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Partite Iva, fatturazione elettronica anche per i forfetari?

Partite Iva, fatturazione elettronica anche per i forfetari?

Tra le ipotesi in campo per il 2020 anche lo slittamento del forfetario con tassazione al 20% per i redditi fino a 100mila euro

Vedi Aggiornamento del 25/10/2019
Foto: Andriy Popov©123RF.com
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 25/10/2019
26/09/2019 - Per potenziare la lotta all’evasione fiscale, l’obbligo di fatturazione elettronica potrebbe essere esteso anche ai professionisti in regime forfetario.
 

Fatturazione elettronica e regime forfetario

I professionisti rientranti nel regime forfetario o in quello dei minimi fino ad oggi sono stati esclusi dall’obbligo di fatturazione elettronica.
 
L’esonero era stato deciso con la Legge di Bilancio 2018 (L.205/2017). La norma ha stabilito l’obbligo della fattura elettronica per tutte le operazioni a partire dal 1° gennaio 2019, ma ha sollevato dal nuovo adempimento professionisti e lavoratori autonomi che si trovano nel regime dei minimi e nel forfetario.
 
Ricordiamo che i “minimi” sono le Partite Iva con ricavi fino a 30 mila euro all’anno, cui viene applicata un’aliquota del 5% sul fatturato. Si tratta di un regime “in estinzione”, perché sostituito dal forfetario, che attualmente prevede un’aliquota del 15% per ricavi fino a 65mila euro.
 
Visti i risultati raggiunti in termini di emersione del sommerso, la fatturazione elettronica potrebbe essere estesa a tutti i professionisti e lavoratori autonomi, a prescindere dalle soglie di reddito. In questo modo, il Fisco otterrebbe un sistema maggiormente tracciato, minimizzando il rischio di evasione.
 

E il regime forfetario fino a 100mila euro?

Un’altra modifica potrebbe arrivare nell’ambito del regime forfetario potenziato che dovrebbe partire dal 1° gennaio 2020.
 
La Legge di Bilancio 2019 ha infatti definito il nuovo regime forfetario in due fasi: la prima, già avviata, con le aliquote al 15% sui ricavi fino a 65mila euro e la seconda, da far partire nel 2020, con i redditi fino a 100mila euro tassati con un’aliquota del 20%.
 
Si tratta di una deroga alla normativa Iva, che necessiterebbe dell’approvazione da parte dell’Unione Europea anche perché richiede delle coperture. Si può quindi ipotizzare che la misura slitterà.
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