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NORMATIVA

Bonus facciate, cosa propongono gli emendamenti

di Paola Mammarella

Correlarlo alla riqualificazione energetica, estenderlo ad edifici produttivi e alberghi e alle spese sostenute nel 2021 ma deliberate nel 2020

Vedi Aggiornamento del 27/11/2019
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Foto: senato.it
20/11/2019 – Legare il bonus facciate all’efficientamento energetico, senza limitarlo ai condomìni, ma estenderlo agli edifici produttivi, con possibilità di ricevere uno sconto immediato alternativo alla detrazione. Sono alcune delle proposte contenute tra i numerosi emendamenti al disegno di legge di Bilancio.
 
Le proposte, che nella maggior parte dei casi mirano a rendere la misura più sostenibile dal punto di vista energetico ed economico, arrivano in modo trasversale dai vari gruppi politici.
 

Bonus facciate e risparmio energetico

Come già annunciato, c’è la volontà di riscrivere l’articolo sul bonus facciate per dare alla nuova detrazione del 90% un obiettivo di risparmio energetico.
 
Sia dalla maggioranza che dall’opposizione sono arrivate proposte che condizionano l’accesso al bonus facciate alla contestuale realizzazione di interventi per l’efficientamento energetico dell’edificio. In particolare, tra i documenti da allegare alla pratica per la richiesta della detrazione, spunta l’asseverazione di un tecnico abilitato che certifichi il rispetto dei requisiti minimi di trasmittanza termica indicati nel DM 26 giugno 2015. Solo gli edifici vincolati sarebbero esenti da questa condizione.
 
Altri emendamenti, con lo stesso obiettivo, scendono più nel dettaglio. Forza Italia, ad esempio, propone di legare il bonus facciate alla realizzazione di opere di isolamento termo-acustico. Il Gruppo Misto suggerisce il cappotto termico.
 

Bonus facciate anche sugli edifici produttivi

Dai banchi di Forza Italia e Lega è arrivata la proposta di estendere il bonus facciate agli edifici commerciali ed industriali, nonché ad alberghi e pensioni.
 
Il bonus facciate, come ipotizzato nel ddl di Bilancio, riguarda solo le parti comuni degli edifici residenziali. Deriva infatti dal bonus ristrutturazioni, che è una detrazione Irpef limitata alle persone fisiche.
 

Bonus facciate: interventi ammessi, termini e tetti delle spese

Il bonus facciate dovrebbe durare un anno. Più emendamenti hanno proposto di riconoscere ai condomìni la detrazione del 90% anche alle spese sostenute nel 2021, ma deliberate dall'assemblea nel 2020. Per rendere operativo il nuovo strumento saranno quasi sicuramente necessari uno o più decreti attuativi. Una volta definite le regole del bonus, la palla passerà ai condomìni, che dovranno deliberare, con tempi non sempre celeri, la realizzazione degli interventi. Solo dopo questi passaggi si arriverebbe ai lavori veri e propri.
 
Il bonus facciate abbozzato nel ddl di Bilancio non prevede limiti di spesa e si può ottenere anche con semplici lavori di manutenzione. Alcuni emendamenti del Movimento 5 Stelle propongono in primo luogo di limitare gli incentivi agli interventi di restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia e ristrutturazione urbanistica, finalizzati al recupero o restauro delle facciate di edifici situati negli spazi pubblici, ma anche di introdurre un tetto di spesa doppio rispetto al bonus ristrutturazioni, quindi 192mila euro per il 2020 e 96mila euro per gli anni successivi. Ricordiamo infatti che il bonus ristrutturazioni "potenziato", prorogato di anno in anno, prevede un tetto di spesa di 96mila euro (a fronte di una detrazione del 50). Quando il Governo deciderà di non prorogare più il potenziamento, il bonus avrà un tetto di 48mila euro (con detrazione del 36%).
 

Bonus facciate e sconto immediato in fattura

Hanno una provenienza trasversale anche gli emendamenti che introducono, anche per questo bonus, lo sconto immediato in fattura alternativo alla detrazione fiscale. Il meccanismo sarebbe lo stesso introdotto dall’articolo 10 del Decreto Crescita. Al momento, lo sconto immediato in fattura è operativo solo per l’ecobonus e il sismabonus. Per il bonus facciate, che deriva dal bonus ristrutturazioni, servirebbe quindi un intervento normativo mirato.
 
Bisogna però considerare che lo sconto immediato in fattura, alternativo alle detrazioni fiscali, potrebbe avere vita breve. Alle imprese non è mai piaciuto. Il Ministro dello Sviluppo Economico, dopo aver avviato un tavolo di confronto con gli operatori, ha promesso modifiche. Da ultimo, l’Antitrust ha stabilito che vìola i principi della concorrenza. Si possono quindi ipotizzare due vie d’uscita: la prima è che questi emendamenti vengano respinti, la seconda è che le proposte siano modificate ed integrate in un nuovo meccanismo di sconto alternativo alle detrazioni fiscali.
 

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