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NORMATIVA

Regolamento Appalti, Fondo salva opere e commissari: Ance chiede di accelerare

di Paola Mammarella
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I costruttori edili al Governo: ‘mettere subito mano ai decreti attuativi’

Vedi Aggiornamento del 03/10/2019
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24/09/2019 – Norme e tempi certi per sostenere l’edilizia. È l’appello lanciato al Governo dall’Associazione nazionale costruttori edili (Ance).
 
I costruttori, a margine di un botta e risposta su Progetto Italia con il viceministro allo Sviluppo Economico, Stefano Buffagni, hanno chiesto all’Esecutivo di adottare con urgenza il regolamento attuativo del Codice Appalti e i decreti attuativi delle leggi Crescita e Sblocca Cantieri.
 
Vediamo quali sono le misure su cui l’Ance vorrebbe una decisa accelerata.
 

Regolamento attuativo del Codice Appalti

Dopo la conclusione della consultazione per l’adozione del regolamento attuativo del Codice Appalti, che dovrebbe spazzare via il sistema della soft law, non sembra si siano fatti passi avanti per la predisposizione del testo.
 
Del resto, nel programma di governo non ci sono riferimenti espliciti alla riforma della normativa sui contratti pubblici.
 
Per gli operatori del settore però è di fondamentale importanza avere un panorama di regole certe, in grado di evitare i contenziosi e il blocco delle opere. Da questa esigenza è scaturito il nuovo appello al Governo contro il “rischio di un vuoto normativo”.
 

Fondo Salva opere

Il Decreto Crescita ha previsto l’istituzione del Fondo salva opere per evitare che la crisi dell’appaltatore porti al default delle imprese subappaltatrici e al blocco del cantiere.
 
La norma stabilisce che, in caso di crisi dell’impresa aggiudicataria di un appalto, sia coperto il 70% dei pagamenti a favore delle Pmi subappaltatrici. Il Fondo sarà alimentato con un contributo dello 0,5% del valore del ribasso offerto dall’aggiudicatario delle gare di appalti pubblici di importo pari o superiore a 200mila euro, a base d’appalto, in caso di lavori, e a 100mila euro in caso di servizi e forniture. Vi potranno accedere sub-appaltatori e sub-fornitori di imprese aggiudicatrici di lavori pubblici in stato di crisi. 
 
Un decreto interministeriale (Mit – Mef) avrebbe dovuto dettare i criteri per l’assegnazione delle risorse e le modalità operative del Fondo entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del Decreto Crescita. Le norme avrebbero dovuto essere pronte entro la fine di luglio.
 

Fondo di garanzia per le Pmi edili

Nel Decreto Crescita c’è un’altra misura studiata per contrastare la chiusura delle piccole e medie imprese operanti nel settore edile, colpite in modo massiccio dalla crisi economica.
 
La legge prevede che le piccole e medie imprese del settore edile, in difficoltà e titolari di crediti certificati nei confronti delle pubbliche Amministrazioni, potranno accedere al Fondo di garanzia per le PMI, che coprirà fino all’80% dell’esposizione e fino ad un importo massimo di 2,5 milioni di euro.
 
Anche in questo caso, la definizione delle modalità applicative è stata demandata ad un decreto attuativo per il quale, però, non è stato fissato un termine di adozione.
 

Commissari per lo sblocco dei cantieri

L’Associazione dei costruttori ha chiesto che si proceda in fretta con la nomina dei commissari sul modello della Napoli – Bari.
 
L’idea dei commissari per far ripartire le opere ferme, da individuare secondo una lista di priorità, è nata con lo Sblocca Cantieri e deve essere definita con un decreto ad-hoc da adottare entro metà dicembre. Al momento sono circolate solo ipotesi successivamente smentite.
 
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