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RISPARMIO ENERGETICO

Sconto alternativo all’ecobonus, Patuanelli: ‘sarà modificato con la legge di bilancio’

di Paola Mammarella

Finco propone di limitarlo ai lavori più pesanti e chiede la stabilizzazione dei bonus sulla casa con aliquote e tempi di rimborso differenziati

Vedi Aggiornamento del 15/11/2019
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11/10/2019 - Lo sconto immediato in fattura alternativo all’ecobonus e al sismabonus verrà modificato nella Legge di Bilancio e sarà presto convocato un tavolo di confronto. Parola del Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, che ha risposto al question time in Senato.
 

Sconto alternativo a ecobonus e sismabonus, la soluzione di Patuanelli

Durante il question time, il senatore Pd, Alan Ferrari, ha evidenziato che la filiera delle imprese della riqualificazione energetica e della ristrutturazione, che è riuscita in questi anni a sostenere l'occupazione nel nostro Paese, ha evidenziato le difficoltà economiche e finanziarie che deriverebbero dallo sconto immediato in fattura, che si tradurrebbero anche in un ostacolo alla concorrenza.

Il decreto Crescita, ha spiegato Ferrari, ha introdotto la facoltà per le imprese esecutrici dell'intervento di efficienza energetica di cedere il credito d'imposta ai propri fornitori di beni e servizi, lasciando però inalterati i rischi per artigiani e piccole imprese. Un intervento che secondo le associazioni di categoria rischia di agevolare esclusivamente le grandi catene, le multiutility e gli ex monopolisti dell'energia che hanno le capacità economiche ed organizzative per sostenere le modifiche apportate alla disciplina degli incentivi.
 
Per questi motivi ha chiesto al Ministro se intenda convocare con urgenza un tavolo di confronto con le associazioni degli operatori del settore.
 
Il Ministro Patuanelli ha risposto spiegando che l’idea del decreto Crescita era dare una spinta ulteriore agli interventi di riqualificazione. La norma però “ha prodotto un risultato negativo su una parte di attività produttiva, quella prevalente in questo Paese, costituita da piccole e mini imprese”. Questo perché, ha illustrato, i grandi gruppi riescono a praticare prezzi più competitivi. Dall’altra parte, i piccoli operatori hanno problemi di capienza fiscale e liquidità.
 
Patuanelli ha confermato l’esigenza di modificare il testo e ha annunciato che i cambiamenti saranno decisi con un percorso parlamentare, con “un ragionamento nella legge di Bilancio per trovare gli strumenti per finanziare la norma”. Il Ministro ha annunciato la creazione di un tavolo di confronto per arrivare ad una soluzione condivisa con tutti i portatori di interesse.


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Sconto alternativo a ecobonus e sismabonus, cosa è e perchè non piace

Ricordiamo che lo sconto alternativo all'ecobonus e al sismabonus è stato introdotto dal Decreto "Crescita". L'obiettivo è incentivare i privati a realizzare interventi di riqualificazione energetica e messa in sicurezza antisismica con uno sconto immediato, pari alla detrazione fiscale, praticato dall'impresa che effettua i lavori. L'impresa può utilizzare il credito corrispondente alla detrazione in compensazione o cederlo ai suoi fornitori, ma non alle banche. 

Il meccanismo, che potrebbe invogliare i privati, allettati dallo sconto, è nel mirino delle piccole imprese, che potrebbero praticare lo sconto solo a fronte di sforzi insostenibili. Questo le porrebbe in una situazione di svantaggio rispetto ai grandi gruppi. Per questi motivi, sono state avviate una serie di iniziative di protesta. Alcuni operatori si sono interrogati sulla conformità della misura alle norme fiscali.  Il malcontento è stato recepito dal mondo politico. Sono stati presentati infatti dei disegni di legge per la modifica del Decreto Crescita.
 

Finco: ‘limitare lo sconto ai lavori più pesanti’

Sul tema dello sconto alternativo all'ecobonus, e la Federazione Industrie Prodotti Impianti Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni (FINCO), intervenuta in Commissione Attività produttive della Camera per l’audizione sull’adeguamento della Strategia energetica nazionale (SEN) al Piano Nazionale Energia e Clima per il 2030, ha chiesto la sua abrogazione o che sia limitato ai lavori più costosi.

Secondo Finco, lo sconto in fattura per gli interventi di efficientamento energetico, previsto dall’articolo 10 del Decreto Crescita (Legge 58/2019), si presenta assai critico poiché produce un grave impatto su migliaia di piccole imprese. Questo perché, ha osservato Finco, nonostante il lodevole intento di favorire da una parte il consumatore e dall’altra le imprese della filiera, è mancata una adeguata analisi di impatto della Regolamentazione, con relativo ascolto degli stakeholders. Molte imprese sono restie a praticare questa opzione che potrebbe comportare il dissesto finanziario.
 
I settori dei serramenti e delle schermature solari, ha osservato Finco, ma anche delle chiusure tecniche ed affini sono estremamente parcellizzati, costituiti di norma da piccole e micro imprese, ad esclusione, paradossalmente, delle imprese straniere che operano anche in Italia. Tuttavia, la filiera vede impegnate molte decine di migliaia di addetti, che stanno vivendo un momento di forte preoccupazione.
 
