornalisti, il dicastero guidato da Bonafede si è impegnato, attraverso i propri uffici, a colmare il vuoto normativo sui parametri per il compenso dell’attività giornalistica.
 
Per Bonafede, “la libertà d’informazione si garantisce e si riconosce, prima di tutto, assicurando la dignità professionale ai giornalisti. Un cronista che viene pagato anche solo 3 euro per ogni articolo, non potrà mai essere libero, caratteristica fondante della professione per poter dare ai cittadini una piena e corretta informazione che è la base di ogni democrazia”.
 
Soddisfatto il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone: “La questione dell’equo compenso è più che mai attuale per tutti gli Ordini vigilati e necessita di un intervento urgente. Per i giornalisti, in particolare, emergono situazioni lavorative davvero poco dignitose per professionisti che hanno grandi responsabilità connesse alla loro attività, per il cui esercizio sono essenziali equilibrio e obiettività, oltre a conoscenze approfondite e formazione continua. Valuteremo le istanze dell’Ordine con attenzione e disponibilità, considerando in primo luogo la necessità di valorizzare e dare certezze a questi professionisti su parametri condivisi per quel che riguarda i compensi spettanti per il loro lavoro”.
 

Equo compenso progettisti, quando?

Ricordiamo che, per garantire l’equo compenso a tutti i professionisti, è statto istituito un apposito tavolo tecnico. 
 
Tra le richieste formulate dagli Ordini in quella sede:
- l’estensione dell’equo compenso alle pubbliche amministrazioni, all’Agenzia delle Entrate e alle aziende medio-piccole;
- la rivisitazione dei parametri;
- l’istituzione di un osservatorio nazionale permanente per tutte le professioni;
- l’esclusione della possibilità per le pubbliche amministrazioni di concludere accordi a compenso zero o irrisorio;
- l’estensione del regime delle clausole vessatorie;
- la class action dei consigli degli ordini.
 
Ad oggi, però, non sono state attivate ulteriori azioni, nè per i progettisti (architetti, ingegneri, geometri ecc) né per le altre categorie professionali.
 
Sul tema sono stati presentati anche diversi disegni di legge; il più recente è quello del senatore Agostino Santillo del M5S che mira alla tutela della professione tecnica nelle attività con la committenza privata. 

A livello locale, le Regioni stanno legiferando per la tutela del lavoro professionale. Si registrano diverse leggi (approvate o in corso d’approvazione) che vincolano il rilascio dei titoli abilitativi al pagamento delle parcelle come i provvedimenti di: Molise, Puglia, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria, Abruzzo e Toscana.
 
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