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LAVORI PUBBLICI

Mobilità elettrica, entro l’estate le sperimentazioni su strada

di Alessandra Marra
Commenti 2359

Pronto il decreto che regola la circolazione di segway, hoverboard e monopattini. Critica Legambiente

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15/04/2019 – Entro questa estate si avvieranno le sperimentazioni di monopattini elettrici, segway, monowheel e hoverboard nelle città.
 
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), infatti, ha annunciato che il decreto attuativo per avviare la sperimentazione su strada è pronto e verrà condiviso con le altre amministrazioni coinvolte e con gli enti locali in vigore in tempo per avviare le sperimentazioni entro l’estate.
 

Mobilità elettrica: nuovi mezzi di trasporto a zero emissioni

Il Mit ha riferito di aver effettuato un attento lavoro sul testo del decreto attuativo, accogliendo anche diverse richieste pervenute dall’Anci.

Il testo, di cui sono circolate anticipazioni negli scorsi giorni, prevede che la circolazione sia consentita solo su piste ciclabili e aree pedonali, zone 30 e strade assimilabili. Inoltre, stabilisce un limite di velocità per questi mezzi pari a 20 km/h. 
 
Come stabilito dalla Legge di Bilancio 2019, saranno i sindaci a delimitare le aree in cui avviare la sperimentazione e disciplinare le modalità di utilizzo dei mezzi.
 
Il Mit auspica un rapido iter di condivisione da parte delle altre istituzioni, così da fare tutti insieme un nuovo importante passo in avanti verso una mobilità veramente green che consentirà di offrire nuovi mezzi di trasporto nell’ottica dell’intermodalità a zero emissioni.
 

Micromobilità elettrica: segway, hoverboard e monopattini

Ricordiamo che la Manovra 2019, per sostenere la diffusione della micromobilità elettrica e promuovere l’utilizzo di mezzi di trasporto innovativi e sostenibili, autorizza nelle città la sperimentazione della circolazione su strada di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica.
 
Tra questi nuovi veicoli ci sono: segway (veicolo personale motorizzato a due ruote costituito da una piattaforma per i piedi montati sopra un asse e un sostegno verticale sormontato da maniglie), hoverboard (tavola biciclica autobilanciata) e monopattini.
 

Micromobilità elettrica, il decreto non piace a Legambiente 

Il testo del decreto, che ora dovrà passare per un parere all’Anci, non convince Legambiente che da anni si batte per permettere alla micromobilità in Italia di avere le stesse regole che sono in vigore nelle città europee; in particolare non convincono i troppi limiti alla circolazione dei monopattini e l’obbligo della patente per i minorenni.
 
“La circolazione sarà consentita solo su piste ciclabili e aree pedonali, zone 30 e strade assimilabili, ma con differenze nell’accesso tra i diversi mezzi. Ai Comuni spetterà poi di individuare precisamente queste aree con relativa cartellonistica. Inoltre, sono fissati limiti di velocità di 20 km/h, inferiori a quelli di una qualsiasi bicicletta a pedalata assistita, ma con limiti di potenza assolutamente abbondanti per quelle velocità. Non si comprende perché non si decida semplicemente di equiparare questi mezzi alle bici per quanto riguarda le regole di circolazione su strada,” ha commentato Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente.
 
 “Il rischio – continua Zanchini – è che con regole così complicate e restrittive gli stessi Comuni si trovino di fronte a un percorso assai complesso prima di aprire alla sperimentazione, e quella che potrebbe essere una opportunità di circolazione nelle nostre città, con mezzi a emissioni zero, incontri enormi barriere alla sua diffusione”.
 
“Saremmo l’unico Paese a prevedere la patente per i minorenni che usano questi mezzi, un’autentica follia e una barriera al loro uso da parte di una generazione che guarda con grande attenzione a questa prospettiva di cambiamento della mobilità e degli stili di vita. Evitiamo un vero e proprio autogol, equipariamo questi mezzi alla bicicletta per la sua circolazione fissando delle regole di buon senso per le velocità e potenze massime, senza complicare con limitazioni assurde un cambiamento nelle forme di mobilità di cui possono beneficiare i cittadini e l’aria che respiriamo nelle nostre città” ha concluso Zanchini.
 
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