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NORMATIVA

Il Decreto Sisma premia il lavoro dei professionisti

di Alessandra Marra

Avvio rapido degli interventi solo con certificazione del professionista e anticipazione del 50% dell’onorario

Vedi Aggiornamento del 06/11/2019
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22/10/2019 – Il ruolo dei tecnici sarà fondamentale per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori del Centro Italia; ad esempio, l’avvio dei lavori per la ricostruzione privata sarà più veloce grazie ad una certificazione redatta dai professionisti che avranno un’anticipazione del 50% del proprio onorario alla presentazione del progetto.
 
Queste le novità principali previste dalla bozza del decreto sisma, approvata dal Consiglio dei Ministri di ieri, dopo l'incontro con le regioni coinvolte, che dispone la proroga fino al 31 dicembre 2020 dello stato d'emergenza per i territori delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo colpiti dal sisma.
 

Decreto sisma: il ruolo dei tecnici nella ricostruzione

Il provvedimento contiene misure per agevolare l’approvazione dei progetti per la ricostruzione, regolando le modalità e le procedure per la copertura delle anticipazioni ai tecnici e ai professionisti del 50% dei loro onorari alla presentazione del progetto, con la previsione che per tali anticipazioni non possa essere richiesta alcuna garanzia.
 
Sul fronte della ricostruzione privata, il decreto prevede una procedura accelerata per l’avvio dei lavori di riparazione, ripristino e ricostruzione degli immobili privati che rientrino in determinati limiti di importo.  
 
Sarà, quindi, possibile ottenere subito il contributo grazie alla documentazione presentata dal professionista, che certifica il progetto sotto il profilo della completezza, della regolarità amministrativa e tecnica, compresa la conformità edilizia e urbanistica.
 
Se gli interventi necessitano dell'acquisizione di pareri ambientali, paesaggistici, di tutela dei beni culturali o di quelli ricompresi nelle aree dei parchi nazionali o delle aree protette regionali, sarà il professionista, nella domanda di contributo, a chiedere la convocazione della Conferenza regionale per ottenere il nullaosta.
 
Il controllo non verrà realizzato più a monte sul 100% dei richiedenti, come avviene oggi, ma solo a campione sul 20%. Restano fermi i controlli a campione a valle già oggi previsti dalla legge.
 

Decreto terremoto: estensione di 'Resto al Sud'

Il decreto contiene misure anti-spopolamento volte a incentivare gli imprenditori a non abbandonare i territori, come l’estensione al territorio dei Comuni del Cratere della misura prevista a favore dei giovani imprenditori nel Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), denominata “Resto al Sud”. 

Gli incentivi per le nuove imprese previsti dalla misura permetteranno un rinnovato slancio economico dentro l’area da ricostruire. 
 

Ricostruzione post sisma: le altre disposizioni

Per la ricostruzione degli edifici pubblici, la priorità sarà data agli edifici scolastici che, se siti nel centro storico, dovranno essere ricostruiti nel luogo nel quale si trovavano, salvo impedimenti oggettivi. In ogni caso, la destinazione d’uso dell’area in cui sorgevano non potrà essere modificata.
 
Per favorire lo smaltimento delle macerie, è previsto l’obbligo di aggiornamento da parte delle Regioni del piano per la gestione delle macerie e dei rifiuti, da effettuarsi entro il 31 dicembre 2019, al fine di individuare nuovi siti di stoccaggio temporaneo; in caso di inadempienza, l’aggiornamento sarà realizzato dal Commissario straordinario.


Decreto Sisma: il commento della Regione Marche

“Mancano ancora aspetti importanti, il giudizio vero lo potremo dare solo con la riconversione del decreto”. È quanto ha affermato il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, dopo l’incontro dei territori con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul decreto sisma.

Positive, secondo Ceriscioli, le misure per i professionisti (anticipo 50%) e per le nuove imprese (Resto al Sud); non risolte, invece, le questioni che investono “la ricostruzione pubblica, e la questione del personale che già lavora alla ricostruzione nei Comuni". 
 

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