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Fondo salva opere, entro il 24 gennaio le richieste delle imprese in crisi

di Alessandra Marra

Il MIT pubblica un nuovo decreto che corregge le tempistiche previste per le risorse 2019

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Foto: Katarzyna Bialasiewicz 123RF.com
20/12/2019 – Le imprese creditrici potranno richiedere le risorse previste dal fondo salva opere per il 2019 entro il 24 gennaio 2020.
 
Il Ministero delle Infrastrutture (MIT), infatti, ha pubblicato un decreto che corregge la data per l'invio delle richieste da parte delle imprese, inizialmente prevista il 10 dicembre 2019 (termine scaduto già dalla pubblicazione in Gazzetta del DM 144/2019).
 

Fondo salva opere: le nuove tempistiche 

Il nuovo decreto stabilisce che il termine entro il quale i creditori presentano l'istanza alle amministrazioni aggiudicatrici per il 2019 è spostato al 24 gennaio 2020.
 
Slitta, di conseguenza, anche la data in cui queste ultime inviano al Mit la certificazione del credito, che passa al 14 febbraio 2020.  
 
Infine, la data entro cui predisporre il piano di ripartizione delle risorse è fissata al 1° aprile 2020.
 

Fondo salva opere: cosa prevede la misura

Ricordiamo che il Fondo è stato istituito dal Decreto Crescita per evitare che la crisi dell’appaltatore porti al default delle imprese subappaltatrici e al blocco del cantiere. La norma stabilisce che, in caso di crisi dell’impresa aggiudicataria di un appalto, sia coperto il 70% dei pagamenti a favore delle Pmi subappaltatrici.
 
Il Fondo è alimentato con un contributo dello 0,5% del valore del ribasso offerto dall’aggiudicatario delle gare di appalti pubblici di importo pari o superiore a 200mila euro, a base d’appalto, in caso di lavori, e a 100mila euro in caso di servizi e forniture.

Per richiedere l'accesso alle risorse del Fondo bisogna inviare tramite Pec un’istanza all'amministrazione aggiudicatrice, compilata secondo l'Allegato A al decreto. L'istanza deve essere corredata della documentazione attestante l'esistenza, l’esigibilità, l'importo del credito nei confronti dell'appaltatore, del contraente generale o dell'affidatario del contraente generale, insoluto alla data di presentazione dell'istanza.
 
È necessario certificare l'importo del credito, anche avvalendosi di atti e documenti nella disponibilità propria o del contraente generale. La certificazione deve essere redatta secondo l'Allegato B del decreto ed essere trasmessa al MIT.
 
Qualora il 70% dell'importo certificato sia superiore alle somme disponibili per il singolo piano, la ripartizione avviene in misura proporzionale al valore dei crediti certificati e l'eventuale residuo è riconosciuto a valere sulle risorse dei successivi piani di ripartizione, in base all'ordine cronologico di ricezione delle istanze.
 

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