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PROFESSIONE

Il Decreto Sisma non piace ai tecnici

di Alessandra Marra

Rete professioni tecniche: ‘la certificazione dei professionisti sui progetti non serve ad accelerare la ricostruzione’

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Foto: dotshock ©123RF.com
26/11/2019 – La certificazione dei professionisti sui progetti non basterà ad accelerare i tempi di ricostruzione post sisma in quanto la situazione è resa immobile e confusa dal quadro legislativo generale che si è concepito in questi anni. 
 
Ad affermarlo la Rete delle Professioni Tecniche (RPT) che ha duramente criticato il Decreto Sisma, approvato dalla Commissione Ambiente e Territorio della Camera, senza tener conto delle richieste fatte dai professionisti tecnici.
 

Ricostruzione post sisma: con la certificazione dei tecnici nessuna accelerazione

RPT contesta l’autocertificazione dei progetti redatti dai professionisti; in questo modo “si assegnano a questi ultimi ulteriori responsabilità in una situazione resa immobile e confusa dal quadro legislativo generale che si è concepito in questi anni”.
 
Ricordiamo che il Decreto prevede la possibilità di ottenere subito il contributo per la ricostruzione privata grazie al professionista che certifica il progetto sotto il profilo della completezza, della regolarità amministrativa e tecnica, compresa la conformità edilizia e urbanistica.
 
Secondo i Professionisti tecnici, “non sarà l’autocertificazione, per come proposta nel decreto, lo strumento in grado di accelerare la ricostruzione, perché non è applicabile a tutte le tipologie di danno, non si può sottoscrivere nel caso di piccoli abusi e si può applicare esclusivamente agli interventi senza accolli per i cittadini.
 
Infine, RPT sottolinea che la certificazione dei professionisti sui progetti sarà “uno strumento inutilizzabile non perché, come taluni hanno provato ad insinuare, i professionisti non vogliono assumersi responsabilità, ma semplicemente perché non è applicabile a meno di una radicale trasformazione delle regole burocratiche di approvazione dei progetti”.
 

Pratiche di ricostruzione: sempre meno professionisti disposti a farle

Infine, RPT lancia l’allarme sulle pratiche di ricostruzione: sono sempre meno professionisti disposti a farle.
 
Chi ha lavorato in questo campo, infatti, lo trova sconveniente in quanto non percepisce compensi da tre anni a fronte di un elevato rischio di contenzioso.
 

Decreto sisma, RTP: ‘non è stato accettato l’aiuto dei professionisti’

La Rete delle professioni tecniche, con la collaborazione e partecipazione delle rappresentanze dei professionisti locali, ha illustrato e consegnato alla Commissione Ambiente della Camera "un documento preciso, dettagliato e motivato con una proposta seria e coordinata, che avrebbe consentito, pur nel marasma burocratico della ricostruzione, una soluzione praticabile e necessaria".
 
Il pacchetto di proposte aveva lo scopo di "eliminare la disparità di trattamenti tra i vari cittadini terremotati, affidare maggiori poteri al Commissario e far risparmiare ingentissime cifre alle casse dello Stato".
 
Tuttavia, RPT ha sottolineato che nessuna delle proposte presentate è stata presa in considerazione, pur partendo dai professionisti che sono deputati a presentare e amministrare le pratiche. Per questo chiede al Parlamento di accogliere le proposte di RPT e modificare il provvedimento.  
 

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