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Criteri Ambientali Minimi, Anac: ‘non è opportuno richiederli per piccole manutenzioni’

di Paola Mammarella

Nei lavori di lieve entità, i CAM potrebbero ostacolare la partecipazione delle micro e piccole imprese edili

Vedi Aggiornamento del 12/11/2019
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Foto: Claudio Ventrella©123RF.com
11/11/2019 – Non è opportuno applicare i Criteri Ambientali Minimi (CAM) nei piccoli appalti, perché si ostacolerebbe la partecipazione delle micro e piccole imprese edili. Ad affermarlo è l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), che ha elaborato e messo in consultazione le linee guida per l’applicazione del DM 11 ottobre 2017 (Criteri ambientali minimi per l'affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici).

La linea dell'Anac sull'argomento è sempre stata a sostegno della semplificazione. Anche lo scorso febbraio, il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, intervenendo in Commissione bicamerale di inchiesta sugli illeciti ambientali, ha affermato che i CAM, pur essendo una norma di civiltà, impongono oneri complessi, tanto da risultare inattuabili in determinati casi.
 

CAM, Anac: ‘l’inserimento va ponderato’

Secondo l’Anac, l’inserimento dei CAM nella documentazione di gara deve essere attentamente ponderato in funzione della tipologia di intervento e della sua rilevanza. Il principio ispiratore che ogni Stazione Appaltante deve perseguire, spiega l’Anac nella bozza delle linee guida, deve essere quello di consentire la più ampia partecipazione alle procedure di gara.
 
Per questo motivo, l’Anac suggerisce di introdurre i CAM nella selezione dei candidati solo nei casi in cui il possesso di requisiti aggiuntivi sia da ritenersi strettamente necessario ad assicurare la migliore tutela ambientale e per interventi di particolare rilevanza in termini di importo, di natura dell’intervento, di ubicazione territoriale e di impatto nel contesto circostante.
 

CAM e lavori di piccola entità

Nel caso di interventi di manutenzione ordinaria di ridotta rilevanza, per interventi di riparazione o locali o per interventi di ristrutturazione di piccola entità, la richiesta di tali ulteriori requisiti appare foriera di una non giustificata restrizione della partecipazione alla gara.
 
Tuttavia, sottolinea l’Anticorruzione, la normativa non dà una definizione di soglie di importo al di sotto delle quali i criteri di selezione possono non essere richiesti. L’individuazione della soglia di “ridotta rilevanza” o di “piccola entità”, scrive l’Anac, è quindi “demandata alla stazione appaltante chiamata a fare una valutazione dell’impatto che la richiesta dei criteri medesimi può avere in termini di partecipazione alla procedura di gara a fronte degli effettivi benefici che il possesso delle certificazioni richieste dal decreto può avere nell’esecuzione della prestazione”.
 
Appare evidente, conclude l’Anticorruzione, che nell’ambito degli interventi di manutenzione ordinaria di ridotta rilevanza non possono essere ricompresi interventi di manutenzione ordinaria relativi a un complesso di immobili o a immobili di grandi dimensioni affidati, ad esempio, mediante accordi quadro di durata pluriennale. In questi casi, infatti, le politiche di materia di gestione ambientale e di responsabilità sociale applicate dall’impresa possono avere significativi effetti anche sull’esecuzione delle attività di manutenzione.
 
Le linee guida saranno in consultazione fino al 29 novembre. Gli operatori potranno presentare proposte e suggerimenti per facilitare e migliorare l’applicazione dei CAM nelle gare.
 

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