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AMBIENTE

Beni culturali dismessi, in Puglia 35 milioni di euro per recuperarli

di Alessandra Marra

Online il bando ‘Radici e ali’: contributi a fondo perduto per i progetti di restauro accompagnati da un piano di fruizione

Vedi Aggiornamento del 01/10/2019
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Foto: Jacek Sopotnicki ©123RF.com
30/09/2019 – La Puglia mette a disposizione 35 milioni di euro per il recupero e la trasformazione di beni culturali dismessi in luoghi di cultura al servizio dei cittadini.
 
È online, infatti, il bando regionale ‘Radici e ali’ che ha l’obiettivo di coniugare bellezza e funzionalità favorendo cultura, economia e maggiore occupazione.
 

Recupero beni culturali: cosa prevede il bando

Il bando si rivolge alle micro, piccole e medie imprese culturali e creative pugliesi (in forma singola o in forma associata) che vogliono produrre cultura e lavoro al servizio dei cittadini attraverso il recupero di luoghi dismessi, beni culturali in degrado e tutti quegli "attrattori" culturali e naturali.
 
La Regione ha esortato gli operatori culturali a considerare anche luoghi meno convenzionali: non solo palazzi storici, ma ogni possibile attrattore culturale.
 
Per partecipare è indispensabile che i luoghi candidati si trovino in Puglia, che i progetti siano di qualità, coerenti con la strategia e rispettino norme e paesaggio. Inoltre, le attività previste nel progetto di fruizione del bene devono contribuire all’aumento dell'occupazione e dell'attrazione dei territori.
 
Il bando lega l'esigenza del recupero a quella del contenuto; non saranno finanziati, quindi, quei progetti che si limitano al solo restauro o ristrutturazione senza prevedere ‘una nuova vita’ per il bene.
 

Beni culturali: i finanziamenti per la trasformazione

Il bando finanzierà:
- le sale cinematografiche storiche, con 10 milioni di euro;
- i teatri e i luoghi dello spettacolo dal vivo con 10 milioni di euro;
- i beni e luoghi d'arte della produzione e diffusione culturale e creativa a 360 gradi, con 15 milioni di euro.
 
La Regione sosterrà fino all'80% delle spese ammissibili e il contributo, a fondo perduto, non dovrà superare i 2 milioni di euro.
 
Le domande di partecipazione dovranno essere compilate e inviate per via telematica. Ogni 90 giorni ci sarà una sessione di candidatura. Tutte le attività dovranno essere concluse per il 30 giugno 2023.
 

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