Finco ha ricordato che gli interventi di efficienza energetica subiscono già una ritenuta alla fonte dell’8%: “una sorta di tassazione anticipata che già da tempo sta mettendo in difficoltà il settore”. Lo sconto in fattura, ha aggiunto, non fa che peggiorare questa situazione, anche dal punto di vista dell’Erario, applicandosi tale percentuale su un valore ridotto.
 
Alla domanda, posta dai parlamentari, su come modificare lo strumento, Finco ha risposto che a suo avviso lo sconto in fattura andrebbe eliminato, “ma se proprio non riuscite ad ammettere che è un errore, occorre limitarne l'applicazione escludendo i lavori inferiori ad una certa soglia e consentendo la cessione del credito agli istituti bancari”.
 

Bonus casa, Patuanelli: ‘ci adopereremo per la proroga’

In un messaggio inviato al Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori in occasione del Convegno di studi “Progettare il Paese - dare futuro alle città e ai territori in cui viviamo”, il Ministro Patuanelli ha affermato che, per quanto riguarda il bonus ristrutturazioni, l’ecobonus e il bonus verde, “nella prossima Legge di Bilancio ci adopereremo per una proroga di queste misure, non solo per offrire risorse a chi si accinge a ristrutturare, ma soprattutto per spingere le scelte di nuovi investimenti dei privati in questa direzione”.
 
“È indispensabile - continua il messaggio - che misure del genere siano rese strutturali così da promuovere un mercato troppo spesso minato dall’incertezza sia per chi fa gli interventi sia per le aziende che producono i beni oggetto dell’agevolazione. Dobbiamo adoperarci anche sul fronte della messa in sicurezza, la manutenzione e la rigenerazione di tutto il patrimonio edilizio pubblico e privato, ricordando che nel nostro Paese 24 milioni di persone vivono in zone ad alto rischio sismico e 6 in quelle a rischio idrogeologico”.
 
“La riqualificazione del patrimonio immobiliare rappresenta – si legge nella nota del Ministro - un volano di crescita economica, visto l’alto potenziale del settore delle costruzioni per il quale si stima che l’aumento di investimenti di un miliardo di euro permette di creare una domanda aggiuntiva diretta e indiretta di oltre due miliardi. Riqualificare è infine un’attività che è il prodotto di altre attività, come la ricerca e l’innovazione tecnologica che da Ministro tengo a sostenere, soprattutto in chiave green, attraverso agevolazioni dedicate”.
 

Finco:  stabilizzazione dei bonus casa

Finco ha inoltre proposto la stabilizzazione delle detrazioni fiscali per la riqualificazione edilizia ed energetica degli edifici, introducendo aliquote e periodi di ammortamento differenziati, ma anche aiutandosi con l’ecoprestito.

Per la Federazione è prioritario il tema della stabilizzazione delle detrazioni fiscali per l’efficienza energetica, “dalla cui continuità dipende la vita di molti settori”. Ma non solo, perché la stabilizzazione, sostiene Finco, è funzionale anche al raggiungimento degli obiettivi energetici del 2030.
 
Nella stabilizzazione, propone Finco, potrebbe essere diversificato il periodo di ammortamento: 55% per 3 anni, 60% per 5 anni, 65% per 10 anni, garantendo comunque incentivi maggiori alle riqualificazioni energetiche associate a quelle strutturali e sismiche, indipendentemente dalla tempistica e dall’immobile, ferma restando una ragionevole premialità rispetto alle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie “semplici”.
 
Funzionale per la stabilizzazione sarebbe l’Ecoprestito, inteso quale forma di apporto finanziario a basso costo per consentire anche agli incapienti di riqualificare energeticamente la propria abitazione. L’idea è semplice, spiega Finco: a fronte di un obbligo di certificazione effettuata da un progettista iscritto ad un Ordine con stima dei risparmi di spesa energetica annuale attesi e successiva dimostrazione che almeno due degli interventi ammissibili sono stati realmente realizzati, la banca concede un prestito chirografario finalizzato di un importo compreso tra i 20 ed i 35 mila euro, da restituire, con interessi calmierati, entro 10 anni.
 
Il finanziamento potrebbe essere erogato dalle banche convenzionate ed assistito da apposita garanzia di Cassa Depositi e Prestiti (dal 30 al 50% dell'importo finanziato) e “supportato” dalla canalizzazione di redditi e bollette energetiche dei richiedenti sul conto di domiciliazione delle rate del debito contratto al fine di mitigare il rischio per la banca (come nel project financing).
 
Gli interventi ammissibili potrebbero essere: incremento efficienza energetica di coperture; pavimentazioni; muri perimetrali; finestre e infissi anche con installazione di schermature e/o pellicole solari; chiusure esterne; installazione di sistemi per riscaldamento e produzione di energia elettrica e acqua calda sanitaria da fonti rinnovabili; allacciamento alla rete di Teleriscaldamento efficiente; installazione di recuperatori di calore da impianti di climatizzazione; efficientamento energetico attraverso la bonifica ambientale.
 

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