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NORMATIVA

Proroga ISA, marcia indietro del Governo

di Paola Mammarella

Salta lo slittamento dei termini al 16 marzo 2020. Taglio del 10% agli acconti del 2 dicembre

Vedi Aggiornamento del 29/10/2019
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17/10/2019 – La proroga dell’applicazione degli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) non ci sarà. Dopo gli annunci ufficiali, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, ha fatto marcia indietro sullo slittamento dei termini spiegandone i motivi in un’intervista a “Il Sole 24 Ore”.
 

Proroga ISA, l’ipotesi iniziale

L’idea di prorogare al 16 marzo 2020 il pagamento della rata del 16 novembre 2019 era nata per spostare al prossimo anno 3 miliardi di euro di maggiori entrate da destinare alle misure della manovra 2020. Secondo gli annunci di Gualtieri, lo slittamento dei termini sarebbe stato disposto con il Decreto Fiscale.
 
La notizia dello slittamento, diffusa con un comunicato dallo stesso Ministero dell’Economia, era stata accolta con favore da professionisti e imprese, alle prese con le difficoltà e le incertezze derivanti dall’applicazione dei nuovi indici.
 

Proroga ISA, ecco perchè è saltata

Poi lo stop, spiegato da Gualtieri con una serie di criticità sia sul fronte europeo che su quello interno. La proroga sarebbe infatti incompatibile con i metodi di classificazione Eurostat. Dal punto di vista interno, ha spiegato Gualtieri, la proroga avrebbe inoltre stravolto il calendario delle scadenze. Professionisti e imprese avrebbero pagato la prima parte dell’acconto dopo il versamento della seconda rata.
 
Nel Decreto Fiscale, approvato dal Consiglio dei Ministri, non compare infatti nessun riferimento ad un possibile slittamento dei termini per i versamenti.
 
Gualtieri ha assicurato che saranno comunque assicurati i 3 miliardi di euro di maggiori entrate per il 2020. Gli acconti che tutti i professionisti, sia forfetari sia soggetti a Isa, e le imprese devono versare entro il 2 dicembre (il termine previsto del 30 novembre cade di sabato) saranno decurtati di dieci punti percentuali. Di conseguenza, aumenteranno i saldi da pagare nel 2020.
 

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