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Bilancio 2020, Ance: proroga almeno decennale per i bonus casa

di Alessandra Marra

Potenziare l’agevolazione per chi compra immobili antisismici, riformare i tributi locali e favorire la digitalizzazione delle imprese

Vedi Aggiornamento del 04/12/2019
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Foto: galinast©123RF.com
11/11/2019 – Positiva la conferma per il 2020 dei bonus fiscali ma per superare la logica delle proroghe di anno in anno è necessaria una loro definitiva stabilizzazione. Inoltre, bisogna potenziare l’agevolazione per chi compra immobili antisismici, riformare i tributi locali con l’introduzione della nuova Imu e favorire la digitalizzazione delle imprese edili.  
 
Ad affermarlo l’Ance nel corso dell’audizione sulla bozza della Legge di Bilancio 2020 del 7 novembre scorso.
 

Bonus per la casa: stabilizzazione o proroga decennale  

Secondo i costruttori edili, per favorire un reale processo di modernizzazione del patrimonio edilizio esistente, è necessario mettere a regime le detrazioni per la casa o prorogarle per almeno 10 anni, compresa la detrazione spettante per l’acquisto di immobili antisismici (Sismabonus acquisti).
 
Inoltre, sarebbe opportuno estenderne l’ambito operativo dell’agevolazione per l’acquisto di immobili antisismici anche all’acquisto di immobili riqualificati in chiave antisismica, senza necessità di preventiva demolizione. Ciò consentirebbe una riqualificazione di interi fabbricati prevalentemente ubicati nei centri storici o nei borghi, nei quali non sono possibili interventi di demolizione e ricostruzione.
 
Infine, per favorire concretamente i processi di rigenerazione urbana, è fondamentale permettere che il “Sismabonus acquisti” sia anche un “Sismabonus vendita”, riconoscendo la stessa agevolazione a chi cede unità immobiliari da demolire, a condizione che, entro i 12 mesi successivi, riacquisti una nuova unità immobiliare.
 

Nuova Imu: riformare i tributi locali

A parere dell’Ance, con la “Nuova IMU”, che accorperà le attuali Imu e Tasi, non è stata colta l’occasione per una reale riforma dei tributi locali che elimini tutte le distorsioni che caratterizzano il sistema impositivo a livello locale.
 
Per prima cosa, sarebbe necessario prevedere l’esclusione da imposizione di tutti gli immobili facenti parte del cd. “magazzino” delle imprese edili (cioè i fabbricati di nuova costruzione o incisivamente ristrutturati per la successiva vendita), le aree edificabili e gli edifici in corso di costruzione o ristrutturazione destinati alla vendita.
 
Per stimolare effettivamente il mercato delle locazioni, andrebbe rivisto il regime fiscale delle locazioni promosse dalle imprese, unici soggetti in grado di superare la frammentazione del mercato ed offrire una “locazione di qualità”.
 

Imprese edili: favorire la digitalizzazione

Secondo i costruttori edili, la proroga solo al 2020 degli “incentivi Industria 4.0”, che vanno maggiormente adattati al settore dell’edilizia, non consente l’implementazione di un serio ed articolato progetto di digitalizzazione dell’attività d’impresa.
 
Ance suggerisce misure specifiche per favorire la digitalizzazione del settore delle costruzioni come la creazione di una Piattaforma nazionale digitale delle costruzioni - destinando a tale finalità 6 milioni del Fondo Amministrazioni Centrali – anche al fine di evitare che l’Italia rimanga indietro rispetto alle innovazioni che stanno già emergendo in tutta Europa.
 
Allo stesso tempo, è necessario prevedere un bonus assunzioni per favorire l’ingresso di giovani professionalizzati nelle imprese edili, attraverso un meccanismo di decontribuzione totale per 10 anni finanziato coi fondi della politica di coesione territoriale (Fondi strutturali e Fondo Sviluppo e Coesione).
 

Manovra 2020: rilanciare gli investimenti pubblici  

L’Ance ha evidenziato come il settore delle costruzioni rappresenti il 22% del Pil considerando tutte le attività collegate, comprese quelle immobiliari. Con la sua lunga e complessa filiera, è in grado di attivare l’80% dei settori economici e di offrire, quindi, un contributo rilevante.
 
Se si vuole tornare a crescere occorre spendere realmente le risorse disponibili in cantieri per infrastrutture e città e per la messa in sicurezza dei territori. Ma Ance critica il Governo che, pur prevedendo nuove risorse per gli investimenti pubblici, sposta tali stanziamenti a partire dal 2022.
 

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