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LAVORI PUBBLICI

Appalti, ok alle ritenute per importi superiori a 200mila euro

di Paola Mammarella

Approvato l’emendamento al Decreto Fiscale. Ance insoddisfatta: ‘pesa sulle imprese e non risolve le criticità’

Vedi Aggiornamento del 10/12/2019
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Foto: Facebook @Cameradeideputati
03/12/2019 – Le ritenute fiscali negli appalti e nei subappalti riguarderanno solo i contratti oltre i 200mila euro e ad alto contenuto di manodopera. Lo ha stabilito un emendamento al disegno di legge Fiscale, approvato dalla Commissione Finanze della Camera.
 

Decreto Fiscale, le ritenute fiscali

Il Decreto Fiscale ha previsto che il versamento delle ritenute fiscali per i lavoratori impiegati nell’appalto sia effettuato direttamente dal committente, cui l’appaltatore o il subappaltatore deve anticipare le somme.
 
L’introduzione della misura nasce dalla necessità di arginare il fenomeno per cui alcune imprese recuperano il prezzo più basso offerto con il mancato o tardivo versamento delle ritenute per il lavoro dipendente o assimilato.
 

Decreto Fiscale, ritenute solo oltre i 200mila euro

Dopo alcune proteste degli addetti ai lavori, di cui l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) si è fatta portavoce, la Commissione Finanze della Camera ha approvato un emendamento con cui è stato riscritto l’articolo 4 del disegno di legge di conversione del Decreto Fiscale.
 
Dal 1° gennaio 2020, l’obbligo di versamento sarà limitato ai contratti di importo superiore a 200mila euro, caratterizzati dal prevalente utilizzo di manodopera.
 
L’appaltatore verserà le somme al committente con almeno cinque giorni lavorativi di anticipo rispetto alla scadenza. Il committente a sua volta le verserà all’Erario. Le imprese appaltatrici in regola con i versamenti, in attività da almeno cinque anni, o che abbiano effettuato operazioni analoghe, potranno effettuare direttamente il versamento delle ritenute.
 

Ritenute Appalti, Ance: soluzione non soddisfacente

A Confindustria ed Ance, però, la misura continua a non piacere. "Seppure l’emendamento approvato restringe la platea delle imprese cui si applica la norma, denuncia la Confindustria insieme all’Ance - la disciplina continua a presentare evidenti profili di criticità".

Tra le criticità Ance e Confindustria segnalano che:
- rischia di mettere a repentaglio la liquidità delle imprese poiché non è loro consentito compensare le ritenute da versare con altri debiti tributari e contributivi;  
- restano a carico dei committenti oneri di controllo sproporzionati;
- è stato del tutto ignorato l'impatto, in termini di adattamento dei processi gestionali, che le nuove disposizioni, applicabili anche ai contratti in essere, generano sulle imprese;
-.resta l’obbligo del versamento delle ritenute per singolo contratto o cantiere: una norma  inapplicabile per il settore dell’ edilizia,  caratterizzato, tra l’altro,  da una continua mobilità della manodopera anche nel corso della stessa giornata.

"È necessario, quindi - conclude la nota - che in occasione del successivo iter parlamentare vengano introdotti alcuni indispensabili correttivi:  rendere possibile la compensazione delle ritenute con i crediti fiscali;  eliminare l’obbligo di F24 per singolo contratto e procrastinare l'entrata in vigore delle disposizioni al secondo semestre del 2020, con applicazione solo ai nuovi contratti stipulati a decorrere dal prossimo 1° gennaio".  

 

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