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Formazione, ai professionisti il sistema dei CFP piace abbastanza

di Paola Mammarella

Accrescere le proprie competenze e fare rete, il sondaggio di Edilportale fa emergere le esigenze dei tecnici

Vedi Aggiornamento del 10/12/2019
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Foto. goodluz ©123RF.com
19/11/2019 – La formazione è un momento importante per i professionisti, che in queste occasioni mirano ad accrescere le proprie competenze, ma anche a creare una rete di contatti utili all’attività.
 
Edilportale, con un sondaggio lanciato due settimane fa, ha dato la parola ai tecnici, chiedendo cosa apprezzano e cosa cambierebbero dell’attuale sistema per l’acquisizione dei crediti per la formazione professionale (CFP).
 
Al sondaggio hanno partecipato prevalentemente architetti (46%), ingegneri (24%) e geometri (23%). Il 44% dei partecipanti appartiene ad una fascia di età compresa tra i 36 e i 55 anni. Il 39% dei partecipanti ha affermato di operare al Sud o nelle Isole, il 38% al Nord e il resto al Centro.
 
Più del 60% dei professionisti ha affermato che nell’esercizio della professione ritiene la formazione molto utile per l’accrescimento delle competenze.
 
Più della metà degli intervistati (53%) ritiene congruo il numero di 60 CFP obbligatori per ogni triennio. A poca distanza (46%) il gruppo di professionisti che ritiene invece che 60 CFP siano troppi.
 
Per ottenere i CFP, circa il 61% dei professionisti frequenta seminari, convegni, conferenze o workshop. Il 38% segue corsi abilitanti, ad esempio in materia di sicurezza, prevenzione dal rischio incendi, certificazione energetica, acustica.
 
La modalità di erogazione dei corsi preferita resta quella frontale, scelta dal 51% dei professionisti, seguita dalla formazione a distanza asincrona (38%). Non piace molto la formazione a distanza sincrona: scelta solo dall’11% dei tecnici partecipanti.
 
I corsi frontali piacciono soprattutto perché consentono il contatto diretto con i relatori. A pensarla così è il 50% dei rispondenti. L’altra metà è suddivisa equamente tra chi predilige il networking con i colleghi (25%) e chi apprezza la possibilità di ottenere materiali e campioni dalle aziende.
 
Chi sceglie i corsi a distanza, invece, lo fa soprattutto per la possibilità di seguire i corsi senza vincoli di orario (62%). Le altre motivazioni addotte dai professionisti sono la comodità di restare in studio o a casa (29%) e la facoltà di acquisire i CFP con il minimo sforzo (9%).
 
D’altronde, l’aggiornamento professionale è considerato abbastanza oneroso in termini di tempo. Per il 59% dei rispondenti si tratta pur sempre di tempo sottratto al lavoro. Poco più del 20% dei tecnici pensa che la formazione rappresenti un onere considerevole dal momento che si traduce in una settimana di lavoro non retribuita. Il 21% ritiene che la formazione professionale con “solo 60 ore in tre anni” non incida particolarmente sull’attività.
 
L’idea di un programma di aggiornamento professionale nazionale piacerebbe al 45% dei rispondenti perché renderebbe la formazione uniforme per tutti i professionisti. Sul versante opposto, il 32% dei partecipanti pensa che in questo modo verrebbe limitata la scelta, mentre il 23% dei professionisti ritiene che non cambierebbe nulla.
 
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