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Benvenuti nella collezione dei coniugi Anderson
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Benvenuti nella collezione dei coniugi Anderson

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Alla Fondazione Prada in mostra le alchimie di Wes Anderson e sua moglie Juman Malouf

23/09/2019 - Fondazione Prada presenta, “Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori” un progetto espositivo concepito da Wes Anderson e Juman Malouf, dal 20 settembre 2019 al 13 gennaio 2020 nella sede di Milano.

Organizzata in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la mostra riunisce 537 opere d’arte e oggetti selezionati dal regista cinematografico Wes Anderson (Houston, 1969) e dall’illustratrice, designer e scrittrice Juman Malouf (Beirut, 1975) e provenienti da 12 collezioni del Kunsthistorisches Museum (Collezione egizia e del Vicino Oriente, Antichità Greco-Romane, Galleria dei Dipinti, Museo Etnografico, Museo del Teatro, Collezione di Antichi Strumenti Musicali, Dipartimento di Armi e Armature, Carrozze, Kunstkammer, Gabinetto di Numismatica, Biblioteca, Collezione del Castello di Ambras) e da 11 dipartimenti del Naturhistorisches Museum di Vienna.



“Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori” è una riflessione sulle motivazioni che guidano l’atto di collezionare e sulle modalità con le quali una raccolta è custodita, presentata e vissuta. Guardando al passato e ispirandosi al modello della Wunderkammer, la mostra sfida i canoni tradizionali che definiscono le istituzioni museali, proponendo nuove relazioni tra queste e le loro collezioni, tra le figure professionali e il pubblico dei musei.

La scelta delle opere, effettuata seguendo un approccio non accademico e interdisciplinare, dimostra non solo una conoscenza approfondita dei due musei da parte di Anderson e Malouf, ma testimonia anche risonanze e corrispondenze inattese tra i lavori raccolti e gli universi creativi dei due artisti.
Il percorso espositivo è costituito da gruppi di opere: dagli oggetti di colore verde ai ritratti di bambini, dalle miniature agli strumenti di misurazione del tempo, dalle scatole agli oggetti in legno, dai ritratti di nobili e gente comune a soggetti naturali quali il giardino, meteoriti e animali presentati come reperti scientifici o come rappresentazioni artistiche.



La selezione comprende: Il sarcofago di Spitzmaus, una scatola di legno egiziana che contiene la mummia di un toporagno del IV secolo a.C., a cui il titolo della mostra rende omaggio; opere d’arte classica come Busto di matrona, scultura romana in marmo della seconda metà del I sec. a.C. e Ritratto di mummia: Giovane uomo con corta barba (prima metà del II secolo d.C.), una preziosa testimonianza della pittura egizio-romana; dipinti cinquecenteschi e seicenteschi come Ritratto di Casimiro di Brandeburgo-Bayreuth, Margravio di Bayreuth (1522) e Ritratto di vecchio uomo e fanciulla (1530-‘40) entrambi di Lucas Cranach il Vecchio, Ritratto del Duca Giovanni Federico, Elettore di Sassonia (1550-‘51) di Tiziano Vecellio e Ritratto di Isabella d’Este (1600-1601) di Peter Paul Rubens; strumenti militari come Elmo in forma di volpe (1526-29), appartenuto a Ferdinando I e Armatura per bambino (1568-1570) realizzata per Carlo d’Austria, figlio dell’Arciduca Ferdinando II; suppellettili e oggetti preziosi come Fenice (1610-20), una scultura in avorio realizzata dal Maestro delle Furie, Coppa a forma di conchiglia con Nettuno (1620-30) di Ottavio Miseroni e Smeraldo su piedistallo in rame dorato (1596), proveniente dal Naturhistorisches Museum, un manufatto costituito da smeraldi di diverse dimensioni provenienti dalla Colombia, assemblati in Tirolo per simulare un esemplare eccezionale per dimensioni e qualità.



“Spitzmaus Mummy in a Coffin and other Treasures” è stata presentata al Kunsthistorisches Museum di Vienna tra novembre 2018 e aprile 2019. La mostra a Milano ne rappresenta una seconda versione, più estesa per superficie espositiva e per numero di opere selezionate. L’allestimento originale con il suo percorso di stanze e vetrine, concepito dai due artisti curatori con Itai Margula (Margula Architects) come uno scrigno con i suoi tesori, è trasportato negli spazi della Fondazione Prada come un ready-made.

La mostra si espande nel piano terra del Podium per creare un ambiente ispirato alla tradizione del giardino all’italiana con la presenza di elementi che evocano siepi e padiglioni allegorici tipici del parco rinascimentale. 






 
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