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Nuove Partite Iva, più del 48% ha aderito al forfettario

di Alessandra Marra
Commenti 7681

Il 35,8% in più nel 2° trimestre 2019 rispetto all'anno scorso, grazie al nuovo tetto di 65.000 euro

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12/09/2019 – Nel secondo trimestre del 2019 sono state aperte 136.323 nuove partite Iva; di queste 66.126 hanno aderito al regime forfetario, pari al 48.5% del totale delle nuove aperture.
 
Sono questi alcuni risultati presenti nella sintesi pubblicata dal dipartimento Finanze del Ministero dell’economia (Mef).
 

Partite Iva: boom nel regime forfettario

L’aumento di coloro che hanno aderito al regime forfetario è pari al +35.8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
 
Secondo il Mef, ciò è dovuto alle modifiche normative introdotte con la Legge di Bilancio 2019, che ha elevato a 65mila euro il limite di ricavi per fruire del regime forfetario.
 

Nuovo regime forfettario: cosa prevede

Ricordiamo che il nuovo regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva unica al 15%, ai contribuenti che hanno conseguito nell’anno precedente ricavi, ovvero percepito compensi, fino a un massimo di 65.000 euro. Si tratta di un tetto unico, valido per tutte le attività. 
 
Inoltre, coloro che optano per il nuovo regime forfettario sono esentati dall’obbligo di fatturazione elettronica.
 
Non possono avvalersi del regime forfetario “gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari, ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte”. Ciò significa che chi possiede quote in società di persone, associazioni e imprese professionali non può usufruire del nuovo regime.
 
Inoltre, non accedono al forfettario neanche “le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d'imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro”. La norma intende evitare un incentivo indiretto alla trasformazione di rapporti di lavoro dipendente in altre forme contrattuali che godono dell’agevolazione.
 

Partite Iva: i dati del Mef

In generale, la maggior parte degli avviamenti riguarda le persone fisiche (73.5%), con un incremento di avviamenti pari al 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre le forme societarie mostrano significative flessioni (-9% le società di capitali e -15.6% le società di persone).

La distribuzione per natura giuridica mostra che il 73.5% delle nuove aperture è stato effettuato dalle persone fisiche, il 20,5% da società di capitali, il 3,3% da società di persone; aumenta sensibilmente il numero dei “non residenti” e quello delle “altre forme giuridiche” che insieme rappresentano il 2,7% delle nuove aperture.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale circa il 43% delle nuove aperture si è effettuato al Nord, il 21,8% al Centro e il 35% al Sud e Isole.

In base alla classificazione per settore produttivo, il commercio risulta essere il più gettonato con il maggior numero di aperture di partite Iva con il 19.7% del totale, seguito dalle attività professionali (16.8%) e dall’agricoltura (10.6%). Rispetto al secondo trimestre 2018, tra i settori principali i maggiori aumenti si notano nell’istruzione (+23,1%), nelle attività professionali (+17.8%) nell’edilizia e nelle attività finanziarie (+10.7%).

Il 44.4% è stato avviato da giovani fino a 35 anni e il 32.8% da persone appartenente alla fascia di età dai 36 ai 50 anni; rispetto allo stesso periodo del 2018 tutte le classi di età registrano incrementi di aperture il più consistente dei quali si riscontra nella classe da 51 a 65 anni con il +14.6%.
 
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