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Edilportale Digital Forum, giro di boa per la prima fiera virtuale dell’edilizia
TECNOLOGIE Edilportale Digital Forum, giro di boa per la prima fiera virtuale dell’edilizia
AZIENDE

Il contributo di Serge Ferrari alle nuove facciate dell’architettura contemporanea

di SERGE FERRARI

Ecco quattro progetti che impiegano la membrana composita flessibile Frontside View 381

Y The Boutique Hotel - Copyright: Fabric Structure
Y The Boutique Hotel - Copyright: Fabric Structure
Y The Boutique Hotel - Copyright: Fabric Structure
Pavillon Multisport - Copyright: Serge Ferrari
Pavillon Multisport - Copyright: Serge Ferrari
Pavillon Multisport - Copyright: Serge Ferrari
Parcheggio, Rice University di Houston - Copyright: 2017 G. LYON PHOTOGRAPHY, Inc.
Parcheggio, Rice University di Houston - Copyright: 2017 G. LYON PHOTOGRAPHY, Inc.
Parcheggio, Rice University di Houston - Copyright: 2017 G. LYON PHOTOGRAPHY, Inc.
Manthel Motors Building di Wellington - Copyright: Asvisual Andy Spain
Manthel Motors Building di Wellington - Copyright: Asvisual Andy Spain
Manthel Motors Building di Wellington - Copyright: Asvisual Andy Spain
Manthel Motors Building di Wellington - Copyright: Asvisual Andy Spain
Manthel Motors Building di Wellington - Copyright: Asvisual Andy Spain
15/10/2019 - La facciata di un edificio ne caratterizza e riassume la personalità, rappresentando nel contempo il punto di convergenza di molti snodi progettuali: per i progettisti si tratta di una fondamentale superficie di ricerca ed espressione. La sua consistenza, la sua modellazione, la scelta del colore sono criteri estetici importanti mentre i materiali che la costituiscono devono necessariamente rispondere agli obiettivi di protezione solare, regolazione termica, corretta luminosità e visibilità in interni ed esterni. Architetti, imprese di costruzione e installatori di tutto il mondo sono costantemente alla ricerca di prodotti e soluzioni innovativi, competitivi, attraenti, sostenibili ed efficienti per i loro progetti di costruzione e ristrutturazione.
 
Vi presentiamo qui quattro progetti che impiegano la membrana composita flessibile Frontside View 381 di Serge Ferrari, nei quali è evidente la capacità dell’azienda di supportare le più visionarie e ambiziose realizzazioni di architetti di diversa provenienza. Dall’India alla Nuova Zelanda fino all’Angola, un percorso attraverso concept architettonici di ampia portata che hanno in comune il know-how di Serge Ferrari. Le facciate delle architetture contemporanee si reinventano grazie a Serge Ferrari.
 
Un involucro flessibile in materiale composito che si adatta a tutti i tipi di strutture
Le soluzioni Serge Ferrari Frontside costituiscono una fonte d’ispirazione per diversi tipi di facciate: uffici, centri commerciali, progetti residenziali o a destinazione mista, edifici pubblici, ospedali, scuole, parcheggi, e altro ancora.
 
Frontside View 381 è una membrana composita flessibile che beneficia della tecnologia esclusiva e brevettata globalmente Précontraint Serge Ferrari. Le sue caratteristiche specifiche sono:
- Potenzialità creativa e possibilità di stampa personalizzata con una reale flessibilità del materiale
- Durabilità e resistenza contro le aggressioni climatiche (vento, grandine, UV)
- Robustezza, longevità e stabilità dimensionale a lungo termine
- Protezione dal calore e dalla luminosità eccessiva
- Estrema planarità, leggerezza e riciclabilità
 
 
Y The Boutique Hotel
Mysore, Stato del Karnataka, India

A Mysore, 150 km oltre Bangalore, lo studio di architettura indiano ACE Group ha realizzato un hotel la cui facciata ricorda le squame scintillanti di certi pesci. Una struttura notevole che ospita 104 posti letto dal comfort eccezionale.
 
La membrana Frontside View 381 è stata scelta da ACE Group per le prestazioni specifiche di questo materiale che dà il meglio quando la creatività degli architetti entra nella fase di realizzazione:
- In questo caso la membrana - estremamente flessibile - è stata ritagliata in molteplici frammenti per poi essere tesa su telai metallici il cui posizionamento richiama la pelle squamata di un pesce, evocata anche dalla colorazione perlescente.
- Notevole anche la sua resistenza alle sfide manutentive, dalle aggressioni del clima (vento, pioggia, raggi UV) fino alle escursioni termiche importanti, garantendo sempre un’ottima regolazione della temperatura all’interno dell’edificio. La città di Mysore infatti è caratterizzata da inverni secchi ed estati molto umide con precipitazioni monsoniche.
 
