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LAVORI PUBBLICI

Ponti e viadotti a rischio, c’è un Piano per metterli in sicurezza?

di Alessandra Marra

Dopo il monitoraggio, Province e opposizioni chiedono interventi urgenti per la manutenzione delle infrastrutture

Vedi Aggiornamento del 21/02/2019
08/02/2019 – Il Governo ha intenzione di avviare un piano nazionale per mettere in sicurezza le infrastrutture pubbliche a rischio, alla luce dei dati allarmanti sullo stato di manutenzione emerso dal monitoraggio degli enti locali?
 
È questa la domanda che sia l’Unione Province d’Italia (UPI) sia l’On. Daniela Ruffino (FI-BP) rivolgono al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli dopo 4 mesi dalla pubblicazione dei risultati del monitoraggio sullo stato di conservazione delle infrastrutture viarie (ponti, viadotti e gallerie) a seguito della richiesta del Ministro all’indomani della tragedia del Ponte Morandi di Genova.
 

Sicurezza ponti e viadotti: esiste un piano per la messa in sicurezza?

Sulla manutenzione delle opere pubbliche l’On Ruffino ha presentato un’interrogazione al Ministro Toninelli nella quale chiede di conoscere quali iniziative il Governo intende intraprendere e se si prevede lo stanziamento di adeguate risorse da assegnare agli enti locali.
 
Ruffino, infatti, ha ricordato che dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, il provveditorato per le opere pubbliche del Ministero delle infrastrutture ha avviato un monitoraggio dello stato di conservazione e manutenzione delle opere di competenza chiedendo ai presidenti delle regioni, delle province e ai sindaci una comunicazione relativa agli interventi necessari per rimuovere condizioni di rischio riscontrate nelle tratte infrastrutturali di competenza.
 
In più, la richiesta del Ministero aveva carattere di massima urgenza, proprio per verificare in tempi estremamente brevi lo stato delle opere infrastrutturali, viarie e non, e gli enti locali dovevano comunicare entro il 30 agosto 2018 gli interventi necessari a rimuovere condizioni di rischio riscontrate, corredando le segnalazioni di adeguate attestazioni tecniche (perizie, verbali di sopralluogo), indicazioni di priorità e stima indicativa dei costi.
 
Secondo Ruffini, però, tale monitoraggio è risultato essere ‘lettera morta’ in quanto senza risorse stanziate dal Governo, gli amministratori locali non possono agire sulle opere a rischio.  
 

Sicurezza ponti e viadotti: l’allarme delle Province

Sulla stessa questione, l’UPI ha scritto qualche giorno fa una lettera al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Ministro dell’Economia Giovanni Tria e al Ministro Toninelli, tornando a chiedere un programma straordinario pluriennale di manutenzione e messa in sicurezza dei ponti e dei viadotti di competenza delle Province, sulla scorta del monitoraggio ponti effettuato.
 
Il Presidente dell’UPI Achille Variati ha scritto: “È certo importante il fondo che il Governo ha inserito nella Legge di Bilancio 2019 per la messa in sicurezza dei ponti del bacino del Po. Ma dalla mappatura delle criticità che il Ministero delle Infrastrutture ci ha chiesto di realizzare lo scorso agosto, è emersa chiaramente l’urgenza di intervenire in tutta Italia.  Serve un piano degli investimenti e messa in sicurezza delle infrastrutture di competenza delle Province, in particolare per i ponti, relativo però a tutto il bacino idrografico italiano, alla stregua di quanto oggi previsto per il solo bacino del Po”.
 
“Un piano di investimenti e messa in sicurezza di queste infrastrutture – sottolinea Variati – sarebbe anche un impulso importante per l’economia locale, considerato che dei 2000 interventi urgenti monitorati, le Province hanno già pronti quasi 1.000 progetti, su cui sarebbe possibile aprire in tempi rapidi i cantieri”.
 
La lettera si chiude con la piena disponibilità dell’UPI a fornire tutto il supporto, anche tecnico, per riuscire a trovare quanto prima le soluzioni necessarie.
 

Sicurezza infrastrutture, Conte: ‘entro febbraio un Piano Nazionale’

La settimana scorsa, in un intervento in Assolombarda, il Presidente Conte ha annunciato l’avvio di un Piano Nazionale per la messa in sicurezza e l’ammodernamento del territorio e del sistema viario gestito tramite la Protezione Civile.

 
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