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PROFESSIONE

Sisma Centro Italia, gli Architetti lanciano l’allarme su ritardi della ricostruzione

di Paola Mammarella
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Denunciata la mancanza di una strategia complessiva e il mancato pagamento dei progettisti. Ignoto il numero di schede Aedes e Fast presentate

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26/08/2019 - A tre anni dal sisma che ha colpito il Centro Italia, il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e gli Ordini delle Province di Ancona, Fermo, Macerata, Ascoli Piceno, Perugia, Terni, Aquila, Teramo, Rieti hanno lanciato da Camerino, durante il ciclo di seminari su "Architettura contemporanea e contesto storico", un nuovo allarme sui ritardi, le problematiche e le forti criticità che stanno compromettendo le attività di ricostruzione e di messa in sicurezza di edifici e territori.
 

Cappochin (CNAPPC): ‘grave la mancanza di una strategia’

Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio nazionale degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (CNAPPC), ha chiesto che “i Presidenti delle Regioni interessate ed i politici locali siano promotori, anche con iniziative radicali, di una significativa svolta nella ricostruzione. È grave la mancanza, ad oggi, di una strategia che, al di là della mera ricostruzione fisica degli edifici, punti innanzitutto alla creazione di un nuovo sistema socio-conomico il solo che può costituire il vero motore della ripresa, rappresentare una alternativa di vita per le popolazioni ed attrarre chi non tornerà più se non si creano le condizioni di stimolo a ritornare”.
 
“Purtroppo – ha affermato - la ricostruzione sta diventando il terreno di scontro politico che impedisce una lucida visione a medio e lungo termine del futuro dei territori del cratere a livello paesaggistico, economico, sociale, culturale e - non da ultimo - demografico, necessaria per esaltarne le tante peculiarità storiche e ambientali e per impostare, quindi, la confluenza di risorse finanziarie nazionali ed europee attraverso le Regioni. Visione che deve tener conto di come il sisma, in alcuni di questi territori, abbia rappresentato un effetto boomerang - ad esempio rispetto allo spopolamento - generando nuove difficoltà in situazione di già grave crisi”.
 
Molto difficile per gli architetti, si legge nella nota diramata dal CNAPPC, operare in questa situazione a favore delle comunità in assenza di confronto e di una efficace interlocuzione istituzionale e barcamenarsi, di conseguenza, tra i cavilli burocratici e varie Ordinanze.
 

Ordini del cratere: progettisti esclusi e non pagati

 “Non si conosce ancora - hanno denunciato il Consiglio Nazionale e gli Ordini del cratere - quale sia l’iter dell’annunciata istituzione del “Tavolo tecnico Sisma” con la partecipazione dei rappresentanti degli Ordini e dei Collegi locali e quali siano le sorti dell’”Osservatorio con i rappresentanti dei Consigli Nazionali”, strumenti questi di fondamentale importanza per fissare regole formali e garantire trasparenza. Questa mancanza di informazioni più volte richieste, svilisce il ruolo fondamentale di interlocutore naturale svolto dai progettisti che, invece, dovrebbero essere attori protagonisti del percorso della ricostruzione”.
 
Per fare un esempio, gli Ordini hanno denunciato l’esclusione dei progettisti dalla elaborazione dell’Ordinanza “Chiese”, bollata come “un vero e proprio pasticcio burocratico nel quale l’intervento dei professionisti viene addirittura considerato privato anziché pubblico in funzione dell’importo dei lavori, con procedure del tutto improprie tanto per l’affidamento dell’incarico che dell’appalto quanto per la definizione della parcella”.
 
“Paradossale anche che i professionisti -si legge nella nota - non siano a conoscenza del numero complessivo delle schede AeDES - Agibilità e Danno nell'Emergenza Sismica - né del quadro conoscitivo delle schede Fast, compromettendo così in modo significativo la possibilità di poter disporre di una visione complessiva per accelerare la ricostruzione. Senza contare, poi, che non ha ancora soluzione l’annoso problema delle schede AEDES tutt’ora mancanti in tutte le regioni colpite con il risultato che ad oggi non si ha certezza né della quantità di interventi da effettuare, né della loro qualità. Permane quindi il dubbio se, per negligenza, manchino i dati oppure se non si voglia dare l’esatta dimensione del disastro: e ciò sarebbe gravissimo”.
 
Gli Ordini hanno affrontato anche il tema dei mancati pagamenti ai progettisti impegnati complessivamente nella ricostruzione chiedendo “l’immediato sblocco del pagamento dell’acconto del 50% delle prestazioni di progettazione così come previsto dal Decreto Genova, visto che il regolamento attuativo previsto entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto a termini di legge, ancora non è stato emanato”.
 
“Si tratta di cifre significative” hanno sottolineato gli Architetti, che risolleverebbero la situazione economica dei professionisti evitando il rischio di non trovare più tecnici disposti a lavorare per la ricostruzione, ma anche quello di far morire l’economia degli studi professionali e della filiera ad essi collegata che attualmente è l’unica che sta sostenendo con le proprie forze l’avvio della ricostruzione".
 
Senza “una svolta definitiva”, conclude la nota, i danni per le popolazioni e i territori colpiti aumenterebbero.
 
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