 
Pavillon Multisport
Luanda, Angola

In quest’ultimo decennio l’Angola è stata oggetto di una significativa crescita economica, con un reale miglioramento della qualità della vita dei suoi abitanti. È in questo contesto che il paese è stato scelto nel 2013 per essere la prima nazione africana ad ospitare la Coppa del Mondo di hockey su ghiaccio.
 
Il padiglione progettato per l’evento dagli architetti dello studio portoghese Berger Arquitectos può accogliere fino a 12.000 spettatori ed è concepito per ospitare nel tempo altri eventi, sportivi e non. L’obiettivo era quello di immaginare e realizzare un edificio emblematico per la capitale rispettando gli standard internazionali di sicurezza e comfort, consentendo l’uso della struttura anche per altri eventi importanti.
 
Organizzato su quattro livelli, di cui uno seminterrato, l’edificio rivela una facciata realizzata con Frontside View 381 per rispondere a un duplice requisito: massima resistenza alle aggressioni climatiche (esposizione al vento, alla pioggia e ai raggi UV) e garanzia nello stesso tempo della migliore regolazione termica dell’edificio.
 
Dal punto di vista prettamente formale Frontside View 381 contribuisce anche all’identità architettonica dell’edificio: la facciata consiste in una successione di pannelli che a seconda dei diversi angoli di visuale sembrano essere entità isolate o sovrapposte, per nascondere l’interno. L’illuminazione a LED e la flessibilità del materiale rendono l’edificio affascinante giorno e notte, con colori e intensità variabili, conferendo alla struttura ancora più espressività.
 
 
Parcheggio, Rice University di Houston
USA 

La Rice University, fondata nel 1891 con il nome di William Marsh Rice Institute for the Advancement of Letters, Science and Art, è una importante università americana dedicata alle scienze applicate. Situata su un’area di oltre 120 ettari, la Rice University si posiziona inoltre come una delle migliori università negli Stati Uniti per la qualità della vita dei suoi studenti nel campus.
 
Nel 2015, l’istituzione ha affidato allo studio Kieran Timberlake Architects di Philadelphia il progetto di un parcheggio in un’area prossima agli edifici storici dell’università, delimitata da macchie di querce e cedri.
 
Gli architetti si sono concentrati su un progetto che si integrasse perfettamente nel contesto naturale, ma la cui struttura avesse una forma iconica e riconoscibile. L’integrazione con le aree boschive è stata realizzata con una stampa customizzata della membrana di rivestimento: un pattern che riproduce il fogliame impiegando uno speciale processo di stampa ad inchiostro UV che non sbiadisce. I pannelli trapezoidali sono installati su una struttura in alluminio con tubolari in acciaio che permette loro di aderire alla superficie dell’edificio di sette piani fino al limite del bosco, prima di formare una curva che li fa percepire come una scultura.
 
L’inclinazione dei pannelli suscita punti di interesse creando interruzioni visive nell’uniformità della facciata, ma soprattutto consente all’aria fresca naturale di circolare all’interno del parcheggio, oltre a limitare gli effetti di abbagliamento negli spazi vicini. La possibilità di rimuovere alcuni pannelli dalla struttura anima la facciata in un’alternanza di luci ed ombre, aumentando la ventilazione spontanea all’interno del parcheggio. I pannelli realizzati con Frontside View 381 agevolano la naturale circolazione dell’aria, evitando i costi e le emissioni associati alla ventilazione forzata.
 
 
Manthel Motors Building di Wellington
Nuova Zelanda

Questo singolare edificio di Wellington, risalente al secolo scorso, presenta due importanti facciate storiche: una datata 1880 e l’altra del 1914. Nel corso del tempo, è stato una concessionaria di General Motors, un magazzino di forniture per l’esercito durante la seconda guerra mondiale, poi nuovamente una concessionaria di automobili, fino ad essere convertito in sede di uffici nei primi anni 1990, per poi divenire oggetto di un intervento di ristrutturazione della società neozelandese Arrow International. Situato all’incrocio tra Wakefield e Taranaki Street, oggi ospita gli uffici della Xero.
 
La sfida della ristrutturazione dell’edificio è stata quella di adeguarlo alle nuove normative edilizie (inclusa l’antisismica) pur mantenendo l’integrità delle facciate dell’edificio originale. Gli architetti hanno deciso di realizzare importanti lavori di scavo, con nuovi piloni ad oltre 18 metri di profondità e di rivestire la facciata con una struttura metallica su cui è tesa la membrana semitrasparente Frontside View 381. Il materiale, lavorato in forma di maglia, ha una resa quasi opaca negli orari di massima luminosità naturale, quando supporta la regolazione termica di questo edificio molto esposto al sole e al vento, ma cambia effetto nelle ore più buie lasciando trasparire ed esprimere la storia dello stabile. Una metamorfosi completa.

SERGE FERRARI su Edilportale.com
 

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