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Condono o sanatoria edilizia? Ecco le differenze

di Paola Mammarella

La Cassazione spiega quando è richiesto il requisito della doppia conformità e su quali presupposti un ordine di demolizione può essere bloccato

Vedi Aggiornamento del 18/09/2020
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Foto: france68 ©123RF.com
11/12/2019 – Il condono e la sanatoria edilizia sono utili alla regolarizzazione di immobili realizzati senza permesso. Le due procedure hanno un obiettivo comune, ma in realtà sono completamente diverse. Spesso, però, anche i giudici le confondono. Per dirimere un errore del genere è intervenuta la Cassazione, che con la sentenza 37659/2019 ha spiegato che la diversità risiede nel concetto di doppia conformità.
 

Condono o sanatoria edilizia, il caso

Il caso preso in esame dalla Cassazione riguarda i responsabili di un abuso edilizio che avevano ottenuto il condono edilizio dopo aver presentato un’istanza ai sensi della Legge 724/1994.
 
Successivamente, il Comune aveva ordinato la demolizione del fabbricato condonato. I proprietari avevano quindi presentato ricorso per annullare l’ordine di demolizione. La richiesta dei proprietari era però stata respinta dal Tribunale Ordinario.
 
Nelle motivazioni del diniego, il Tribunale aveva spiegato che mancava la doppia conformità. Il fabbricato non era contemporaneamente conforme alle norme vigenti al momento della sua realizzazione e al momento della presentazione della domanda.
 

Condono e sanatoria edilizia, le differenze

La Cassazione ha ribaltato la sentenza del Tribunale spiegando come i giudici ordinari fossero incorsi in un errore: la confusione tra condono e sanatoria edilizia.
 
La Cassazione ha spiegato che la doppia conformità è un requisito che consente di ottenere la sanatoria edilizia, come previsto dall’articolo 36 del Dpr 380/2001. Il Testo Unico dell’edilizia stabilisce che un immobile può ottenere il permesso di costruire in sanatoria se, benchè realizzato abusivamente, risulta conforme alla disciplina urbanistica vigente sia al momento della realizzazione del manufatto che al momento della presentazione della domanda di sanatoria.
 
Non possono ottenere il permesso di costruire in sanatoria, invece, le opere abusive non consentite dalle norme vigenti al momento della realizzazione, ma che sono diventate conformi in un secondo momento, ad esempio per modifiche legislative.
 
Per il condono edilizio, al contrario, non è richiesto il requisito della doppia conformità. Il condono non è una procedura prevista dal testo Unico dell’edilizia, ma viene disposto con una legge ad-hoc e rappresenta una misura straordinaria.
 
Trattandosi di un immobile condonato, i giudici non avrebbero potuto richiedere il requisito della doppia conformità, previsto invece per la sanatoria edilizia, per bloccare le ruspe.
 
Essendo la decisione dei giudici ordinari viziata da un errore, la Cassazione ha accolto il ricorso dei responsabili, imponendo un nuovo esame da parte del Tribunale.
 

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