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DL Semplificazione, Ance: ‘ultima occasione per rilanciare l’edilizia’

di Alessandra Marra

Le imprese indicano le priorità per le costruzioni: rivedere i criteri di aggiudicazione e ripristinare l’appalto integrato

Vedi Aggiornamento del 10/01/2019
09/01/2019 – “Il DL Semplificazioni rappresenta l’ultima occasione per la ripresa delle costruzioni, dopo una Legge di Bilancio fortemente deludente, che ha visto un calo degli investimenti pubblici”.
 
Lo ha affermato lo scorso 7 gennaio Gabriele Buia, presidente dell'Ance, in audizione al Senato sul decreto legge Semplificazione.
 

Ance: flop della Manovra 2019, DL Semplificazioni da modificare

L’Ance ha evidenziato la crisi che sta vivendo il Paese a causa del blocco del settore delle costruzioni: la Legge di Bilancio 2019 ha visto gli investimenti pubblici e il settore essere, ancora una volta, le vittime sacrificali dell’Accordo trovato in extremis con Bruxelles. In questo modo, gli effetti sul rilancio delle opere pubbliche nel 2019 sono stati ridotti dell’85% (da 3,5 miliardi aggiuntivi a soli 550 M€).

L’Ance ha evidenziato come la burocrazia rappresenti un macigno che blocca il Paese; secondo uno studio dell’Università di Tor Vergata, il costo della burocrazia pesa per il 7,6% sul fatturato delle piccole e medie imprese in Italia. Come certificato dai dati della Presidenza del Consiglio dei Ministri ci vogliono in media oltre 4 anni per realizzare un’opera ma si arriva a 15 per un’opera sopra i 100 milioni.
 
“Il DL Semplificazioni, quindi, rappresenta l’ultima occasione per gettare le basi per una ripresa delle costruzioni” ha dichiarato l’Ance che però aggiunge allarmato: “Dopo settimane di difficile gestazione, abbiamo dovuto prendere atto di un decreto dai contenuti molto limitati, rispetto alle prime bozze circolate, e insufficiente rispetto alle necessità e alle nostre aspettative. Auspichiamo ora un intervento deciso del Parlamento per migliorarne significativamente i contenuti”.
 
Per le imprese del settore, tra le misure previste nel decreto, l’abolizione del SISTRI rappresenta l’unica nota positiva, a beneficio di tutti i settori produttivi.
 
Molti, invece, gli aspetti che non convincono l’Ance: bocciata la creazione di un Fondo di Garanzia per il sostegno alle PMI che vantano crediti nei confronti della P.A. perché così come concepito rappresenta una misura poco utile per le imprese del settore delle costruzioni.
 
Inoltre, le norme per la semplificazione e l’accelerazione degli appalti pubblici sono state svuotate: si limitano ad un tentativo di modificare la disciplina dell’illecito professionale per allinearla alla normativa comunitaria.
 

Rilancio edilizia: le proposte dell’Ance

Secondo l’Ance occorre introdurre subito alcune semplificazioni in grado di accelerare la trasformazione delle risorse - più di 140 miliardi di euro stanziati negli ultimi 2 anni - in cantieri. È necessario snellire i passaggi procedurali a monte della gara, eliminando le stratificazioni normative inutili.
 
L’ Ance, infine, ha suggerito 6 proposte “sbloccacantieri”:
- abolire la terna dei subappaltatori;
- rivedere i criteri di aggiudicazione, vietando, sotto i 2 milioni di euro, l’offerta economicamente più vantaggiosa e ampliando la possibilità di ricorso all’esclusione automatica delle offerte anomale con metodo “antiturbativa”;
- superare, nelle procedure negoziate sotto soglia, la pratica del sorteggio delle imprese da invitare;
- procedere ad un “congelamento” delle qualificazioni SOA attuali, in attesa della riforma del sistema;
- ripristinare la possibilità di ricorrere all’appalto integrato per la realizzazione di investimenti pubblici, consentendo alle stazioni appaltanti di ricorrere all’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione dei lavori sulla base comunque - e obbligatoriamente - di un progetto definitivo dell’amministrazione aggiudicatrice;
-  limitare la responsabilità solidale dell’ATI verso terzi, mantenendola solo nell’ipotesi di inadempienza nei confronti dei lavoratori che, a qualsiasi titolo, siano intervenuti, in cantiere, per l’esecuzione dell’opera; ciò, anche per i contratti in corso di esecuzione.

Infine, per Ance è necessario snellire i passaggi procedurali a monte della gara, eliminando le stratificazioni inutili:
-il CIPE deve tornare a programmare, mettendo insieme risorse e priorità. L’approvazione dei diversi livelli progettuali deve rimanere alle Amministrazioni competenti, con un flessibilità sul costo del 10% e con la trasmissione regolare di informative al Cipe per garantire un controllo;
-il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici deve esprimersi sui progetti di fattibilità di importo superiore a 200 M€;
-la disciplina della Conferenza dei servizi va semplificata e coordinata con la normativa contenuta nel decreto legislativo 50/16 per i contratti pubblici relativi all’esecuzione delle opere pubbliche ed in particolare di quelle di interesse statale (regolamentate dal DPR 383/94).
 
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