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LAVORI PUBBLICI

Rinascita urbana, nella Manovra 853 milioni di euro fino al 2033

di Alessandra Marra

Il Piano punta ad incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e la sicurezza degli spazi urbani

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31/10/2019 – 853 milioni euro fino al 2033 per incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale, rigenerare il tessuto socio-economico e incrementare l’accessibilità e la sicurezza degli spazi pubblici.
 
A prevederlo la bozza della Legge di Bilancio 2020 che istituisce, negli anni dal 2020 al 2033, il “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare”.
 

Rinascita urbana: le risorse dal 2020 al 2033

Per l'attuazione del Programma, la Manovra 2020 predispone una dotazione complessiva pari a 853,81 milioni euro di cui 12,18 milioni di euro per l’anno 2020, 27,25 milioni di euro per l’anno 2021, 74,07 milioni di euro per l’anno 2022, 93,87 milioni di euro per l’anno 2023, 94,42 milioni di euro per l’anno 2024, 95,04 milioni di euro per l’anno 2025, 93,29 milioni di euro per l’anno 2026, 47,15 milioni di euro per l’anno 2027, 48,36 milioni di euro per l’anno 2028, 53,04 milioni di euro per l’anno 2029, 54,60 milioni di euro per l’anno 2030, 54,64 milioni di euro per gli anni 2031 e 2032 e 51,28 milioni di euro per l’anno 2033.
 
La misura era stata già anticipata qualche settimana fa dalla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli. L’annuncio, però, non era stato chiaro sul periodo di tempo del piano pluriennale e sulla suddivisione delle risorse tra misure per gli affitti e misure per il social housing.
 
In più, in origine le risorse annunciate ammontavano a 1 miliardo di euro; il motivo del ridimensionamento può essere dovuto ad un allungamento temporale del Piano (che probabilmente nelle prime intenzioni doveva essere decennale mentre in Manovra arriva al 2033) o ad una rimodulazione delle risorse.
 

Rinascita urbana: gli obiettivi del Piano  

Il Programma è finalizzato a riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale e a migliorare la coesione sociale e la qualità della vita dei cittadini, in un’ottica di sostenibilità e densificazione, senza consumo di nuovo suolo e secondo i principi e gli indirizzi adottati dall’Unione europea.
 
Saranno privilegiati in particolare: l’entità degli interventi riguardanti gli immobili di edilizia residenziale pubblica, il recupero e la valorizzazione dei beni culturali, l’azzeramento del consumo di nuovo suolo mediante interventi di recupero, riqualificazione e densificazione funzionale di aree già urbanizzate o, qualora non edificate, comprese in tessuti urbanistici fortemente consolidati, l’attivazione di finanziamenti sia pubblici che privati, il coinvolgimento di operatori privati, anche del terzo settore, le misure e i modelli innovativi di gestione, inclusione sociale e welfare urbano.
 

Rinascita urbana: come funzionerà il Piano

Ai fondi del programma si accederà attraverso un bando pubblico del Ministero delle Infrastrutture; il bando si rivolgerà ai Comuni con situazioni di marginalità economica e sociale importanti, degrado edilizio e carenza di servizi, oltre a spazi consistenti e inutilizzati da riqualificare.
 
Con un successivo decreto del MIT saranno definiti i termini, i contenuti, le modalità di presentazione delle proposte, l’entità massima del contributo, i tempi e le relative modalità di erogazione e i criteri per la valutazione delle proposte.
 
In particolare, ai fini della valutazione delle proposte sarà istituita presso il Mit un’Alta Commissione composta da rappresentanti del: Ministero delle infrastrutture, Conferenza delle regioni, Associazione nazionale dei comuni italiani; Ministero dell’interno e Ministero dei beni e delle attività culturali.
 

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