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Dal 23 novembre gli spazi dell'ex Chiesa di Sant’Agostino si popolano dei personaggi scultorei di Giuseppe Tirelli

22/11/2019 - Gli spazi di Volumnia, nella sua sede dell’ex chiesa di Sant’Agostino a Piacenza, si popolano dal 23 novembre dei personaggi scultorei di Giuseppe Tirelli (1957), artista di base a Piacenza che il critico inglese Edward Lucie-Smith ha collocato tra i più interessanti e originali esponenti della “scultura neofigurativa italiana”.

Tra i maestosi colonnati della chiesa sconsacrata, le sculture di Tirelli interagiscono con lo spazio, le stratificazioni della sua storia e la sua tensione verso l’alto e la spiritualità: “Affascina la bellezza di queste figure assorte, concentrate su se stesse e sugli enigmi del loro esistere, alla stessa stregua di come può ammaliarci la perfezione del divino. E se è verso le altitudini dell’anima che questo valente scultore vuole richiamarci, ci riesce benissimo grazie ad un talento innato che dà passione e unicità ad una tecnica pregiata via via perfezionata in un’instancabile ricerca plastica ispirata alla grandezza della cultura e dell’arte classica”, scrive nel suo testo la critica Tiziana Pisati.

Figure umane e leggendarie, provenienti da diverse epoche, continenti e narrazioni, offrono un universo umano ricco di rimandi e di evocazioni, in grado di aprire sempre nuove possibilità di immaginazione e di interpretazione rispetto alla contemporaneità. Il loro comune anelito è innalzarsi e spiccare il volo, sia che si tratti di angeli che di un Lucifero, di figure provenienti dalla mitologia o dal mondo delle fiabe e della letteratura, come Peter Pan e Don Chisciotte.

La condizione della loro spiritualità è per Tirelli preservata fin dal suo gesto e dalla sua tecnica, fedele ai metodi tradizionali di scultura: modella i suoi personaggi (da fondere nel bronzo), plasma la terracotta, realizza figure in resina policroma, in pietra sintetica, talvolta lavora di scalpello ricavandole direttamente dal marmo. Afferma l’artista: “Oggi con la tecnologia e il computer si possono realizzare sculture perfette, ma non è il mio caso, non lo sarà mai, il rischio è di perdere lo spirito vitale”.

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