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NORMATIVA

Minieolico, bisogna sempre valutare l’impatto sul paesaggio

di Paola Mammarella
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Il Tar Campania spiega: l’installazione di più elementi o in zone più vulnerabili può avere ripercussioni sull’ambiente

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11/09/2019 – L’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili deve essere sempre attenta all’impatto ambientale. Questa, in sintesi, la conclusione cui è giunto il Tar della Campania con la sentenza 3651/2019.
 

Minieolico, il caso

Nel caso esaminato, una società aveva presentato domanda per la realizzazione di un impianto minieolico. La conferenza di servizi non si sera però conclusa nei termini previsti. Nel frattempo era stata approvata la LR 6/2016 della Campania. La norma ha chiesto ai Comuni di individuare, con una delibera di Giunta, le aree non idonee all’installazione di impianti eolici con potenza superiore a 20 KW. L’area su cui sarebbe dovuto sorgere l’impianto si era quindi trovata a essere dichiarata non idonea.
 
La società sosteneva che, dal momento che il Comune non si era pronunciato nei tempi giusti, si fosse formato il silenzio assenso. Il silenzio assenso, a detta della società, sarebbe stato ammissibile dato che l’intervento, non essendo invasivo, poteva essere realizzato con la procedura semplificata.
 

Minieolico, prima dell’installazione valutare l’impatto sul paesaggio

Ripercorrendo la normativa sull’argomento, i giudici hanno spiegato che il D.lgs 28/2011, sull’uso dell’energia da fonti rinnovabili, prevede due procedure per l’installazione degli impianti: l’autorizzazione unica, regolata dall’articolo 5, e la procedura abilitativa semplificata, definita dall’articolo 6. La procedura semplificata può essere utilizzata per gli impianti di minori dimensione e potenza.
 
Il Tar ha aggiunto che, in base al DM 10 settembre 2010, contenente le linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, gli impianti eolici di piccola taglia rientrano tra quelli che possono beneficiare della procedura agevolata.
 
Le linee guida contengono anche i criteri per l’individuazione delle aree non idonee e, all’allegato 4, gli elementi per il corretto inserimento degli impianti eolici nel paesaggio e sul territorio, indicando le misure di mitigazione di cui tenere conto nella fase di progettazione.
 
L’allegato delle linee guida riguarda gli impianti industriali o quelli che occupano porzioni consistenti di territorio. Secondo i giudici, però, la valutazione sul corretto inserimento nel paesaggio va effettuata anche con riferimento agli impianti minieolici.
 
“Sebbene innocui – si legge nella sentenza - essi possono comunque produrre impatti ambientali significativi ove installati in numero rilevante e/o in aree maggiormente vulnerabili”.
 
La procedura semplificata, hanno inoltre spiegato i giudici, è uno snellimento procedimentale, “ma non una liberalizzazione sic et simpliciter”. Il Tar ha quindi escluso l'autorizzazione per formazione del silenzio assenso, ma considerato il ritardo dell'Amministrazione ha compensato le spese di giudizio.
 
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