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AMBIENTE

Liguria, meno vincoli per l'efficientamento energetico degli edifici residenziali

di Alessandra Marra
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Per gli interventi che migliorano la classe energetica è prevista una riduzione fino al 10% dell’altezza minima interna

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23/09/2019 – Allentare i vincoli su altezze minime interne e aumento del volume in presenza di interventi di efficientamento energetico che producano un miglioramento pari ad almeno due classi energetiche.
 
A prevederlo la Liguria con la LR 21/2019 con cui introduce alcune procedure di semplificazione per favorire interventi che migliorino l’efficienza energetica degli edifici di edilizia residenziale pubblica e privata, anche nelle singole unità abitative.
 

Efficientamento energetico: le misure previste dalla Liguria

Il provvedimento prevede che negli edifici e nelle unità immobiliari esistenti a destinazione residenziale, agibili e abitabili sia possibile derogare ad alcuni limiti se l’intervento di efficientamento energetico produce un miglioramento pari ad almeno due classi nella scala delle classificazioni energetiche degli edifici, secondo la normativa di riferimento di livello nazionale e regionale, con conseguente riduzione del fabbisogno energetico.
 
In particolare, sono ammessi, alternativamente o contestualmente:
- una riduzione fino al 10% dell’altezza minima interna e una riduzione fino al 5% della superficie minima abitabile;
- per gli edifici, nel loro complesso o per singole parti, un aumento dello spessore delle murature esterne nella misura massima di 25 centimetri per il maggiore spessore delle pareti verticali esterne, nonché degli elementi di chiusura superiori e inferiori nella misura massima di 30 centimetri per il maggiore spessore degli elementi di copertura o dei solai su spazi aperti o porticati, senza che ciò costituisca aumento del volume della costruzione.
 
La riduzione dell’altezza interna è consentita sino a un’altezza non inferiore a 2.40 metri o all’altezza media di 2.30 metri nel caso in cui il solaio soprastante o una sua parte non sia orizzontale.
 
Sarà compito della Regione, tramite Ire Spa, valutare l’attuazione di questa disposizione normativa e verificare i risultati ottenuti in termini di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni inquinanti.
 

Miglioramento energetico: come attestarlo

Il miglioramento energetico deve essere certificato attraverso la presentazione degli Attestati di Prestazione Energetica (APE), rilasciati da professionisti abilitati prima e dopo gli interventi di efficientamento energetico, dal confronto dei quali risulti il miglioramento di almeno due classi energetiche per l’unità abitativa oggetto di intervento.
 
La comunicazione di inizio lavori deve essere corredata dall’APE dell’unità abitativa, unitamente a un documento di valutazione progettuale che descriva le condizioni igienico-sanitarie preesistenti e attesti gli effetti degli interventi previsti sull’involucro e/o sugli impianti. A fine lavori deve essere consegnato l’APE post-intervento che certifichi l’avvenuto miglioramento energetico.
 

Efficientamento energetico: verso una formazione specifica

La Regione, di concerto con gli ordini e collegi professionali e le categorie del settore edile, promuoverà percorsi formativi dedicati alla riqualificazione energetica, al risanamento e alla ristrutturazione degli immobili per la riduzione delle emissioni inquinanti e adotta azioni finalizzate a sensibilizzare e informare i cittadini e le categorie economiche interessate sui problemi delle emissioni inquinanti generate dagli edifici e sugli accorgimenti naturali e tecnologici per ridurle.
 
Inoltre, la Regione dovrebbe predisporre delle Linee guida regionali in materia di efficientamento energetico ed edilizia sostenibile, a supporto dell’applicazione della legge e anche al fine di promuovere le migliori prassi per quanto riguarda la trasformazione di edifici esistenti in edifici a basso consumo energetico.
 
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