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LAVORI PUBBLICI Progettazione, dai Comuni 833 gare entro marzo 2020
AMBIENTE

In Lombardia ‘recuperare l’esistente sarà più vantaggioso che costruire ex novo’

di Alessandra Marra

Approvata la legge per la rigenerazione: sconto fino al 60% sugli oneri di urbanizzazione e incrementi volumetrici fino al 20%

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Foto: Andrey Bayda ©123RF.com
19/11/2019 – Facilitare e rendere più convenienti gli interventi di rigenerazione urbana nelle aree dismesse e di recupero edilizio degli edifici rispetto alle costruzioni ex novo.  
 
Questo l’obiettivo della Legge per la rigenerazione urbana, approvata lo scorso 12 novembre dal Consiglio Regionale delle Lombardia, che modifica la Legge 12/2005 a completamento della strategia regionale per la riduzione del consumo di suolo.
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Rigenerazione urbana: cosa prevede la nuova legge
La legge individua misure di incentivazione come riduzione di oneri o bonus volumetrici, così da rendere più convenienti i progetti di rigenerazione urbana e di recupero del patrimonio edilizio. Tra gli incentivi previsti, uno sconto fino al 60% sugli oneri di urbanizzazione e la possibilità di incrementi delle volumetrie fino al 20%, a fronte di tutta una serie di prescrizioni che comporteranno, in sostanza, il miglioramento delle condizioni degli edifici innanzitutto dal punto di vista energetico e della sicurezza.
 
Introduce semplificazioni procedurali per rendere più veloci i processi (procedura per individuare gli ambiti di rigenerazione, per recuperare immobili dismessi, per i cambi d’uso, normativa sugli usi temporanei). Si riallinea alla normativa edilizia statale con deroghe alle norme edilizie (distanze, altezze). Punta a facilitare gli interventi di rigenerazione urbana e il recupero del costruito.
 
Sono, inoltre, stati previsti l’istituzione di un fondo per finanziare interventi di rigenerazione, studi di fattibilità e strumenti finanziari innovativi per il partenariato pubblico privato. Gli interventi si pongono l’obiettivo di risanare singole case o porzioni di quartieri, realizzando iniziative di rigenerazione con ricadute positive su abitabilità e attrattività dei centri abitati (anche in termini turistici e non solo urbanistici), nonché sul piano della sicurezza e della vivibilità urbana.
 
Viene incoraggiata la trasformazione di aree con spazi verdi, servizi e infrastrutture. I progetti dovranno rientrare nelle previsioni dei piani territoriali, rispettando la già operante legge sul consumo del suolo. E dovranno essere in armonia con la carta di consumo del suolo che i Comuni dovranno realizzare, una sorta di censimento degli immobili abbandonati o dismessi da aggiornare annualmente.
 

Rigenerazione urbana: il ruolo della Regione

La Regione assumerà il ruolo di “regista” e coordinerà le operazioni, lasciando il potere di dare il via all’iniziativa ai privati proprietari e ai Comuni. I primi potranno segnalare situazioni di particolare criticità (edifici fatiscenti e non abitati da almeno cinque anni), mentre i secondi potranno vagliare le istanze e inserire il progetto di recupero negli appositi piani annuali. Il privato che non dovesse procedere nei tempi dati a fronte di un progetto di rigenerazione che risolva problemi di sicurezza o di degrado, potrà essere destinatario di penali, fino all’esproprio nei casi più gravi.
 
Altro obiettivo la legge si prefigge di raggiungere, è la lotta alla burocrazia per garantire agli investitori tempi certi per la realizzazione degli interventi, una volta dichiarato lo stato di degrado di un immobile attraverso perizia giurata e asseverata. La norma finanziaria prevede un primo stanziamento iniziale di due milioni di euro, che serviranno per promuovere soprattutto i censimenti comunali. Poi si procederà con piani annuali cui concorreranno le risorse statali e regionali per somme da definire in base alle necessità.
 

Patrimonio esistente: se valorizzato diventa una leva importante

“Questa normativa – ha commentato l’assessore regionale al Territorio e Protezione civile Pietro Foroni – vuole avere un effetto shock sullo sviluppo urbanistico, segnando una linea di Demarcazione precisa e avendo un impatto immediato. Dal giorno dopo l’entrata in vigore della legge, recuperare l’esistente diventerà più vantaggioso che costruire ex novo”.
 
“Il patrimonio immobiliare può essere una leva di sviluppo per il territorio se sapremo valorizzarlo, rispondendo ai bisogni reali delle persone che lo abitano. Senza l’incentivo del taglio degli oneri di urbanizzazione il settore edile continuerebbe a restare fermo”.
 
In tema di bonus volumetrico del 20% sul costruito, l’assessore Foroni ha confermato che “non sarà automatico ma legato alla qualità dell’intervento, in base a criteri che stabilirà la Giunta regionale con un’apposita delibera”.
 

Legge Lombardia, le critiche al provvedimento

Ma le Legge approvata dalla regione non ha messo d’accordo tutti, provocando dure critiche, soprattutto da parte del Partito Democratico. Ad esempio, il consigliere regionale Matteo Piloni ha evidenziato le criticità della Legge che non agisce in maniera organica sulla rigenerazione urbana ma si concentra solo sulle ristrutturazioni degli edifici, regalando volumetria.
 
Dure critiche al provvedimento anche da parte dell’assessore all’urbanistica di Milano, Pierfrancesco Maran che ha commentato: “Pensare che qualcuno investa in capannoni e aree difficili solo perché regali volumi o tagli i costi è pure utopia. Per riuscirci serve un progetto di sviluppo delle aree che dentro una visione pubblica coinvolga i privati, il che è più difficile che un regalo generalizzato che rischia di essere usato nelle periferie di Milano, dove le cose succederanno comunque, togliendo ulteriori investimenti al resto della Lombardia”.

 

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