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PROFESSIONE

Pensioni professionisti, FNAILP propone la ‘riforma’ di Inarcassa

di Alessandra Marra
Commenti 5850

Gli obiettivi: garantire la pensione minima, destinare agli iscritti la totalità dei contributi, ampliare la previdenza sanitaria di base

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08/10/2019 – Garantire senza restrizioni il diritto alla pensione minima, assicurare che il 99,66% dei contributi integrativi venga utilizzato nell'interesse degli iscritti, ampliare la previdenza sanitaria di base e assicurare la rivalutazione capitalizzata del montante contributivo accumulato dai lavoratori.
 
Questi i punti cardine della petizione che la Federazione Nazionale Architetti ed Ingegneri Liberi Professionisti (FNAILP) ha lanciato sulla piattaforma change.org per ottenere una riforma equa del sistema previdenziale di Inarcassa; il testo della petizione si basa su uno studio redatto dalla ex delegato Inarcassa, l'architetto Iris Franco, che ha reso note le criticità del sistema pensionistico al presidente FNAILP, l'architetto Pasquale Giugliano. 
 

Pensione professionisti: revisione in chiave equa

Secondo FNAILP, l’attuale Regolamento Generale di Previdenza (RGP) di Inarcassa è lesivo dei basilari principi costituzionali. La giurisprudenza costituzionale conferma il riconoscimento delle Casse come strumento di esercizio del diritto-dovere degli associati di auto-organizzazione economica per fini previdenziali ma nel contempo sottolinea che il contributo obbligatorio degli iscritti non sia da considerarsi finanziamento pubblico, bensì strumento per riconoscere e garantire il diritto inviolabile dei professionisti, attraverso le loro formazioni sociali, a provvedere a «l'adempimento di doveri inderogabili di solidarietà».
 
La Federazione fa notare che Inarcassa con il RGP 2012 ha introdotto il sistema contributivo a ripartizione, in conseguenza del quale i contributi versati (che costituiscono il nucleo del sistema contributivo) sono capitalizzati in base alla crescita del monte dei redditi dei liberi professionisti, eliminando il fine di mutualità e solidarietà.
 

Inarcassa, FNAILP: garantisca la pensione minima

Per FNAILP, il diritto alla pensione minima non è garantito in quanto l’articolo 28 del RGP 2012 esclude in toto il diritto alla pensione minima in caso di superamento del valore di 31.000 euro del reddito familiare ISEE e pone ulteriori limitazioni al riconoscimento di tale diritto.
 
"Avviene così che agli iscritti che adempiono i loro doveri di solidarietà versando i soli contributi minimi (nel 2019 pari a 3.083,00 euro), ma che per esempio superano il limite ISEE, Inarcassa disconosce il diritto inviolabile alla pensione minima" aggiunge in una nota la Federazione.
 
Per questo gli Architetti e gli Ingegneri della Federazione chiedono che:
- la prestazione previdenziale sia resa solo attraverso la contribuzione capitalizzata e non capitalizzata in base alla crescita del monte dei redditi dei liberi professionisti;
- il CND deliberi l’abrogazione immediata dell’art. 28.5 del RGP 2012.
 

Risorse Inarcassa, FNAILP: siano usate per i professionisti

FNAILP ha ricordato che Inarcassa è l’unico socio fondatore della Fondazione Inarcassa che persegue i propri scopi grazie alle risorse di Inarcassa; tali risorse, ai sensi della normativa applicabile, dovrebbero essere prioritariamente destinate alla previdenza e all'assistenza in favore degli iscritti alla Cassa e non alla Fondazione.
 
La Federazione dei professionisti aggiunge: "La Fondazione, pur promuovendo attività utili ai professionisti (come il contrasto dei bandi irregolari o le attività d’internazionalizzazione) non promuove nessuna azione legata alla previdenza e assistenza che deve essere assicurata da Inarcassa ai propri iscritti. Tuttavia, con delibera dell'ottobre 2018 del C.N.D. Inarcassa, è stato previsto di destinare il 78% delle risorse (provenienti dai contributi integrativi) alla Fondazione Inarcassa, mentre solo il restante 22% è stato destinato a finanziare iniziative nell’interesse degli iscritti e/o ad aiuti economici in favore di questi ultimi".
 
Per la Federazione, la destinazione di risorse economiche significative ad attività collaterali, invece che direttamente all'assistenza agli iscritti, costituisce inadempimento alle finalità di Inarcassa stabilite dallo Statuto e comporta impiego in maniera non conforme alle previsioni di legge delle risorse e dei fondi derivanti dai contributi che gli ingegneri e gli architetti per norma di legge sono obbligati a versare.
 
Per questo FNAILP chiede che i contributi versati dagli iscritti siano utilizzati in maniera conforme alla normativa e in favore delle prestazioni dovute agli iscritti in misura non inferiore al 99,66% del gettito derivante dal contributo integrativo risultante dall’ultimo bilancio consuntivo approvato, destinando solo l'eventuale eccedenza a fini diversi da quelli istituzionali della Cassa.
 

Previdenza professionisti: migliorare il piano sanitario

Infine, FNAILP ha evidenziato che il Piano sanitario convenzionato da Inarcassa copre solo alcune gravi patologie o infortuni. Se una malattia, sia pur grave sotto il profilo medico, non rientra tra quelle per le quali sono previste le prestazioni garantite dal Piano Sanitario Base, il rimborso delle spese finalizzate alla cura non è autorizzato.
 
Nella nota si legge: "La maggior parte degli iscritti, pur versando regolarmente il contributo integrativo a proprio carico, non è coperto della polizza Sanitaria base; parimenti solo per alcune patologie sono previste prestazioni per inabilità temporanea, mentre non è prevista alcuna copertura neanche per talune patologie molto gravi e invalidanti che pur inibiscono lo svolgimento dell’attività professionale".
 
Di conseguenza, la Federazione chiede un ampliamento delle patologie nel Piano Sanitario Convenzionato.
 
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