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Appalti, Anac adegua i bandi tipo allo Sblocca Cantieri

di Paola Mammarella

L’aggiornamento riguarda anche il bando tipo n.3 per i servizi di ingegneria e architettura sopra i 100mila euro

Vedi Aggiornamento del 12/11/2019
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07/11/2019 – Aggiornamento dei bandi tipo in base alle novità introdotte nel Codice Appalti dal decreto “Sblocca Cantieri”. Lo ha disposto l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), che in un comunicato ha spiegato quali elementi dei bandi tipo continuano ad applicarsi e quali devono invece essere sostituiti.
 
L’Anac, nella redazione del suo comunicato, ha preso come riferimento il bando tipo n.1, relativo all’affidamento di servizi e forniture sopra soglia comunitaria, ma ha chiarito che le stesse considerazioni valgono per i bandi tipo n.2 e n.3. Quest’ultimo riguarda l’affidamento dei servizi di architettura e ingegneria di importo pari o superiore a 100mila euro.
 

Bandi tipo, le clausole da valutare in base allo Sblocca Cantieri

Dovranno essere disapplicate dai bandi tipo le clausole previste dal paragrafo 9, che fanno riferimento alla soglia del subappalto, che lo Sblocca Cantieri ha elevato dal 30% al 40%, e all’obbligo, oggi non più vigente, di indicare la terna dei subappaltatori in fase di offerta.
 
Devono inoltre essere rivisti alla luce delle nuove norme il paragrafo 7.5 sui controlli relativi ai consorzi di cooperative e di imprese artigiane e i consorzi stabili, il paragrafo 8 sull’avvalimento, 15.2 sul Documento di gara unico europeo, il paragrafo 5 sui Soggetti ammessi in forma singola e associata e condizioni di partecipazione, il paragrafo 19 e 21 sulle procedure di gara, l’apertura delle buste e la valutazione delle offerte. Ricordiamo infatti che le stazioni appaltanti possono ora prevedere nei bandi che l’esame delle offerte preceda la verifica dell’idoneità degli offerenti.
 

Gare di progettazione oltre 100mila euro, il bando tipo n.3

Ricordiamo che il bando tipo per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura di importo pari o superiore a 100mila euro con procedura aperta e offerta economicamente più vantaggiosa è entrato in vigore nell’estate del 2018.
 
Il bando prescrive l’applicazione del DM Parametri e riguarda tutte le procedure aperte bandite dalle Amministrazioni che operano nei settori ordinari, nonché il settore dei beni culturali.
 

Subappalto, cosa ne pensa l'UE?

Una delle clausole del bando tipo, da rivedere secondo lo Sblocca Cantieri, è quella sui limiti al subappalto, che dal 30% sono passati al 40%. L'Anac ha suggerito l'adeguamento alla luce della normativa italiana che, lo ricordiamo, è sempre stata in contrasto con le raccomandazioni, espresse dall'Unione Europea, di evitare qualsiasi limite al subappalto. 

L'Italia ha sempre giustificato i limiti al subappalto con l'esigenza di evitare le infiltrazioni criminali. La Corte di Giustizia Europea, però, con una sentenza emessa alla fine dell'estate ha ribadito in modo categorico che i limiti presenti nel Codie Appalti italiano sono contrari alla normativa europea.

L'Italia dovrebbe quindi adeguarsi alle norme europee. Un'occasione potrebbe essere la nuova riforma in materia di contratti pubblici, che dovrebbe essere portata a termine dopo il 2020, cioè quando scadranno le modifiche transitorie inserite dallo Sblocca Cantieri. Ma potrebbe anche continuare a difendere il tetto al subappalto. In quest'ultimo caso potrebbe andare incontro a richiami e sanzioni.

 

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