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NORMATIVA

Ecobonus e sismabonus, fiato sospeso per l'accredito sul conto alternativo alla detrazione

di Paola Mammarella

La misura, proposta da alcuni emendamenti al ddl Bilancio 2020, potrebbe bilanciare il meccanismo dello sconto in fattura

Vedi Aggiornamento del 12/12/2019
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Foto: gajus©123RF.com
04/12/2019 – Cresce l'attesa per capire se l’accredito sul conto alternativo all’Ecobonus e al Sismabonus vedrà la luce. La misura, contenuta negli emendamenti 19.37 (Italia Viva), 19.38 (PD) e 24.2 (PD) al disegno di legge di Bilancio per il 2020, avrebbe dovuto affrontare l'esame della Commissione Bilancio del Senato. Le sedute sono state via via sconvocate, lasciando gli addetti ai lavori col fiato sospeso.
 
Il nuovo strumento, ipotizzato con gli emendamenti, potrebbe completare il panorama delle detrazioni fiscali sulla casa, correggendo il tiro del Decreto “Crescita”, che in estate ha introdotto lo sconto immediato in fattura, creando difficoltà per le piccole e medie imprese.
 

Accredito alternativo a ecobonus e sismabonus

Se gli emendamenti saranno approvati, in alternativa all’opzione dello sconto immediato in fattura, il privato committente potrà scegliere di ricevere un credito di importo pari all’ammontare della detrazione spettante per gli interventi realizzati.
 
Il credito verrà erogato dallo Stato, in dieci rate annuali, su un conto corrente dedicato e non contribuirebbe alla formazione del reddito imponibile.
 
La misura era stata inizialmente pensata come emendamento al ddl Fiscale, in discussione alla Camera, ma poi non è mai stata depositata. Nella relazione illustrativa, allegata alla bozza dell’emendamento, si ipotizzava che il beneficiario della detrazione avrebbe potuto utilizzare la somma erogata dallo Stato come garanzia per ottenere dalle banche la liquidità necessaria alla realizzazione dei lavori.
 
Contenuti analoghi sono stati presentati come emendamenti al ddl di Bilancio. Non sono specificati i meccanismi dell’accredito e le modalità di utilizzo delle somme versate sul conto dedicato. Sarà un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate a definirli.
 

Ecobonus e sismabonus, come usufruire della detrazione

Chi effettua interventi di efficientamento energetico o messa in sicurezza antisismica avrà un ventaglio di opzioni da valutare. La prima è usufruire della detrazione fiscale, cioè pagare gli interventi e ottenere i rimborsi in 10 (per l’ecobonus) o 5 (per il sismabonus) rate annuali di pari importo.
 
L’alternativa più conosciuta alla fruizione diretta della detrazione è la cessione del credito corrispondente al bonus ai fornitori o, solo nel caso degli incapienti, alle banche. La cessione del credito consente al privato di cedere il bonus al fornitore ottenendo in cambio un corrispettivo inferiore alla detrazione fiscale, perché decurtato dei costi dell’operazione, ma in tempi più brevi dei dieci anni necessari per il rimborso della detrazione.
 
C’è poi lo sconto immediato in fattura, praticato dal fornitore e recuperato sotto forma di credito d'imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione. Il privato interessato ad avvalersi di questa possibilità deve comunicare l’opzione all’Agenzia delle Entrate. Sempre attraverso il portale dell’Agenzia, il fornitore deve confermare l’opzione e attestare lo sconto.
 
Per bilanciare lo strumento dello sconto immediato in fattura, bacchettato dall’Antitrust perché rischioso per la concorrenza e le piccole e medie imprese, ci potrebbe ora essere l’accredito sul conto dedicato. L’obiettivo è stimolare la domanda di interventi di riqualificazione energetica senza pesare sulle piccole imprese e bypassando i problemi di liquidità dei privati.


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